Romanticismo - Riflessione sul dualismo

Il Romanticismo è un movimento poliedrico ed eclettico che si sviluppa alla fine del diciottesimo secolo in Germania. La Germania del '700 e '800 era stata un'esterna osservatrice del fallimento del progetto napoleonico e della competizione industriale tra Francia e Inghilterra, le quali, con le menti impegnate a rigettare il pensiero illuminista che aveva portato a molte problematiche e a crescere industrialmente, avevano quasi smesso di filosofare. In contrapposizione i tedeschi sfruttarono questo rigetto per filosofare. Non solo, ma si può addirittura parlare di “età classica tedesca”, in quanto la cultura e la filosofia fioriscono formidabilmente fino a far diventare la Germania il nuovo centro culturale e filosofico mondiale. Questo incremento si manifesta principalmente con il Criticismo (che nasce e muore con Kant), l'Idealismo (il quale critica e sviluppa il criticismo) e il Romanticismo.

Nasce anche il movimento dello “Sturm und Drang” (letteralmente “tempesta e impeto”, come per sottolineare la forza della ribellione e dei sentimenti), i cui esponenti esaltavano le emozioni, il libero amore, la ribellione all'Illuminismo e alle regole in generale. Ritornano anche in auge i motivi classici, intrisi però di tragicità contemporanea, con il Neoclassicismo, il quale intrecciandosi con lo Sturm und Drang apre la pista per lo sviluppo del pensiero romantico. Però è impossibile dare una precisa determinazione cronologica e contenutistica di Romanticismo. Per l'Illuminismo l'obiettivo era uscire dall'era buia con i lumi della ragione, mentre per il Romanticismo il discorso è più complesso. Si possono fare dei collegamenti con l'Idealismo, per quanto riguarda l'interpretazione dell'uomo in quanto spirito, ma non tutto ciò che è idealista è romantico, e infatti il massimo esponente dell'idealismo, Hegel, mosse forti critiche al Romanticismo, pur essendo anche lui per alcuni tratti un romantico. Ma è proprio questo uno dei caratteri del Romanticismo: l'ambiguità e l'ambivalenza. I romantici esaltavano l'individuo (per la prima volta con accenni a individui geniali), e la società, il razionalismo e i sentimenti, il prometeismo (altrimenti chiamato titanismo, idea che fa riferimento al mito del titano Prometeo, che sfidò il re degli dei Zeus rubando il fuoco per donarlo agli uomini, e che è simbolo di ribellione) e il vittimismo, il realismo e la fantasia, il passato e l'attesa del futuro. Anche la figura dell'uomo in quanto spirito ha diverse interpretazioni da parte dei romantici e indealisti. Tutti pensano che l'uomo tenda all'infinito, a causa del fenomeno chiamato “Sehnsucht” (desiderio, mancanza di qualcosa che non si ha e che è impossibile raggiungere), l’io di Fichte, però, è costretto ad obbedire alla necessità razionale ed è quindi limitato (da qui l'equazione Io = Dio), quello della scuola romantica (Novalis, Tieck ecc.), invece, si basa sul sentimento, e quindi non ha limiti. Di conseguenza si ha un innalzamento della figura dell'individuo (chiamato anche soggettivismo radicale), motivata anche dal contesto storico causato dal rinnego dei valori della Rivoluzione francese, dal ritorno alle monarchie, e dalla riconquista del potere da parte della Chiesa. In realtà il Romanticismo è un movimento altrettanto anti-individualista, in quanto molti artisti e letterati si espressero a favore della società e del popolo, lo stesso Fichte disse che un uomo dotto deve essere un uomo pubblico, deve far parte di una comunità, e che un uomo è tale solo quando messo in rapporto con altri uomini. Il filosofo Novalis, che fece parte del circolo di Jena (città germanica in cui si riunivano vari filosofi, come anche Schlegel), fu allo stesso tempo un individualista e un anti-individialista, descrivendo la società come un unico individuo pensante e sensibile.
Fichte spiritualizzò anche la natura oltre all'Io, le attribuì l'essenza di Dio, e la sua filosofia prese forma di panteismo, fede risalente anche allo Sturm und Drang. Il panteismo, portato nella letteratura principalmente da Goethe (poeta e filosofo tedesco), prevedeva che a reggere la storia fosse uno spirito immanente, all'interno del mondo. La storia viene perciò vista come una serie di eventi tendenti alla perfezione con eventi in progressione o ugualmente perfetti (in base a questo pensiero viene anche rivalutato e santificato il Medioevo. Ma il Romanticismo in quanto ambivalente sviluppò anche altre correnti di pensiero in campo teologico, il fideismo, con Jacobi e Hamann, rivendicava la priorità della fede su tutto come mezzo per raggiungere l'infinito, e una sorta di ateismo in chiave spinoziana. Venne completamente lasciato da parte il deismo, in quanto ricordava troppo l'Illuminismo.
Ancora una volta l'ambivalenza del romanticismo si nota dalla negatività della ricerca dell'infinito e dell'impossibile con il Sehnsucht, e dall'infelicità come unico mezzo per la grandezza, contrapposta alla visione complessiva di ottimismo, sottolineata dalla provvidenzialità storica.

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