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Rousseau

Il primo Discorso afferma che le scienze e le arti hanno contribuito a corrompere i costumi infatti servono solo a nascondere le catene che gravano sugli uomini, con degli inutili ornamenti, e a esortare gli uomini alle “buone maniere” e quindi ad abituarli all'apparire piuttosto che all'essere. Le scienze nascono da vizi. Nel secondo Discorso tratta limitatamente la disuguaglianza. Rousseau presenta una concezione dello stato di natura completamente nuovo e diverso da quello dei giusnaturalisti (parlano dell'uomo allo stato selvaggio e dipingono l'uomo civilizzato). Il filosofo afferma infatti che lo stato di natura sia un modello concettuale o un'ipotesi teorica elaborata ai fini di poter emettere un giudizio di valore nei confronti dell'esistente. E' tuttavia uno stato che non esiste più e forse non è mai esistito. Inizialmente l'uomo aveva richieste minime e semplici in una situazione dove ogni individuo bastava a sé stesso e si univano solo per necessità. Erano caratterizzati dall'amor di sé ossia lo spirito di conservazione. Successivamente avvenne la prima rivoluzione, che portò l'uomo a formare la famiglia, e così si ebbe una situazione intermedia fra natura e civiltà (epoca più felice) dove ci furono i primi sentimenti negativi. Infine si ebbe la grande rivoluzione causata dalla metallurgia e dall'agricoltura. Ciò porta infatti alla divisione sociale del lavoro e alla spartizione delle terre (proprietà). Si viene così a formare la disuguaglianza morale e politica in quanto con le proprietà si viene a formare la prima grande divisione fra ricchi e poveri. In seguito si ebbero le altre forme di disuguaglianza causate dalla formazione di un patto tra il ricco e il povero (Stato) che legalizzò la disuguaglianza in modo definitivo. Si vengono così a formare le divisone fra ricchi e poveri (diritto di proprietà), potenti e deboli (magistratura), padroni e schiavi (potere arbitrario). Rousseau presenta degli elementi contemporanei all'illuminismo ma anche altri di profondo distacco. Afferma che l'uomo è causa della propria degenerazione quindi è l'unico in grado di salvare sé stesso e ciò attraverso la politica e l'educazione. Nel Contratto Sociale si ha un problema (trovare una forma di governo che difenda e protegga la persona e i beni di ciascuno e che questi rimangano liberi come prima) e una soluzione (tipo di contratto che ha come clausola fondamentale l'alienazione totale di ciascun associato a tutta la comunità). Si viene a formare così il popolo dove ogni associato prende il nome di cittadino (partecipe dell'autorià sovrana) e suddito (sottoposto alla legge dello Stato). Nel patto tutti i cittadini si obbligano sotto le medesime condizioni e godono degli stessi diritti quindi il patto, oltre a garantire la sicurezza e la libertà, si fa garante anche dell'uguaglianza. Rousseau è il teorico della democrazia affermando che la sovranità risiede nel popolo. La volontà generale del corpo sovrano (popolo) è da intendersi come la volontà che tende al bene comune. La sovranità è l'esercizio di questa volontà generale e risiede nel popolo. Essa ha le caratteristiche di essere: assoluta (potere assoluto su tutti gli associati), inalienabile (il corpo sovrano può essere rappresentato solo da sé stesso) e indivisibile (la volontà è generale o non lo è). La sovranità si distingue poi dal governo. La prima deve emanare le leggi mentre il secondo deve farle eseguire. Rousseau distingue tre forme di governo: democrazia, aristocrazia e monarchia. Rousseau predilige l'aristocrazia elettiva ed è scettico sulla democrazia che pone il governo nelle mani del popolo. E' a favore della democrazia diretta. Per libertà intende la volontaria sottomissione alla legge e implica l'obbedienza. Rousseau accetta la disuguaglianza e le proprietà tuttavia queste devono essere entrambre subordinate al pubblico bene e contenuti in limiti ristretti. Per legislatore intende una figura carismatica che si sforza di educare gli uomini al pubblico bene trasformandoli in cittadini. Nell'Emilio Rousseau afferma che lo sviluppo fisico e spirituale del fanciullo deve avvenire in modo spontaneo e che ogni acquisizione sia una creazione e che tutto venga dall'interno cioè dal sentimento e dall'istinto dell'educatore. L'educazione è il risultato di una libertà ben guidata. La religione dell'uomo è quella naturale che si limita a poche credenze, sentimentalmente e razionalmente fondate. Religione del cittadino è invece la religione civile i cui articoli vengono fissati dal sovrano.

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