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IL MONDO COME VOLONTA’ E RAPPRESENTAZIONE

C’è in quest’opera il tentativo di fondere la filosofia orientale con quella occidentale.
La realtà è vista come stretta relazione tra oggetto e soggetto: l’oggetto esiste solo in relazione al soggetto.
Il mondo è sogno. La dea Maya avvolge col suo velo tutte le cose, tutto è sogno e la vita è fantasia e intenzione. C’è qui una critica a Hegel quando dice che lo spirito è pensiero, infatti, se così fosse, noi saremmo prigionieri del velo di Maya. Però noi non siamo solo pensiero ma anche corpo.

Filo di Arianna che ci fa entrare e ci fa uscire dopo aver sconfitto il Minotauro.

Il corpo è ciò che ci permette
di squarciare il velo di Maya e di
scoprire la verità.

L’essere è volontà
Secondo il razionalismo è ciò
che è direttamente legato alla
conoscenza.

La volontà è una, universale, eterna, inconscia e irrazionale. Non è ragione, né coscienza. È priva di ragione. La volontà non ha un fine, né una causa. È l’istinto primordiale, è l’espressione della vita allo stato immediato. Si presenta nell’universo sempre uguale a se stessa.

NOVITA’: scoperta dell’istinto come elemento fondamentale della natura → si rivede in Nietzsche
e Freud.

Più c’è coscienza, più c’è pensiero, meno le forze primordiali appaiono nella loro vigoria, ma ci sono. L’essere è uno solo ed è irrazionalità, non ragione. Le pulsioni non hanno una ragione, ma vanno nel senso opposto. La vita è la realizzazione della volontà.

La caratteristica fondamentale della vita è il desiderio.

Espressione delle pulsioni.

L’uomo che desidera è colui che è mancante di qualcosa → la caratteristica fondamentale della vita è il dolore. La vita è dolore.
Come Leopardi, e contrariamente a Hegel, c’è in Schopenhauer il pessimismo più acuto.
Tutti soffrono (uomini, animali, piante, ecc.) → PESSIMISMO COSMICO

La felicità c’è, ma non esiste in senso positivo. Essa è solo la sospensione temporanea del dolore; non dura molto poiché se il dolore non riprende c’è la noia (o tedio)
La noia è assenza di gioia e di dolore.
La vita è un continuo oscillare tra dolore e noia → concezione materialistica, atea

L’amore è ciò che tutti hanno esaltato (ad esempio i Romantici), ma per Schopenhauer non esiste, ciò che invece esiste è la volontà che si realizza nella vita attraverso il corpo.

La vita non è un dono di Dio, altrimenti egli sarebbe un genio maligno che crea e provoca sofferenza.

La storia non è progresso. Schopenhauer toglie qualsiasi idea di cambiamento e progresso nella storia.
Il suo pessimismo è una critica alla società contemporanea.

Si pone, dunque il problema della liberazione dell’uomo dall’essere (=volontà).
Schopenhauer critica l’idea del suicidio che è la fine di una singola esistenza e non la fine del dolore.
La liberazione è tuttavia possibile attraversi un percorso più difficile della scelta del suicidio, esistono tre gradi:
1. COLTIVAZIONE DELL’ARTE → l’arte è uno strumento che ci permette di innalzarci. Ci sono
elementi dell’arte: quella meno libera è l’architettura, mentre l’arte per eccellenza è la musica che fa sperimentare la fine dell’egoismo.
2. LA GIUSTIZIA → sforzarsi di riconoscere l’esistenza dell’altro come strumento autonomo,
indipendente. Lo sforzo che si fa nel riconoscere l’altro è la giustizia, l’uscire dall’egoismo. Il momento più alto della giustizia è l’agape (=compassione); questa parola significa avere la capacità di conoscere (cum patior), capire quali comportamenti ha avuto l’altro per arrivare a una certa situazione, a una certa conoscenza. La compassione educa a superare l’individuo e a porsi in relazione con gli altri.

3. NIRVANA → è il grado più alto dell’ascesi (=liberazione dell’uomo dalla volontà). Il Nirvana è
il nulla. È il dominio, la macerazione del corpo: purezza e in contaminazione portano a controllare la volontà e a liberare il corpo da essa. La liberazione del corpo è la pienezza dell’essere, la liberazione dell’uomo dalle passioni che significa liberazione dalla sofferenza. Il Nirvana è la fuga dalla società.

La critica alla società, in Schopenhauer, è, dunque, fuga dalla società

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