Rapporto fra età moderna e rinascimento

Quando si discute della relazione fra medioevo, rinascimento ed età moderna è sempre molto complesso definire degli schemi precisi che ci permettano di distinguere nettamente il superamento di un periodo e l’inizio di un altro. Molti storici e filologi sono giunti alla conclusione che è conveniente discutere di una “originalità nella continuità” in quanto il pensiero rinascimentale è ancora legato ai vincoli della filosofia scolastica in maniera piuttosto netta anche se sono individuabili quattro punti di connessione che legano il periodo rinascimentale a quello del pensiero moderno, che si affermerà completamente soltanto al sorgere della rivoluzione scientifica

• Nel rinascimento, l’uomo assume un comportamento meno volto alla contemplazione ed alla passività. La figura umana diviene più attiva e comincia a riflettere sul suo potere d’azione sulla natura

• L’interesse per la natura, diffusosi grazie all’aristotelismo, alle scienze occulte e alla filosofia naturale che vede i suoi maggiori esponenti in Telesio, Bruno e Campanella è quello stesso interesse che si porrà alla base della rivoluzione scientifica.
• Nasce la prospettiva storica, si inizia a guardare alle cose del passato con occhio critico inquadrandole nel loro contesto ed evitando di giudicare un evento antico secondo gli stessi canoni di una visione più contemporanea.
• Ricomincia a diffondersi una visione della filosofia e del sapere di stampo greco: l’indagine come ricerca libera e razionale, slegata dai vincoli dell’autorità e della tradizione, soprattutto religiosa e aristotelica (è questo il periodo di diffusione del principio di autorità, riassunto col famoso termine “ipse dixit”).

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