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Romanticismo filosofico - Caratteristiche principali

Il Romanticismo consiste in un dissidio interiore verso qualcosa che sfugge. Esso comporta perciò una perenne insodisfazione.
“Romantico è un modo di sentire impressionabile, irritabile, reattivo”.
C’è un termine preciso che caratterizza questo modo di essere: Sehnsucht, che significa “nostalgia”, ma anche “ansia” e “desiderio”.
Sucht ha anche una stretta correlazione con il verbo “cercare”.

L’oggetto di questa ricerca è l’assoluto, e richiama il tendere (“streben”) all’infinito.
Questa ricerca può venir acquietata con l’arte e la religione o con la filosofia. Ma ciò appaga per poco e può portare all’ironia e al suicidio.

Con il Romanticismo si vuole cogliere la relazione tra finito ed infinito, del quale il finito è manifestazione. Si comincia ben presto a pensare che la conoscenza dell’infinito non sia possibile, poiché finiti sono i mezzi dell’uomo. Nasce quindi l’ironia, che esprime l’insufficienza dell’uomo. È un atteggiamento che suscita contraddizione nel desiderio umano di assoluto e la sua irraggiungibilità. Si riabilita quindi l’irrazionale.

Allo stesso modo viene recuperata dai romantici anche la natura, nella sua concezione platonico-rinascimentale, in particolare bruniana.
Nella natura ci sono infatti le basi per la creazione dello spirito. L’uomo ne è parte integrante, quindi, avvertendo questo senso di appartenenza, si avvicina sia al panteismo che alla trascendenza.
Nei secoli è infatti venuto meno il legame uomo-natura greco. L’età classica dovrà quindi essere ripresa con nostalgia.
Il rapporto con il tutto potrà rinascere solo con la religione.

Hölderlin dirà che “essere uno con il tutto, questo è il vivere degli dei; questo è il cielo per l'uomo”.
Tale visione viene colta solo dal genio.

A Jena si costituisce pertanto il primo circolo romantico, con i fratelli Schlegel.
Nel 1797 viene fondata la rivista Athenaeum, che sintetizza il movimento romantico.
Nel 1808 Friedrich Schlegel si converte al cattolicesimo per cercare, con la religione, l’assoluto. Oltretutto essa è un sapere immediato.
Nasce quindi il titanismo, la ribellione dell’uomo alla sua condizione, ed il suicidio è l’emblema dell’atto eroico. Di qui il mito dell’evasione e dell’eccezionale (nel sogno).

Accanto a questo Romanticismo ne esiste anche un altro, definito nero. E’ il Romanticismo macabro.
Nel “Kubla Khan” di Coleridge, scritto sotto l’effetto dell’oppio, si narra dunque di un paese misterioso con un palazzo pieno di abissi, cioè l’animo.
Importante è la figura del viandante (diverso dal viaggiatore-esploratore illuminista) che fugge non si sa cosa. Esso cerca il legame con la natura fuggendo le convenzioni.

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