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La musica come oggettivazione della volontà.(Shopenhauer)

Le diverse arti corrispondono ai vari gradi di oggettivazione della volontà.
Schopenhauer dedica uno spazio particolare alla musica, distinta dalle altre arti, perché in essa non è più rintracciabile nessun riferimento al mondo concreto e il suo linguaggio è universale. La musica, però occupa un posto a sé soprattutto perché costituisce la rappresentazione non delle idee, ma della stessa volontà universale, ne è diretta oggettivazione, allo stesso livello delle idee. Nei suoni Schopenhauer riconosce più gradi dell’armonia, i gradi della volontà, la massa del pianeta e la natura inorganica. I suoni acuti, rapidi sono da considerare sorti dalle vibrazioni di un suono profondo. Il basso fondamentale è quello che si muove in modo più pesante e non è altro che il rappresentante della massa bruta : il suo salire e discendere si fa solo per grandi passaggi. Più veloci si muovono le parti più elevate, che corrono parallele al mondo animale. Soltanto nella melodia la musica diventa discorso, linguaggio, non della ragione, ma del sentimento.

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