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Rinascimento e platonismo

Genesi e carattere del movimento


Con l’Umanesimo si ebbe una vera e propria riscoperta di Platone, fino al "Platonismo Rinascimentale", per i seguenti motivi:
* Si vide in lui il filosofo più affascinante della classicità
* Lo si stilizzò come ideale antagonista di Arisotele, più adatto ad esprimere l’inquietudine umana
Venne considerato come il filosofo più vicino allo spirito religioso del Cristianesimo; il più consono ad esprimere il rapporto tra Dio e mondo
Questo spirito si concretizzò nelle prime traduzioni di Leonardo Bruno e in seguito nella traduzione completa da parte di Marsilio Ficino quindi ora si disponeva della versione Integrale dei Dialoghi.
Nonostante ciò continuò ad essere interpretato in chiave Neoplatonica, anzi il platonismo rinascimentale fu un insieme complesso di modelli: platonici, eristici, orfici, ermetici e cristiani.
Si conobbe dunque non il reale Platone, ma una forma di neoplatonismo cristianeggiante.

Disputa Platonici-Aristotelici

Nel Rinascimento, oltre a Platone, viene riscoperto anche Aristotele, dunque si genera una disputa su quale dei due fosse superiore, il tutto partì da Giorgio Gemisto Pletone, un dotto bizantino, che asseriva la superiorità aristotelica. Trapepunzio, al contrario, difese Aristotele con i suoi scritti.
Al contrario Basilio Bressanione ebbe una posizione conciliatorista, e asserì come l’antagonismo sia innanzitutto di tipo culturale.
Platonici sono quelli che pongono in primo piano la Rinascita religiosa.
Aristotelici coloro che tendono soprattutto alla rinascita di una libera ricerca Naturalistica.

Cusano: Dio, il mondo e l’uomo

Platone, oltre la trascendenza dell’essere rispetto al mondo, insegnò a Cusano anche il Ritorno al mondo.
Dopo aver separato Dio dal mondo come, come Massimo Assoluto, lo ritrova nel mondo.
Egli spiega i rapporti tra Assoluto e realtà con i concetti di Complicatio, Implicatio e Contractio.
Il mondo è, secondo Cusano, un Dio contratto (cioè un Dio che si è determinato in un molteplice di cose singole).
Complicatio: da Cum-plicare, piegare insieme.
In Dio tutte le cose esistono nella loro complicazione, poiché in lui tutto si unisce (reductio ad unum).
Dio è pure Explicatio: il dispiegarsi dell'unità nelle cose diverse e molteplici tramite la creazione.
In Dio coincidono dunque Implicatio ed Explicatio. Cusano analizza ripetutamente il rapporto tra mondo e Dio e si sofferma sulle possibilità: Dio è la possibilità di tutto ciò che diviene creato.
La conoscenza umana di Dio: anche questa è molteplice - chi guarda Dio con amore vede la sua faccia che lo guarda amorevolemente, chi lo guarda con ira lo vede irato.
Il volto di Dio è il volto di tutti i volti, l'uomo può guardarlo solo attraverso la sua soggettività.
Cusano riconosce pienamente il valore della soggettività umana, solo così si può giungere a Dio, tramite se stessi.

La nuova concezione dell’Universo Fisico

Il principio della dotta ignoranza porta Cusano ad una nuova concezione del mondo fisico:
Cusano nega in primo luogo che la parte del mondo celeste abbia una perfezione assoluta e sia incorruttibile.
Tutte le parti del mondo hanno lo stesso valore, ma nessuna raggiunge la perfezione che è propria solo di Dio.
Circonferenza e centro del mondo sono Dio stesso, che è ovunque e in nessun luogo.
La terra quindi non è il centro del mondo, ma si muove di una circolarità perfetta: è una nobile stella, cosi come il sole.
Ogni corpo, ogni movimento, tende a quello circolare, e alla forma sferica:
egli riprende la Teoria dell’Impetus: che i filosofi della scuola occamistica avevano già formulato per spiegare il movimento dei cieli negando il principio aristotelico di motore immobile.

I Platonici italiani: l’Accademia e Ficino

Il platonismo italiano, che si esprime nell’Accademia Platonica, fondata a Firenze da Marsilio Ficino e da Cosimo dè Medici accentua soprattutto l’aspetto mistico-religioso.
Ficino vuole saldare religione e filosofia, allo scopo di rinnovare l’uomo e il suo mondo.
Uomo al centro della sua speculazione. La realtà si divide in 5 gradi:
corpo, qualità, anima, Angelo e Dio. L’anima, al centro, è la Terza Essenza, quindi copula del mondo.
La funzione mediatrice dell’anima si esplica nell’Amore, che tende a Dio, facendo uscire il mondo dal Caos, raggiungendo la perfezione.
Dio, grazie all’amore, si prende cura del mondo.
2 dottrine fondamentali:
1. Anima mediatrice
2. Dottrina dell’Amore
Il centro della speculazione neoplatonica è Dio stesso, unità che tutto muove e alla quale tutto torna.
L’uomo per Cusano e per Ficino è elemento indispensabile di questo ordine, che ha la sua origine in Dio, ma si giustifica nell’uomo e nell’amore che lo lega a Dio.

Pico della Mirandola

Giovanni Pico della Mirandola, concilia nella sua filosofia le più diverse dottrine: la sapienza orientale, quella greca, quella di Platone e Aristotele, quella magica e della cabala e inoltre quella di Tommaso e di Duns Scoto.
Secondo lui, 900 tesi racchiudevano i capisaldi della sapienza universale.
Pico pubblicò un’Antologia, di cui è famoso l’Heptalus, ovvero il commentario di queste tesi, e l’orazione più famosa: Sulla dignità dell’uomo.
De hominus digitate: verte attorno alla superiorità dell’uomo sulle altre creature.
L’uomo, ultimo nella creazione, aveva ciò che era disponibile per tutte le altre creature, poteva degenerare con le cose inferiori o, se voleva, rigenerarsi nelle cose superiori.
La rigenerazione può avvenire solo tramite il ritorno alla sapienza originaria, dispersa nelle varie dottrine religiose.

Scopo della speculazione di Pico è la Pace: unione e amicizia tra uomini.
Nel De ente Uno dimostra l’accordo tra Platone ed Aristotele.e dimostra anche l’accordo tra queste dottrine e la magia, rifiutando però la magia dei negromanti, esalta solo quella naturale.
La Cabala invece esalta i misteri divini.
Riguardo l’astrologia, esalta solo quella matematica, e non quella giudiziale o che considera il percorso degli astri.
Pico così difendeva dignità e libertà dell’uomo.

Patrizzi

Francesco Patrizzi, avversario della filosofia aristotelica, vuole un ritorno alle Credenze Orientali, Pitagoriche e platoniche, per rinnovare la religione cristiana.
Ammette che la causa prima di tutto è l’Uno, da cui si generano gli altri gradi dell’essere.
La conoscenza umana è Unione con l’oggetto conoscibile, ed è possibile solo in quanto l’oggetto ha natura identica col soggetto conoscente.
Patrizzi difende il Pampsichismo , l’universale animazione delle cose, come unico principio che rende penetrabili le cose da parte dell’intelletto umano.

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