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Critica della ragion pura

Esamina il metodo gnoseologico; non delle singole conoscenze, ma degli aspetti a priori.
Conoscere = Giudicare = aggiungere un predicato ad un soggetto.
1. GIUDIZI ANALITICI A PRIORI
Non aggiungono conoscenze al soggetto ma non dipendono dall’esperienza.
2. GIUDIZI SINTETICI A POSTERIORI
Aggiungono conoscenze al soggetto ma dipendono dall’esperienza.
3. GIUDIZI SINTETICI A PRIORI.
Aggiungono conoscenza al soggetto e non dipendono dall’esperienza quindi sono UNIVERSALI e NECESSARI.
Da qui deriva che la scienza = esperienza + g. sintetici a priori.
Spostando il piano conoscitivo dall’oggetto al soggetto (ovvero dicendo che non bisogna partire dall’oggetto, ma dal soggetto per comprendere) Kant attua una nuova rivoluzione copernicana del sapere.

Estetica trascendentale
Conoscenza come INTUIZIONE forme a priori SPAZIO e TEMPO

SPAZIO(esterno) e TEMPO(interno) secondo Kant son INTUIZIONI PURE poiché non derivano dall’esperienza, ma ne sono il presupposto; non sono caratteristiche dell’oggetto, ma forme in cui lo si trova; sono proprie di tutti gli individui allo stesso modo.
MATEMATICA E GEOMETRIA Sono scienze sintetiche a priori poiché la geometria si basa sulla concezione dello spazio, la matematica sulla concezione intuitiva del tempo (5+7=12).
Si basano sui giudizi sintetici a priori.

Analitica trascendentale
Conoscenza come INTELLETTO forme a priori CATEGORIE o concetti puri.
I modi attraverso cui esprimiamo i nostri giudizi sono i concetti puri, ovvero le 12 CATEGORIE che valgono solo per le cose in sé e che preesistono essendo forme a priori dell’intelletto, ma che sono basate sulla concezione a priori di spazio e tempo.
Sono forme della mente.

Deduzione trascendentale
Giustifica le categorie tramite la deduzione trascendentale intesa non in senso logico matematico ma giuridico ovvero tramite la legittimità di diritto.
In termini gnoseologici il problema della deduzione è il perché le categorie pretendono di valere x gli oggetti essendo forme soggettive della mente.
Secondo lo spazio e il tempo il problema non esiste perché un oggetto che non è inserito nello spazio/tempo non è tale xk nn è intuito, per le categorie invece non è così ma 1l’unificaz del molteplice deriva da una sintesi intellettuale 2 nell’unificazione del molteplice c’è la suprema unità fondatrice della scienza ovvero la struttura mentale che accomuna tutti gli uomini (io peso), 3 esso si attua tramite i giudizi 4che si basano sulle 12 categorie; 5 gli oggetti, quindi, non possono venir pensati se non vengono categorizzati.

L’IO PENSO rende possibile universalità e necessità del sapere. Ha SOLO carattere FORMALE, ordina la realtà.
L’interiorità è quindi conoscibile solo con l’esteriorità.
Le categorie possono effettivamente essere applicate all’esperienza tramite l’IMMAGINAZIONE PRODUTTIVA che crea degli schemi (SCHEMATISMO TRASCENDENTALE) ovvero delle regole generali da applicare agli oggetti percepiti.
Per ammettere questo schematismo, dobbiamo precisare che si tratta di schemi TEMPORALI poiché il tempo accomuna sia le categorie (a priori) che l’esperienza (a posteriori).
La gnoseologia kantiana e l’affermazione dell’io legislatore della natura come fondamento della FISICA, sono stati formulati per prevenire il pensiero SCETTICO di HUME.

Dialettica trascendentale
Studia il problema della METAFISICA.
Analizza gli errori della conoscenza metafisica tramite l’errato uso dell’io penso applicato alle tre idee proprie della ragione: MONDO ANIMA e DIO.
ANIMA = unificazione dei dati interni (totalità assoluta fenomeni interni). L’errore sta nel voler inserire qualcosa di cui non posso aver esperienza nei canoni dell’io penso creando dei PARALOGISMI.
MONDO = unificazione dei dati esterni (totalità assoluta fenomeni esterni). Non conoscibile poiché: le 4 ANTINOMIE sono in antitesi; possiamo conosciamo il fenomeno, non la cosa in sé.
DIO = unione dei dati interni con quelli esterni.

visione ontologica
visione cosmologica
visione teologica

Metafisica non considerata scienza perché non ne abbiamo esperienza.
Le IDEE devono però dare alla RAGIONE i canoni REGOLATIVI dell’unità.

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