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Arthur Schopenhauer

VITA
Schopenhauer nacque a Danzica il 22 febbraio del 1788 da padre banchiere e madre scrittrice di romanzi. Nella sua vita fece numerosi viaggi tra i quali alcuni in Italia. Dopo la morte del padre si laureò in filosofia, presso l'Università di Jena dove ebbe come maestro di filosofia Schulze; seguì inoltre le lezioni di Fichte. Fu influenzato dalle dottrine di Platone e di Kant. Amico di Goethe, ne difese le dottrine nello scritto Sulla vista e sui colori. La sua opera principale è Il mondo come volontà e rappresentazione.

LA «VOLONTA' DI VIVERE»
Schopenauer ritiene che la sua filosofia sia l'integrazione di quella kantiana; egli vede la via d'accesso al noumeno che Kant aveva precluso.
Non potremmo uscire dal mondo fenomenico, se fossimo soltanto "una testa d'angelo alata senza corpo", ma essendo sia rappresentazione sia corpo non ci vediamo solo dal di fuori, ma anche dal di dentro. In questo modo ci si rende conto che la cosa in sè di noi stessi è la volontà di vivere. Più che conoscenza e intelletto, noi siamo, per Schopenhauer, vita e volontà di vivere, cioè un impulso irresistibile che ci spinge ad esistere e ad agire, e il nostro corpo è la manifestazione esteriore dei nostri desideri interiori, l'apparato digerente è la manifestazione della volontà di nutrirsi. Il titolo della sua opera maggiore, deriva proprio dal fatto che il mondo fenomenico è il modo in cui la volontà si rende visibile.

Per analogia, la volontà di vivere è l'essenza di tutte le cose, la cosa in sè dell'universo, poichè questa volontà pervade ogni essere della natura.

CARATTERISTICHE DELLA VOLONTA'

La volontà si sottrae alle caratteristiche del mondo della rappresentazione (spazio tempo e causalità) poichè si trova al di là del fenomeno; è inconscia in quanto non è cosciente ma è energia e impulso (consapevolezza e intelletto sono manifestazioni secondarie); unica perchè esiste fuori dello spazio e del tempo e quindi è "in una quercia come in un milione di querce"; eterna poichè è senza inizio nè fine (sono lo spazio e il tempo che rendono possibile la divisione degli enti); incausata e senza scopo infatti non esiste la ragione della volontà stessa, non ha una meta oltre se stessa, ogni scopo cade entro l'orizzonte del vivere e del volere.
Gli uomini vivono per vivere e continuare a vivere; essi però hanno cercato di dare un senso alla loro vita formulando l'idea di Dio. Questi non può esistere essendo l'unico Assoluto la Volontà.
L'unica e infinita volontà di vivere si manifesta nel mondo fenomenico in due fasi:
1) la volontà si oggettiva in un sistema di forme aspaziali atemporali che egli chiama idee.
2) la volontà si oggettiva nei vari individui del mondo naturale (moltiplicazione delle idee)
Gli individui non sono altro che la riproduzione del prototipo di idea.
Il grado più basso dell'oggettivazione della volontà sono le forze della natura, quindi ci sono le piante, gli animali e infine l'uomo, il quale è consapevole della propria volontà.

LA VITA E' DOLORE: LE VIE DI LIBERAZIONE

"La vita è come un pendolo che oscilla incessantemente tra il dolore e la noia, passando per un intervallo fugace e perdipiù illusorio del piacere e della gioia."
La vita è dolore, tolte le apparenze ingannevoli.
Solo "il cessare di volere" è la vera risposta al dolore. La filosofia di Schopenhauer rifiuta e condanna il suicidio come liberazione dalla volontà perchè:
è affermazione della volontà, non nega la volontà ma nega la vita.
sopprime un individuo lasciando che la volontà sia presente negli altri individui.
Alcuni individui eccezionali come i mistici gli eremiti e i geni, hanno preso il cammino della liberazione dai bisogni connessi alla volontà di vivere permettendo alla voluntas di trasformarsi in noluntas, cioè negazione della coscienza di sé. Ci si libera dal dolore e dalla noia e sottrarsi alla catena infinita dei bisogni attraverso alcune tappe.
-L'Arte
L'arte è la conoscenza disinteressata che si rivolge alle idee rendendo oggettiva la volontà sottraendo l'uomo dai bisogni e dai desideri. l'architattura si trova al grado più basso delle manifestazioni della volontà, quindi la scultura, la pittura. La tragedia è l'autorappresentazione della vita. La musica rappresenta l'arte suprema, è l'arte più profonda e liberatrice e produce l'annullamento momentaneo della volontà. Rappresenta un conforto alla vita stessa.
-La giustizia
Consiste nel riconoscimento degli altri come uguali a noi.
-La bontà
Si risolve nella compassione verso gli esseri che vivono il nostro stesso tragico destino, è un impegno nel mondo a favore del prossimo. L'etica, secondo Schopenhauer, nasce da un sentimento di pietà, generato dall'aver vissuto la stessa tragedia che vive il prossimo. Occore sentire che la vita è dolore, è quindi la morale che produce la conoscenza.
La morale si concretizza in due virtù cardinali:
la giustizia, con carattere negativo, consiste cioè nel non fare il male;
la carità, volontà positiva di fare del bene al prossimo. La pietà consiste nel far propria tutta la sofferenza; vince l'egoismo ma resta ancora attaccata alla vita.
-L'ascesi
Per giungere all'ascesi si passa per la castità perfetta, che toglie l'impulso della procreazione. La liberazione dalla volontà di vivere è data dalla povertà, dalla rinuncia ai piaceri, dal sacrificio, dal digiuno. Il culmine dell'ascetismo è dato dal NIRVANA, che è l'esperienza del nulla, negazione del mondo, completa cessazione del volere.

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