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Schopenhauer

• Elenca e descrivi le vie di liberazione dalla volontà.

L’uomo è in grado di sottrarsi alla volontà di vivere che lacera il mondo della rappresentazione, seguendo quelle che Schopenhauer chiama ‘vie di liberazione’: l’arte, la morale e l’ascesi sono le tre forme di conoscenza non fenomenica con cui eliminare i mali della volontà.
Nell’esperienza artistica, il soggetto nega la propria individualità per diventare puro contemplatore disinteressato, rimanendo però liberazione temporanea.
La morale rappresenta invece una più duratura eliminazione dai mali della volontà: perseguendo la virtù, l’uomo supera ogni forma di conflitto tra individui e assumendo un atteggiamento di compassione potrà negare la volontà di vivere.
L’ascesi rappresenta poi la via d’eccellenza per tale annullamento: con la mortificazione dei bisogni materiali l’uomo nega completamente la volontà che diventa nolontà. Il nulla non è però positivo in quanto si risolve in uno stato di indifferenza per l’uomo. Spenta ogni volontà è spento così anche ogni dolore.

• Dipinto di Magritte ‘Gli amanti’.

Se leggiamo il dipinto ‘Gli amanti’ di Magritte in chiave schopenhaueriana subito ci colpisce il panno che avvolge il volto dei due personaggi, che può essere associato/paragonato al velo di Maya: questo, infatti, impedisce loro di vedere la realtà vera lasciando un’unica possibilità, l’immaginazione.
Tale illusione permette di celare agli uomini la vera e cruda essenza del noumeno, ovvero la volontà di vivere, in grado di provocare solo dolore e sofferenza. Questo panno tessuto dalle tre forme a priori (spazio, tempo, casualità) può essere squarciato dall’essere che semplicemente attraverso l’esperienza del suo corpo conosce la realtà noumenica.

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