SCHELLING
Riprende Fichte tanto è vero che lo succede nella cattedra e sarà insegnante di Hegel.

Idealismo
Il suo idealismo prende il nome di idealismo etico. Per Schelling l’agire e l’azione non ha solo valore morale come per Kant, ma mi permette di conoscere l’oggetto e di capire che è una mia creazione. Il pensare è una conseguenza dell’agire. Parla molto della natura. Ha l’idea di un infinito raggiungibile, di un intelletto creatore ecc.

Opere
La sua opera più importante è “Sistema dell’Idealismo Trascendentale”. Riprende l’Io di Fichte, la dialettica che Fichte riconosce all’io ecc.

La natura
Mentre in Fichte la natura ha un ruolo totalmente passivo, Schelling è l’unico, in filosofia, a dare alla natura una importanza. Non vuole considerare la natura come semplice ostacolo passivo dell’Io. Secondo lui tra l’attività del soggetto (creature) chi mi impedisce di vedere nella natura una creatrice? La differenza è che l’Io ne è consapevole, la natura no. Se nella natura c’è attività c’è anche una forma di autonomia. Mentre l’Io per capire chi è deve esteriorizzarsi, al contrario la natura deve interiorizzarsi. Nell’uomo la natura dà degli impulsi alla ragione e tutti e due agiscono. La natura diventa consapevole se diventa Io e a sua volta l’Io diventa consapevole se si esteriorizza nella natura. Quindi queste due attività si incontrano nell’uomo. Infatti secondo Schelling la natura può diventare spirito(IO) e lo spirito(IO) può diventare natura. Entrambi diventano attività infinita perché non si incontrano solo nell’uomo (ma anche nel piano dell’infinito). Come colgo questo passaggio? Non tramite un passaggio razionale ma diventa un PROCESSO IMMEDIATO. Parla di un assoluto, di un tutt’uno. Tutto ciò che ha a che fare con l’arte. Con questo incontro, il cerchio iniziato da Fichte si chiude grazie a Schelling.

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