Vita di Friederich Schelling

Egli nasce a Leonberg e studia sia teologia che scienze naturali e matematica. Fu molto amico di Hegel e Fichte tant’è che nel 1798 con l’aiuto di Goethe diventa collaboratore di Fichte (in questo periodo stava uscendo la rivista Athenaeum).
Fichte insegna in varie università come a Iena, prendendo il posto di Fichte e a Monaco. Nel 1841 prende un ruolo importante all’università di Berlino e nel 1854 muore in Svizzera. Fichte e Hegel inoltre furono amici fino al 1807 anno in cui Hegel fece ironia su Schelling nell’opera “fenomenologia dello spirito”.

Filosofia di Schelling

Schelling riprende in parte le posizioni di Fichte ma critica l’idea che la natura (il non-io) sia subordinata all’io e non vede come sia possibile che qualcosa di assoluto come l’io non contenga tutta la realtà, infatti all’inizio vi è solo l’io che pone sé. Egli allora inizializza il concetto di unità differenziata. Ovvero l’assoluto come unione paritaria di io e non-io e cosi egli crea due strade diverse:

1)Fisica speculativa: vuole definire il processo per il quale lo spirito deriva dalla natura (natura come spiritualità inconscia)
Egli spiega che la natura è permeata da una spiritualità inconscia e critica perciò la scienza classica che vuole capire la natura fondando le sue leggi solo su materia e movimento. Conclude spiegando che questo spirito inconscio cerca di diventare conscio e ci riesce con l’uomo 2)Idealismo trascendentale :cerca di ricavare la natura dallo spirito (spirito come natura incosciente).
Nell’idealismo trascendentale egli cerca di capire il processo di formazione della coscienza dividendo lo sviluppo in due parti
a)Livello conoscitivo: sensazione-intuizione-riflessione-volontà b)Livello storico-pratico: divide la storia in tre ere; destino-necessità- provvidenza. La prima era, quella del destino, è caratterizzata da forze che non si possono controllare, la seconda invece si caratterizza dalla legge ed dalla sua oggettività mentre l’ultima è soggettiva poiché consiste nell’idea che dietro all’assoluto vi sia un soggetto.
Schelling spiega quindi che l’umanità si conosce nell’infinito processo storico che è permeato da fini incomprensibili a cui tutte le azioni degli uomini sono dirette (anche se ci sembra di fare la nostra volontà in realtà stiamo compiendo la volontà dell’assoluto). Schelling abbandona l’idea quindi che la storia sia fatta dalle volontà dei singoli ma bensì dalla specie che è espressione e manifestazione dell’assoluto.

Arte di Schelling

Schelling ritiene l’arte la massima espressione dello sviluppo dello spirito poiché nell’arte vi saranno sempre le due espressioni dello spirito, quella conscia (razionalità) e quella inconscia (irrazionalità). L’arte perciò è quell’opera in cui entrambi questi aspetti possono coesistere.
Esposizione del mio pensiero filosofico
In questa opera del 1801, schelling modifica in parte il suo pensiero passando da assoluto come unità differenziata ad assoluto come unità indifferenziata (unione di io e non io, in cui essi non si limitano a vicenda)

Filosofia e religione

In questa opera del 1804 schelling parla dell’assoluto come identificazione del dio trascendente. Egli vuole spiegare come il finito derivi dall’infinito e per prima cosa rifiuta teorie creazioniste e di emanazionismo. Ricorre perciò al platonismo, secondo Schelling l’assoluto crea solo le idee delle cose finite, poi le cose concrete non sono altro che una decadenza delle idee per una colpa insita nel finito. Questa colpa causa la separazione degli esseri originati e dio. Vi è però un momento di massimo allontanamento da dio dopo il quale ricomincia il processo di ritorno a dio. Infine schelling spiega che dio stesso è una contraddizione tra conscio e inconscio che cerca di conoscersi attraverso il processo storico, di riappropriarsi di se. La storia diventa perciò realizzazione di dio.

Conferenze di Herlanghen

Opera postuma in cui si spiega come l’uomo cosca i fenomeni ma non le cause e in cui viene rivalutata la mitologia antica come religione naturale e manifestazione dell’assoluto che cerca di conoscersi

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