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Schopenhauer

Attraverso il suo corpo che vuole, l’uomo prova la volontà di vivere.
Solo l’uomo è un animale metafisico, perché si interroga sull’origine e sul senso della realtà, ciò che sta oltre la fisica: tale stimolo proviene dal dolore, per cercare di trovare spiegazione al dolore del mondo (per esorcizzare dolore), animale metafisico perché necessita spiegazioni, ma ciascuno in base al suo livello. [il noumeno può essere colto solo squarciando il velo di Maya].
• Schopenhauer recupera Spinoza con l'espressione "Deus sive natura"(due conati(attributi): pensiero ed esperienza).
Per Schopenhauer sono due manifestazioni della volontà: aspetto mentale e visibile. Il corpo è espressione della volontà di vivere, che è forza cieca ed irrazionale. L’uomo rappresenta la forma in cui la volontà di vivere si manifesta più raffinata. L’astuta ragione (volontà) ha un unico desiderio: la perpetuazione attraverso ciò che è più piacevole per l’uomo, ma pur sempre un inganno, l’innamoramento. La chiave dell’amore rimanda alla volontà, che è più forte di qualsiasi cosa.(Opera: ‘Metafisica dell’amore sessuale’)

•La volontà è l’essenza noumenica che caratterizza ogni cosa (substantia), è unica (ma attraverso rappresentazione fenomenica illusoriamente apparirà come molteplice), eterna, al di là di una individuazione spazio-temporale, cieca, irrazionale, senza scopo né fondamenta. Ogni essere è espressione di volontà, sorgente di tutto l’universo.
Si manifesta in diversi gradi e pluralità di realtà:
• Prima oggettivizzazione: realizza nelle Idee(Platone), forme atemporali, aspaziali, ma già molteplici.
• Seconda oggettivizzazione: le Idee si moltiplicano in gerarchia di esseri, andando a realizzare realtà calate in spazio e tempo (principio di causalità, fa apparire sensate tutte le realtà).
Il velo di Maya è così tessuto e il noumeno non si vede più.

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