Romanticismo

1 il romanticismo come “problema” critico e storiografico.
Il Romanticismo è un periodo storico che si pone negli ultimi anni del Settecento nella natale Germania e che andrà poi ad espandersi nel resto dell’Europa nei primi decenni dell’Ottocento.
Vi sono due interpretazioni di questo stile:
• La prima definita da Hegel che vede nel romanticismo l’esaltazione del sentimento con idee anti classicistiche, troveremo l’origine della sua espansione nel circolo di Jena
• La seconda più recente che vede il romanticismo come situazione mentale generale e non solo riconducibile alla filosofia, vi fanno parte tutti quelli che aderirono alla corrente idealista post-kantiana. Questa visione si nutrirà di una cultura antitetica rispetto a quella Illuminista e sarà battezzata come epoca o cultura romantica.

Non è quindi possibile dare una definizione di “Romanticismo” dati i suoi mille volti e le sue ambivalenze interne, come il sentimentalismo e il razionalismo, lo sguardo al passato e quello speranzoso al futuro ecc… ma vi era un’aria comune: l’esaltazione del sentimento e l’esaltazione della ragione che si riunisco in un’unica polemica contro l’intelletto illuministico.
Questa concezione riabbinabile al romanticismo andrà poi specificato sia per gli artisti che per i filosofi e i letterati.

2 gli albori del romanticismo tedesco: il circolo di jena
Il Romanticismo tedesco a origine nel circolo di Jena da diversi esponenti quali: i fratelli Schlegel, Novalis e Holderlin. Si strinsero anche rapporti con Fitche e con Schelling.
Si pone la fine del romanticismo tedesco con la morte di Novalis del 1801 ma le idee si diffusero comunque in tutta la Germania e nel resto dell’Europa.

3 atteggiamenti caratteristici del romanticismo tedesco
Hegel, pur non essendo propriamente partecipe nel circolo, riuscirà a condividere i suoi pensieri con i romanticisti soprattutto sul tema dell’infinito, tema che andava studiato in virtù della ragione dialettica.

⇒Il rifiuto della ragione illuministica e la ricerca alla realta’ e all’assoluto.
Nasce il desiderio comune dei romanticisti di ripudiare la ragione illuministica ritenuta incapace di comprendere la realtà profonda dell’uomo, di Dio e dell’universo.
I romantici cercheranno quindi altre vie di accesso alla realtà e all’infinito.
Il sentimento è qui visto come il mezzo più vicino per rapportarsi alla vita e per penetrare nell’essenza dell’universo, rappresenta un’ebbrezza indefinita di emozioni.

Il sentimento apre nuove dimensioni della psiche e fa risalire alla questione primordiale dell’essere, è l’infinito pur essendo indefinito.

La definizione di infinito è parallela alla definizione di arte che è qui vista come sapienza del mondo, è una disciplina in grado di completare ciò che i discorsi logici non riescono a fare ritornando poi alla primordiale filosofia.
L’arte è quindi il mezzo con il quale possiamo possedere la concezione d’infinito e dell’origine della vita in quanto è rivelazione dell’Assoluto.
L’arte è l’estetica della creazione, in quanto paragonata all’infinità stessa di Dio, questa dona al poeta la libertà sconfinata e la spontaneità assoluta rispetto al limite dell’uomo morale.
Valorizzazione che compare anche nei discorsi legati alla musica che la vede come regina degli atti ed unica arte in grado di far provare l’esperienza di infinito.

Accanto all’arte troviamo l’importanza della religione per i romantici, argomento che è definito come forma di sapere immediato e via d’accesso privilegiata alla realtà.
Il romantico disdegna la visione illuminista della religione, non identifica l’uomo con Dio e non riesce a concepire una divinità astratta e impersonale.
Troviamo però filosofi come Hegel che rinnegheranno la religione per far fronte all’unica ragione in grado di fornire un possibile discorso sull’infinito.

⇒Il senso dell’infinito
Al contrario di Kant i romantici cercano costantemente oltre il limite, il loro spirito e la loro sensibilità li portano infatti a ricerca l’ebbrezza dell’infinito.

Per ricercare l’infinito facevano uso delle arti quali poesia e amore in grado di rappresentarlo nonostante il loro essere finiti. L’infinito è il protagonista principale dell’universo culturale romantico.

Vi erano però diversi modi di intendere le relazioni con l’infinito e il modello più utilizzato era quello panteistico dove il sentimento è quel mezzo di relazione tra infinito e finito così forte tale da dare l’impressione di aver realizzato l’infinito tramite il finito.
A questo si sussegue il panteismo naturalistico che vede l’infinito nel ciclo eterno della natura e quello idealistico che vede l’infinito nello spirito e quindi nell’umanità stessa.

⇒La vita come inquietudine e desiderio
Un altro tema della concezione romantica è la vita come inquietudine in quanto l’uomo è preda di un demone infinito che gli porta uno stato perenne di irrequietezza perenne che lo porta a voler varcare costantemente i confini del finito.
Rivediamo questo “problema” nel Faust di Goethe, questo vede l’Io impegnato in un finito superamento del finito.
La costante brama d’infinito porta una facile comprensione di alcuni atteggiamenti dell’uomo romantico. E’ sempre in preda al desiderio e alla mancanza, è un desiderio frustrato di mancanza che porta solamente alla noia e al conseguente disprezzo delle esperienze da nullità umana.
Questa sensazione è accompagnata da due tonalità esplicative:
• Ironia che consciamente sa dell’essere finito inferiore e umano quale nullità in confronto all’infinito.
• Titanismo che sfida quasi l’infinito con atti di ribellione a volte tendenti al suicidio come atto di sfida estremo.

Il titanismo è anche detto prometeismo in rifacimento del mito greco del Dio Prometeo che disobbedì a Zeus e rimase punito a vita per aver donato il fuoco all’uomo, emblema della ribellione.

Il costante volersi rifare all’infinito porta altri due concetti romantici degni di nota:
• Tendenza all’evasione
• L’amore per eccezione
Questi due riflettono il disprezzamento verso la mediocrità sviluppato dai romantici, volevano vivere esperienze travolgenti ed emozioni intense nasce da qui il desiderio di fuga che si rivede nell’Ellade e nell’esotismo. Era la fuga verso il mondo del sogno e dell’arte che avrebbe cancellato l’errare romantico in costante cerca di un non so che di irraggiungibile.

Altro tema classico del romanticismo è l’armonia perduta, argomentazione toccata da Russeaux quando sostenne che in un determinato periodo della storia l’uomo abbandonò il suo stato armonico con la natura per mettersi in società.
Così facendo la primitiva armonia divenne schiavitù della società e quindi la scissione uomo-mondo perseguiterà l’idealista romantico.
Come rimando alla “vecchia persa natura” c’è la poesia ingenua tipica degli antichi che la descrivevano, ora vi è solamente quella sentimentale che con ricordi e rimandi non fa altro che ricordarla.

Questa teoria della natura e dell’armonia persa implicano un discorso legato a un’armonia iniziale, una scissione intermedia e una successiva ricostruzione futura, la storia era vista come represso e progresso ma nonostante lo sguardo al passato si guarda al futuro.

⇒Infinita’ e creativita’ dell’uomo nei filosofi e nei poeti
Con l’idealismo post-kantiano nasce l’idea di uomo come spirito legato alla concezione di infinità.

Lo spirito era simbolo di:
• Attività infinita che comprendeva superamento di ostacoli
• Soggetti e natura
L’uomo si teorizza come attività incessante e si paragona a Dio riabbinandosi al concetto di spirito dalla dote dell’infinità.
Ma l’idealizzazione dell’azione infinita implica gli ostacoli e quindi gli artisti hanno modo di esprimerla con la potenza assoluta del sentimento e del sogno.
Nasce l’idea degli eroi e dei geni visti come individualismo generalizzato che arriva poi al soggettivismo radicale in antitesi con l’idea di Fichte di uomo in quanto tale solamente se in mezzo ad altri uomo, nel senso di comunità.

⇒L’amore come anelito di fusione totale e cifra dell’infinito
L’amore è uno dei temi prediletti del romanticismo tedesco e discende dal sentimento come evasione dal grigiore quotidiano, l’amore appare come sentimento di estasi suprema, è la vita della vita stessa.
La prima caratteristica dell’amore è la globalità come ricerca di relazione tra anima e corpo, sentimento e sensualità.
Schlegel afferma l’unità inscindibile dell’amore tra uomo e donna con sessualità come innocenza e gioco naturale.
Vi erano per lui le donne superiori che abbandonavano i falsi pudori per vivere a pieno il proprio essere senza frenare la passione.

La seconda caratteristica dell’amore romantico è la ricerca dell’unità assoluta degli amanti per la completa fusione dei corpi e delle anime, il vero amore era vera unificazione.

La terza caratteristica era un carico di significati simbolici e metafisici dove l’amore era l’uno-tutto. L’amore assoluto era in parte già trovato e posseduto.

⇒La nuova concezione della storia
La cultura romantica teorizzava una nuova filosofia generale della storia contro le ipotesi dell’età dei lumi.
Per l’illuminismo il soggetto era l’uomo per il romanticismo era la provvidenza. Idea portata dagli eventi rivoluzionari francesi che fecero pensare che a tirare le fila non era altro che un essere immanente e sovrannaturale.
La storia assume sembianze positive dove il progresso è necessario e incessante, giudicare la storia così come avevano fatto gli illuministi era inconcepibile perché arrivava persino a smontare l’individualità delle epoche conoscendo gli andamenti del presente.
Il passato è visto come linfa vitale del presente e del futuro e non come spunto per la critica da pregiudizi.

⇒La filosofia politica
Connessa allo storicismo troviamo la filosofia politica articolata in due fasi distinte:
• Quella filorivoluzionaria animata dal ribellismo anarchico e radicalismo repubblicano con lo scopo di far intendere al governo della sua superficialità. L’individuo è in lotta.
• L’individuo ora si vede tale solamente se all’interno di una comunità in quanto altrimenti ci sarebbe solo anarchia e caos, il romanticismo offre strumenti teoretici per le istituzioni assolutistico-feudali.
Il termine “romantico” si accosta quindi a tre tipi di filosofie politiche diverse sia a quella liberale e patriottica che a quella conservatrice.

L’idea settecentesca di popolo è definita secondo termini di volontà e interesse comune e qui vediamo il concetto di nazione secondo la tradizione romantica, era la razza la lingua e i costumi comuni per chi vuole vivere insieme da popolo e per chi deve vivere insieme da nazione.

La filosofia politica del romanticismo si avvia verso una modalità statalistica fino ad arrivare alle teorizzazioni dello stato etico di Hegel e al mito della nazione missionaria del popolo civilizzatore.
Con Fichte arriveremo addirittura al primato della Germania che si compirà poi col nazismo.
Negli altri paesi assumerà invece un significato di liberalismo democratico soprattutto in Italia con Mazzini e i suoi ideali patriottici liberalisti e democratici.
La Germania considerava la sua nazione come indipendente dalla volontà degli individui mentre l’Italia è fondata sulla volontà di essi.

⇒L’amore per la natura e il nuovo modo di concepirla
La natura rappresenta il grande tema del romanticismo soprattutto con lo Sturm und Drang.
L’idea che hanno di essa è in contrapposizione alla rivoluzione scientifica e ai suoi risultati, hanno infatti una filosofia della natura organicista, finalistica , spiritualistica e dialettica.
La natura e l’uomo per loro erano posti sulla stessa struttura spirituale, ciò che è vero per uno lo è anche per l’altro.

Partendo dall’antitesi della scienza galileiana ogni filosofia della natura doveva prevedere la considerazione dell’ordinamento del cosmo in relazione al quale si può comprendere un rapporto di coordinazione.

⇒ L’ottimismo al di la’ del pessimismo
Nell’epoca romantica sembra sedimentarsi il sentimento del pessimismo con stati d’animo melanconici per l’anelito verso l’infinito. Il dolore da portare diventa tanto grande da volerlo camuffare con l’autocompiacimento della sofferenza da pagare per essere grandi.
Il romanticismo è però portato anche a scoprire la realtà del positivo e non solo del negativo.
La sua visione del reale e la sua mentalità a sfondo religioso presuppongono un’accettazione dell’essere.
I romantici proveranno quindi a trovare qualcosa al di là del caotico dolore che fosse in grado di riscattarlo e trasformarlo in bene.
Finiscono in una forma di ottimismo cosmico o storico che porteranno il dolore a diventare manifestazione di un tutto che è sempre felice. E’ la percezione dell’armonia oltre la disarmonia.

La celebrazione del massimo livello dell’ottimismo romantico l’avremo con Hegel e la sua idea panlogistica che prevedeva la visione del mondo come manifestazione di un’unica infinita ragione presente in ogni momento e che faceva si che la realtà fosse sempre ciò che doveva essere. La dialettica diventa la legge della realtà per la quale questa sia positiva agli occhi dell’uomo.

5 la diffusione del romanticismo in europa
La diffusione del romanticismo tedesco in Europa è dovuta in parte alla moltitudine di viaggi intrapresi dai fratelli Schlegel che incontrarono esponenti di cultura di diverse nazioni.
Questa nuova corrente si spanderà in Italia grazie alla francese Madame de Stael che trova in uno scritto di Berchet il suo primo manifesto.
Altri documenti importanti furono abbinati al Manzoni.
Il romanticismo europeo era ben più sottile di quello tedesco ma ciò non vuol dire che non avesse toccato altri campi oltre alla filosofia o alla letteratura, si era creata infatti un’atmosfera culturale globale.
Nello specifico italiano possiamo trovare l’importanza marcata da Gioberti e Mazzini che diedero un’importante spinta per la cultura risorgimentale del nostro paese.
Il romanticismo era un panorama filosofico europeo che influì particolarmente sulla positività del secolo.

6 la seconda fase del romanticismo: rivelazione e tradizione
La parola d’ordine del romanticismo è l’identità del finito e dell’infinito, detta anche l’identità dell’io e del non-io, dell’ideale e del reale ecc… Il finito in questo ragionamento occupa il posto della realtà che da esistenza all’infinito in quanto uno non esisterebbe senza l’altro e viceversa.
Il periodo del primo romanticismo è definibile immanentista e panteista (si sottolinea l’identità del finito e dell’infinito) e il secondo periodo del romanticismo è invece trascendentista e teista (sottolinea l’infinito e le sue manifestazioni facendo paragoni col finito)

⇒ Rapporto tra storicita’ e tradizione
La difesa della tradizione è un altro degli aspetti del romanticismo. L’illuminismo opponeva tradizione e storicità vedendo nella seconda uno strumento di critica per la prima, il Romanticismo tende invece a considerare la storicità come un processo necessario per migliorare il divenire e non è altro che la progressiva manifestazione dell’infinito.

Nel tradizionalismo francese possiamo notare che vi è stato un dominio particolare della cultura romantica per la difesa della storia, nonché degli araldi della tradizione.
In campo filosofico i difensori della tradizione erano i teocratici come de Bonald e de Maistre che vedevano la tradizione come unica depositaria della verità, e tale definizione si incarnava con l’istituzione della chiesa e dello stato, la ribellione verso uno di questi era quindi da considerare peccato.
Alla ragione individuale si contrappone poi l’idea di ragione comune, per la morale religiosa, dove solamente la fede cattolica e la chiesa erano depositarie di tale tradizione universale.
Nei primi decenni dell’Ottocento vedremo che la filosofia illuminista prenderà il nome di “ideologica” per l’analisi delle sensazioni che si andranno ad effettuare.
Si accentua inoltre ancor più in Francia l’interesse per l’interiorità e le riflessioni dell’uomo finendo così per vedere la rivelazione nella verità assoluta.

Lo spiritualismo italiano si affermerà con Galuppi, Rosmini, Gioberti e Mazzini, questi difendono con le loro ideologie la tradizione e l’umanitarismo (Mazzini).
Rosmini nello specifico andrà a sentenziare la conoscenza intuitiva della verità all’interno della propria coscienza facendo coincidere l’intuizione all’idea di essere che diventa così innata e inderivabile. La sua unica derivazione sarà da abbinare a Dio costruendo così l’intero sistema di conoscenza e di morale sull’idea del bene come ordine dell’essere.

7 romanticismo e filosofia ottocentesca; uno sguardo complessivo
Il romanticismo è una mentalità globale, ecco perché è definito come spirito romantico.
I temi basilari possono però essere definiti nell’insofferenza verso i limiti del finito e l’aspirazione all’assoluto, o infinito.
E’ proprio la brava verso l’infinito che portano l’odio e la critica verso la ragione illuminista.
L’uomo, per i romantici, diventa un fanatico dell’infinito in cui ripone ogni suo volere.
Troviamo inoltre:
• Mentalità assolutistica che porta alla luce le certezze assolute
• La realtà naturale e umana che manifesta una forza infinita che ne rappresenta il senso.
• La categoria della necessità come strumento interpretativo privilegiato per considerare la storia e la realtà sotto linea di passaggi obbligati
• La polemica contro l’individualismo settecentesco e la tendenza a risolvere gli individui in dimensioni o processi sovra-personali come la natura, la nazione o lo spirito ecc..

Il concetto di progresso costituisce quindi la sintesi di tutta la mentalità del secolo.

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email