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Il mondo come rappresentazione e il mondo come volontà


Schopenauer riprende la distinzione Kantiana tra fenomeno noumeno.
Il fenomeno è la rappresentazione ed esiste solo dentro la coscienza.
Il fenomeno è parvenza, illusione, sogno, ciò che nell'antica sapienza indiana ara detta "velo di Maya".
La rappresentazione è costituita da due aspetti inseparabili: il soggetto rappresentante e l'oggetto rappresentato.
Il filosofo tedesco ritiene, come Kant, che la mente sia strutturata da forme a priori, ma ne ammette soltanto tre: lo spazio, il tempo e la casualità.

Il noumeno invece è rappresentato dalla volontà di vivere, che è, secondo Schopenauer, l'essenza di tutte le cose.
La volontà si sottrae alle forme della rappresentazione sopracitate ovvero: spazio, tempo e casualità.
Essa è inconscia, unica ed eterna. La volontà, oltrepassando il principio di causa, è una forza, un'energia libera e cieca.
La volontà non ha alcuno scopo, tutti gli esseri vivono per vivere e continuare a vivere.

Gli uomini hanno sempre cercato di mascherare questa orribile verità postulando un Dio che possa essere fine ultimo della vita. Ma il filosofo afferma che Dio non esiste e che l'unica verità assoluta è la volontà.

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