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Rousseau è il primo e più grande rappresentante di un filone della filosofia politica che incarna le istanze democaratiche.
Premessa: è e non è un pensatore illuminista. Lo è per la riscoperta della naturalità e il rifiuto del classicismo. Al contrario non lo è per la critica aspra del culto del progresso.
"Discorso sulle scienze e sulle arti": critica della civiltà.
Egli critica il processo di civilizzazione: quindi la scienza, l'arte. Esse fungono da paravento della condizione di schiavitù in cui si trovano gli uomini, che vivono tutti in catene. Esse infatti sono al servizio del potere, che è un potere tirannico. La scienza e l'arte fanno decadere l'uomo da una condizione originaria di felicità. Lo Stato di natura non è un'epoca conflittuale, come per Hobbes, ma è fatta di beatitudine.
Egli è dunque il critico più radicale della società occidentale e per questo è criticato da Voltaire, il quale dice che chi legge i libri di Rousseau desidera essere una bestia.

"Discorso sull'origine della disuguaglianza tra gli uomini"
Com'è nata la civiltà moderna fondata sulla disuguaglianza?
Rousseau ritiene che non sia possibile un ritorno al passato incontaminato dell'uomo.
Egli critica le teorie giusnaturalistiche perché esse descrivono lo stato di natura come negativo. L'errore dei giusnaturalisti è quello di essere strabici: guardano al passato con gli occhi del presente, ovvero applicano all'uomo del passato le caratteristiche di quello moderno. Per Rousseau l'uomo nello stato naturale è solo istinto, non ha valori morali, è amorale. Dunque l'uomo obbedisce all'istinto, e non alla ragione. Gli istinti sono: l'amor sui e la compassione, quindi l'uomo non è naturalmente violento. Rousseau amava la semplicità dei costumi originali degli uomini, che la civiltà ha corrotto.
La critica di Rousseau: Se il rimedio non è tornare allo stato di natura, come si può guarire dal male della modernità? Attraverso quelle stesse cose cattive con le quali ci si è corrotti. La cura non è cancellarle, ma trasformarle. Quindi con l'arte, il sapere e la scienza. La politica avrà un ruolo decisivo in tutto questo, e solo curando la politica si può curare l'uomo.

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