Romanticismo

Negli ultimi anni del 1700 fiorisce in Germania un movimento chiamato dello “Sturm und Drang”(tempesta ed assalto), che costituisce la massima espressione degli ideali preromantici. I teorici di tale movimento non condividono più la cieca fiducia nella ragione propria degli illuministi, mentre attribuiscono un valore assoluto alla forza del sentimento. È in questo periodo che l’illuminismo entra in crisi e che dalla Germania iniziano a diffondersi le idee preromantiche che costituiscono il nucleo del movimento culturale che si chiamerà poi Romanticismo. Con gli illuministi però, i romantici hanno in comune l’odio per ogni forma di tirannide e il rifiuto della società del proprio tempo. I romantici però, esaltano il sentimento, l’istinto, la fantasia e la passionalità. L’eroe romantico è dunque, un individuo che lotta con forza e caparbietà contro le forza avverse del destino oppure, in preda allo sconforto vi si abbandona. Mentre in Europa tra gli aspetti del Romanticismo prevalgono l’esaltazione dei sentimenti eccessivi, il gusto del macabro, in Italia il movimento romantico fece propri gli ideali del Risorgimento: per gli intellettuali, infatti, la letteratura doveva esprimere sentimenti patriotici, contibuendo così a creare una coscienza nazionale e un amor di patria. In Italia il Romanticismo fu mediato dall’esperienza del neoclassicismo. Nella loro produzione, i letterati romantici danno espressione al sentimento e si abbandonano alla libertà creativa: l’opera letteraria assume un valore educativo per il popolo a cui è destinata e di quel popolo, i romantici vogliono riscoprire tradizioni e radici. Lo studio della storia assume un grandissimi valore per i romantici e vengono rievalutate epoche considerate buie (Medioevo), un’età in cui si sono consolidate tradizioni, lingue e identità nazionali.

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