vany di vany
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Schopenhauer

La sua opera principale è : “Il mondo come volontà e rappresentazione”(1818) in cui ha un rifiuto dell’idealismo: lui vede l’esigenza della libertà della filosofia,che lo fa indignare di fronte all’esaltazione dello stato di Hegel
Filosofia => antisistematica,cioè non è un sistema chiuso
Lui è influenzato da filosofie occidentali e orientali:

Occidentali:
-Platone =>mito della caverna,per cui l’uomo è schiavo dell’apparenza;teoria delle idee,come forme eterne sottratte alla caducità del mondo
-Kant =>differenza tra fenomeno e noumeno,anche se x S.è diversa.
-Romanticismo =>temma dell’irrazionalismo,dell’infinito(cioè la presenza d un principio assoluto di cui le varie realta sono manifestazioni mutevoli),tema del dolore.

Mentre il romanticismo ha una visione globalmente ottimistica,Schopenhauer ha una visione pessimistica della realtà.

Orientali:
-Nirvana=>esperienza del nulla(negazione del mondo stesso)
-Velo dei Maja=>è un velo che copre la vera realtà,attraverso il quale egli spiega la differenza tra fenomeno e noumeno.

Fenomeno = apparenza,illusione
Noumeno = realtà che si nasconde dietro il fenomeno.
Il fenomeno è la rappresentazione .La rappresentazione ha 2 aspetti fondamentali: il soggetto rappresentante e l’oggetto rappresentato,che sono facce di una stessa medaglia. Infatti critica il materialismo, perché nega il soggetto,riducendolo solo all’oggetto;e l’idealismo(Fichte),perchè nega l’oggetto riducendolo al soggetto.
La rappresentazione si basa sulle 3 forme a priori:spazio,tempo e causalità. La causalità è considerata l’unica categoria,in quanto tutte le altre sono riconducibili ad essa. Schopenhauer paragona le forma a priori a vetri sfaccettati che deformano la realtà. Egli considera la rappresentazione come una fantasmagoria ingannevole traendo la conclusione che la vita è un sogno,cioè un tessuto di apparenze.
Al di là del sogno esiste la vera realtà riguardo la quale l’uomo non può fare a meno di interrogarsi.
Infatti egli definisce l’uomo un animale metafisico , in quanto tende ad andare oltre l’apparenza e quindi verso il noumeno.
Per arrivare al noumeno e lacerare quindi il Velo dei Maja bisogna che l’uomo si ripieghi su sé stesso e si renda conto che l’essenza profonda del nostro io,cioè la cosa in sé del nostro essere,è la volontà di vivere.

Bisogna viversi non solo come rappresentazione,ma anche come corpo,quindi viverci dall’interno.
La volontà è un impulso che ci spinge ad esistere.
Noi siamo vita e volontà di vivere e il nostro corpo non è che la manifestazione delle nostre volontà interiori. Il mondo fenomenico è la manifestazione della nostra volontà nella rappresentazione spazio-temporale.
La volontà di vivere è l’essenza di tutte le cose,cioè la cosa in sé dell’universo.
La volontà è:
-inconscia: poiché la consapevolezza e l’intelletto costituiscono soltanto delle sue manifestazioni
-unica: poiché è la radice metafisica di tutta la realtà che poi si manifesta nei singoli individui.
-eterna e indistruttibile:cioè senza inizio né fine.
-incausata:è una forza libera e cieca ,senza un perché e senza uno scopo poiché non ha alcuna meta oltre sé stessa.
Non può esistere un Dio, perché tutte le qualità ke gli altri filosofi hanno attribuito a dio o ad un altro ente superiore , in realtà sono le stesse qualità della volontà che è l’unico assoluto.

La vita è dolore: il pessimismo
Volere significa desiderare,e desiderare è mancanza di qualcosa,quindi è sofferenza,dolore.
Poiché l’uomo nella volontà è più cosciente ,l’uomo risulta più bisognoso e mancante degli altri esseri,destinato a non trovare mai un appagamento definitivo.
Il godimento(fisico) e la gioia(psichica) non sono altro che una cessazione del dolore temporanea e illusoria. Quindi senza dolore non ci può essere piacere, mentre il dolore, identificandosi con il desiderio, che è la struttura stessa della vita, è un dato primario ed esiste indipendentemente dal piacere.

Accanto al dolore,che è una realtà durevole,troviamo la noia,che è un qualcosa di momentaneo e avviene quando il possesso disperde l’attrazione.
“La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando attraverso l’intervallo fugace e illusorio del piacere e della gioia”.
Pessimismo cosmico:Il dolore non riguarda solo l’uomo, ma investe ogni creatura. L’amore è uno dei più forti stimoli dell’esistenza, ma secondo Schopenhauer ha come unico fine l’accoppiamento e la procreazione. Quindi nel momento in cui l’individuo crede di realizzare maggiormente il proprio godimento è in realtà lo “zimbello” della natura.
L’amore è responsabile della procreazione di altre creature destinate a soffrire, quindi da 2 infelicità se ne crea una terza.
Uno degli aspetti della filosofia di Schopenhauer è lo smascheramento di tutte le illusioni. Infatti può essere considerato tra i “maestri del sospetto” come Marx, Nietzsche e Freud. Egli rifiuta e critica:
- l’ottimismo cosmico => schema di pensiero che interpreta il mondo come un organismo perfetto governato da Dio o dalla ragione
- l’ottimismo sociale =>secondo lui gli uomini vivono insieme per bisogno, la regola dei rapporti umani è costituita dal conflitto e dalla sopraffazione reciproca.
- l’ottimismo storico =>secondo lui la storia non è un processo progressivo, ma è sempre la stessa.
Filosofia della storia. Secondo lui l’unico modo per occuparsi della storia è evidenziare la costante uniformità e ripetitività della storia. Bisogna prendere coscienza che la storia è il ripetersi di un medesimo dramma. Il compito della storia è offrire all’uomo la coscienza di sé e del proprio destino.

Vie di liberazione dal dolore.
Rifiuto del suicidio => lui condannava il suicidio:
-perché il suicidio non è una negazione della volontà, ma è una forte affermazione di essa, in quanto il suicida vuole la vita , ma è solo malcontento delle condizioni che gli sono capitate;
-perché il suicidio sopprime solo una manifestazione fenomenica della volontà di vivere e lascia intatta la cosa in sé, che pur morendo in un individuo rinasce in tanti altri. La risposta al dolore del mondo consiste nella liberazione dalla volontà di vivere. La liberazione può avvenire con la presa di coscienza del dolore.
La salvezza dell’uomo avviene in 3 momenti:
1. arte, che è coscienza libera e disinteressata,è un appagamento immobile e compiuto. L’uomo contempla la vita elevandosi al di sopra della volontà, del dolore e del tempo. Le arti si possono ordinare gerarchicamente: architettura (che corrisponde alla materia inorganica), scultura (mondo vegetale), pittura (mondo animale), poesia (mondo umano).
La tragedia è l’auto rappresentazione del dramma della vita.
La musica è immediata rivelazione della volontà stessa.
Comunque la liberazione dell’arte è temporanea.

2. morale, l'etica della pietà, implica un impegno nel mondo a favore del prossimo. L’etica è dettata da un sentimento di pietà, attraverso cui si avvertono come proprie le sofferenze degli altri.

La morale si concretizza attraverso:
-la giustizia, che è un freno all’egoismo e consiste nel non fare del male;
-la carità,si identifica con la volontà positiva di fare del bene al prossimo.

3. Ascesi,
con la quale si raggiunge la liberazione totale. Nasce dall’orrore dell’uomo per la volontà di vivere e per l’essenza di un mondo di dolore.
Si passa dalla Voluntas alla Noluntas, ovvero l’ascesi è l’esperienza attraverso cui l’individuo cessando di volere la vita e il volere stesso si propone di estirpare il proprio desiderio di esistere ,di godere e di volere. Quindi c’è la castità, la rinuncia ai piaceri, l’umiltà, il digiuno, la povertà, il sacrificio e l’auto-macerazione (domare gli istinti).
Il misticismo ateo di Schopenhauer mette a capo il nirvana buddista, ovvero l’esperienza del nulla. Il nulla non è il niente, ma è la negazione del mondo stesso. Il nirvana è un oceano di pace, uno spazio di serenità.
Questa è la parte più contraddittoria del sistema di Schopenhauer: come si può ipotizzare l’annullamento della volontà (che si identifica con l’assoluto)?

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