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b]La Rivoluzione Scientifica nel Seicento

La Rivoluzione Scientifica è un fenomeno che ha caratterizzato l'Europa fra il XV e il XVI secolo che ha come risultati un profondo cambiamento della mentalità e la nascita della scienza modera.
La scienza moderna passa da essere qualitativa a essere quantitativa ovvero non si interessa più delle qualità come il colore delle cose ma di tutte quelle quantità che sono misurabili e alle quali si può applicare un calcolo matematico. La nuova scienza inoltre non occulta le proprie scoperte bensì le rende note a chiunque sia interessato. Un altro aspetto è la critica diffusa al principio di autorità per cui non si accettano più delle verità senza che prima siano verificate empiricamente. Un metodo per verificare le conoscenze che caratterizza la nuova scienza è l'esperimento scientifico usato per mettere alla prova i dati raccolti.

-L'astrologia
Un ruolo fondamentale nella rivoluzione scientifica è occupato dall'astrologia. In quest'epoca infatti la teoria Aristotelico-Tolemaica o Geocentrica che poneva al centro dell'universo la Terra circondata dai corpi celesti ,perfetti e immutabili, viene messa in dubbio da diversi scienziati tra i quali Galileo e Copernico che creerà una nuova teoria detta Copernicana o Eliocentrica che poneva invece il Sole al centro dell'universo. Nel mezzo fra queste due teorie sta quello di Tyeho Brahe il quale strutturò un sistema in cui tutti i pianeti orbitavano attorno al sole ma quest'ultimo orbitava attorno alla terra.
É in questo periodo che l'universo viene ad assumere i caratteri dell'infinità. Keplero, infine, elaboro la teoria secondo cui le orbite dei pianeti non sono cerchi perfetti come era comunemente ritenuto ma bensì ellissi in cui il Sole occupa uno dei due fuochi.

Galileo Galilei

Nato a Pisa Galileo Galilei compì i suoi studi a Firenze dove, venuto a conoscenza dell'invenzione del telescopio ne produsse uno proprio che gli valse diversi titoli ma, ciò che fu veramente rivoluzionario fu l'uso che ne fece. Puntandolo verso il cielo scoprì che la luna non era perfettamente liscia ma presentava degli avvallamenti, dei crateri, proprio come la terra, venne inoltra a conoscenza delle macchie solari, dei moti di Venere e dei Satelliti di Giove chiamati da lui Medicei. Grazie a queste scoperte riuscì a dimostrare la falsità delle tesi sulla perfezione dei corpi celesti e la verità della teoria copernicana sostenendo inoltre che essa non fosse in contrasto con la Bibbia, come veniva accusata di essere, poiché tutta la scienza e la fede hanno competenze diverse; una spiega come è fatto il cielo l'altra come fare ad arrivarci.

Galileo, nel suo spirito scientifico, scaglia una critica contro il principio di autorità sostenendo che esso determina un sapere astratto caratterizzato da finalismo ed essenzialismo, sullo stesso principio mosse la sua critica al mondo di carta ovvero quel sapere fondato sui libri poiché entrambi rappresentano un sapere non verificato scientificamente.
Galileo nelle sue opere il Saggiatore e il Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo,Tolemaico e copernicano delinea il metodo scientifico fondato sulla concezione matematica dell'universo e la sostanziale differenziazione fra qualità oggettive e soggettive che deve essere articolato in sensate esperienze ovvero le esperienze compiute attraverso i sensi nel momento osservativo-induttivo e necessarie dimostrazioni ovvero i ragionamenti svolti secondo la logica e la matematica nel momento ipotetico-deduttivo e infine nel cimento o verifica cioè la prove dei ragionamenti scientifici e dei dati raccolti attraverso l'esperimento.

Francesco Bacone

Francis Bacon riteneva che lo scopo principale della scienza fosse di rendere possibile il dominio dell'uomo sulla natura al fine di migliorarne le condizioni di vita da cui l'espressione “Sapere è potere”. Come Galileo muove una critica al principio di autorità e in particolare l'adesione passiva al modello aristotelico poiché secondo il filosofo i moderni hanno superato gli antichi in conoscenze e esperienza. Un'altra critica mossa dal filosofo è quella verso la magia, la superstizione e anche, al contrario dei contemporanei, all'astrologia in quanto gli esponenti di questi tipi di scienze utilizzano un linguaggio criptico per soggiogare le persone. Scagliandosi contro la superstizione ritiene inoltre che l'uomo debba liberarsi dai pregiudizi che ostacolano la sua conoscenza che lui chiama idoli che sono di quattro tipi : gli idoli della tribù dovuti al fatto che gli uomini interpretano le cose in base ai propri schemi mentali e bisogni, gli idoli della spelonca derivanti da ereditarietà, educazione e l'ambiente in cui si vive, gli idoli della piazza che derivano dall'uso delle parole in modo scorretto o poco comprensibile e, infine, gli idoli del teatro dovuti alle dottrine delle diverse scuole filosofiche.

Anche Bacone elabora il suo metodo scientifico di tipo induttivo ovvero che deve partire dall'osservazione dei fenomeni da raccogliere in tavole di tre tipi : della presenza dove registrare quando un dato fenomeno avviene, dell'assenza per registrare in che condizioni non avviene e delle comparazioni per mettere a confronto i risultati ottenuti. Il metodo procede poi con la formulazione di una ipotesi detta anche videmiatio prima e infine la verifica tramite l'esperimento cruciale o experimento crucis.
Bacone scrive anche un'opera utopica intitolata Nuova Atlantide in cui delinea un'ideale società in cui tutti si dedicano allo studio guidati da scienziati che collaborano per il progresso.

Cartesio

Renè Descartes ritiene che la ragione sia propria di tutti gli uomini ma che sia indispensabile un metodo per la sua applicazione che deve prendere a modello il rigore e le leggi della matematica per questo elabora le quattro regole del metodo che sono : evidenza ovvero le idee devono essere chiare e distinte per essere considerate vere, analisi ovvero occorre scomporre i problemi nelle loro parti elementari, sintesi cioè passare gradualmente dalle conoscenze semplici a quelle complesse e, infine, enumerazione ovvero una necessaria revisione generale di tutte le fasi precedenti.

A causa di questo metodo Cartesio ricerca il fondamento certo del sapere applicando il dubbio metodico a tutto il sapere; il dubbio metodico si estende a iperbolico portando il filosofo a dubitare di tutto ciò che lo circonda anche del fatto che Dio si buono e che sia invece un genio maligno intento ad ingannarlo. Dal dubbio iperbolico il filosofo derive che l'unica certezza è rappresentata dal cogito ovvero l'intuizione di esistere dovuta al fatto che sto pensando e, anche se il genio maligno mi sta ingannando, per essere ingannato devo per forza esistere. Da qui la celebre affermazione “Cogito ergo sum”.
-Dio garante della conoscenza umana
Se il soggetto è certo di pensare allora è certo del prodotto del suo pensiero ovvero le idee che si distinguono in: avventizie ovvero legate all'esperienza, fattizie ovvero create dal soggetto e, infine, innate cioè non provenienti ne dall'esperienza ne dal soggetto tra cui vi è quella di Dio.
Seguendo il ragionamento fatto prima Cartesio afferma che Dio esiste poiché se l'uomo possiede l'idea di Dio come essere perfetto allora nella sua perfezione Dio deve per forza esistere (prova ontologica) , essendo causa dell'idea di se stesso come perfetto deve essere perfetto è egli stesso infatti che ha impresso nelle menti dell'uomo la propria idea come un marchio di fabbricazione.
Dimostrato che Dio esiste Cartesio sostiene che se esiste ed è perfetto allora è anche buono e non inganna gli uomini da cui deriva che la facoltà di conoscere degli uomini è affidabile e che ciò che la ragione ci presenta in modo chiaro e distinto è vero. In questo modo Cartesio esce dal dubbio sulla realtà che lo aveva caratterizzato. Per questo motivo Dio è la prova della veridicità delle conoscenze scientifiche e garante dell'esistenza del mondo.
-Il Mondo fisico e le sue caratteristiche
Dimostrando che la scienza in se è valida Cartesio inizia un discorso sulla fisica sostenendo che il mondo fisico è una grande sostanza estesa o rex estensa che è uniforme e impenetrabile, senza limiti o indefinibile; all'interno di essa non ce incremento o decremento di materia ma soltanto variazione di forma e movimento che è causa della differenziazione della rex extensa all'interno di se stessa. Soggetto della scienza non devono essere le qualità percepite con i sensi che sono variabili e soggettive ma soprattutto non quantificabili ma, bensì, quelle che possono essere colte con l'uso della ragione che sono invece stabili, oggettive e quantificabili.
La fisica di Cartesio è meccanicistica. Secondo Cartesio l'universo è dominato da due principi : la materia inerte e la quantità costante di moto soggetto alle tre leggi del movimento ovvero inerzia per cui un corpo in uno stato tende a rimanervi fino a che non è urtato da un altro, il moto rettilineo per cui i corpi tendono a muoversi secondo una traiettoria lineare e la conservazione della quantità di moto secondo la quale la quantità di moto che un corpo trasmette ad un altro corpo urtandolo è uguale a quella che perde. Nonostante sia meccanicistica la fisica di Cartesio non si ferma all'astrazione e alla deduzione ma riconosce l'importanza del metodo sperimentale grazie al quale le ipotesi possono trovare riscontro nell'esperienza. In conclusione il filosofo considera la natura come una macchina che segue unicamente le leggi dell'estensione e del movimento e che quindi va studiata solo nelle sue caratteristiche oggettive.
-Il rapporto tra corpo e anima e l'analisi delle passioni
Cartesio afferma nell'uomo esista un dualismo fra corpo e anima infatti la rex cognitas e la rex estensa, pensiero e materia, sono distinte ed indipendenti. Egli sostiene inoltre che l'anima possa continuare a esistere quando il corpo muore. Il filosofo ritiene gli animali sono del tutto simili a degli automi poiché agiscono ciecamente e non possiedono un linguaggio mentre gli uomini non sono totalmente riconducibili a macchine poiché hanno una propria volontà e possiedono un linguaggio articolato. Cartesio risolve il problema del dualismo affermando che l'anima e il corpo sono collegati tramite l'unica parte del cervello non divisa in due parti: la ghiandola pineale la quale consente di creare una connessione tra l'anima e la materia. Il filosofo stabilisce una morale provvisoria che gli permetta di vivere mentre mette in dubbio la realtà la quale impone di rispettare le leggi del proprio paese, seguire i dettami della ragione, compiere le scelte secondo moderazione, evitare gli eccessi e cercare di cambiare i propri intenti piuttosto che andare contro la fortuna cercando di cambiare il mondo. Distingue inoltre nell'uomo le azioni dalle passioni infatti le prime dipendono dalla volontà e sono frutto del libero arbitrio mentre le seconde sono effetti involontari causati dagli spiriti vitali emessi dalla ghiandola pineale quando avverte forti passioni come la paura e che causano movimenti meccanici del corpo come ad esempio la fuga. In conclusione l'uomo deve imparare a dominare le passioni che lo rendono schiavo e gli causano sofferenza in modo da affermare il proprio libero arbitrio. Chi riesce ad agire in modo razionale e a controllare le passioni maligne è per Cartesio saggio.

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