Ominide 262 punti

SCHOPENHAUER
La sua filosofia è molto influenzata dai pensieri di Platone (da cui riprende la teoria delle idee), di Kant (dal quale poi si distaccherà), dal tema dell'infinito e quello del dolore del Romanticismo. Egli definisce Hegel come un “ciarlatano” poiché aveva posto alla base della realtà un principio razionale ed infinito (che porta all'ottimismo), mentre egli concepisce un principio alogico ed infinito (che sfocia nel pessimismo). È attratto dalle filosofie orientali.
Egli riprende il dualismo kantiano “fenomeno” (come vengono rappresentate le cose) e “noumeno” (la cosa in sé), ribalta però questo rapporto affermando che il fenomeno è solo illusione e sogno onirico e che la vera realtà è il noumeno, che si nasconde dietro il “velo di Maya” che l'uomo dovrà squarciare per conoscere la vera essenza della vita (solo lui è interessato a farlo poiché è dotato di intelligenza, è un animale metafisico). L'uomo si rende conto che l'essenza profonda della vita, e quindi il principio del mondo, è la voluntas, la volontà di vivere, entità primordiale e inconscia; è unica, eterna e indistruttibile, e non ha nessuna meta oltre se stessa, quindi è senza un perché e senza uno scopo (la volontà vuole la volontà). Essa si manifesta sotto forma di desiderio, ovvero l'espressione di una mancanza, e porta ad un continuo dolore causato dal fatto che desiderare significa trovarsi in un perenne stato di tensione per la mancanza di qualcosa (poiché appena esaudito un desiderio, ne perviene un altro). Di conseguenza Schopenhauer afferma che il piacere e la gioia non sono nient'altro che una momentanea cessazione di dolore. Inoltre il filosofo afferma che la noia subentra quando viene meno il desiderio (“la vita è come un pendolo che oscilla tra noia e dolore”).

Quindi, poiché la volontà investe tutto il mondo, si parla di pessimismo cosmico, inoltre l'unico fine della natura sembra quello di perpetuare la vita, e con essa, il dolore. L'individuo è un mezzo al servizio della specie, poiché attraverso l'accoppiamento contribuisce alla sua evoluzione, e questo trova manifestazione nell'amore, considerato dal filosofo pura illusione. Egli afferma infatti che non c'è amore senza sessualità.
Schopenhauer va a criticare i vari ottimismi, che ritiene menzogne, come quello cosmico, poiché il mondo è retto da leggi irrazionali e vive nella disarmonia (ateismo filosofico); quello sociale poiché ogni uomo ha dentro di sé la cattiveria e gli individui si uniscono per bisogno, e non per socievolezza; e quello storico, poiché la storia non è considerata una scienza, anche perché il destino dell'uomo presenta dei tratti immutabili nei suoi caratteri essenziali (nascita, dolore, morte).
Il filosofo afferma che per liberarsi dal dolore occorra liberarsi della voluntas e raggiungere la noluntas (negazione di volontà); questo sarà possibile attraverso un percorso in tre fasi: arte, pietà ed ascesi. Attraverso l'arte l'uomo potrà conoscere le forme pure delle cose ed elevarsi al di sopra di volontà e dolore; successivamente attraverso un percorso morale egli raggiungerà la pietà, dato che sentirà come sue le sofferenze degli altri, e quindi non sarà mosso da egoismo. Ma solo con l'ascesi arriverà al suo obiettivo, infatti attraverso atti di castità (si ferma la procreazione), di digiuno e di automacerazione egli raggiungerà il nirvana, un'oasi di pace concepita come il nulla, nulla inteso come negazione del mondo stesso. Schopenhauer rifiuta il suicidio poiché crede che questo sia solo un atto di forte affermazione di volontà, quando invece l'uomo dovrebbe eliminarla.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email