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Critica della ragion pura

Consiste in una critica ai fondamenti del sapere, ovvero alla scienza(matematica e fisica riprese dalla rivoluzione scientifica)e alla metafisica (critica quella tradizionale). La critica cercherà di dare risposta a tre domande:
1.Come è possibile la matematica pura? (estetica trascendentale, scienza a priori);
2.Come è possibile la fisica pura? (analitica trascendentale, scienza a priori);
3. Come è possibile la metafisica come scienza? (dialettica trascendentale,tono dispregiativo, non la ritiene possibile come scienza, si interroga se lo sia).
Kant intende mostrare che la conoscenza umana può essere universale e necessaria, ma basata sull'esperienza; per questo parte con un'ipotesi gnoseologia di fondo, che viene convalidata dai “giudizi sintetici a priori”.
Su questi giudizi si basa anche la scienza, in quanto formano i pilastri di essa,le conferiscono stabilità e universalità (es. “Tutto ciò che accade ha una causa”), giudizi perché connetto predicato e soggetto, sintetici perché il predicato dice qualcosa di nuovo, e a priori, perché essendo universali e necessari, non possono derivare dall'esperienza.

Confronto. Nega la visione razionalista dei “giudizi analitici posteriori” perché anche se universali e necessari, sono infecondi visto che non comprendono il preesistente patrimonio conoscitivo). Nega la visione empiristica dei “giudizi sintetici a posteriori” perché anche se sono fecondi, sono privi di universalità e necessità).
Kant, per spiegare la scienza, sostiene che la realtà si modelli sulle forme a priori attraverso cui la percepiamo (visione ribaltata), le forme sono schemi ordinati, fissi e innati, la conoscenza è formata dalla materia che deriva dall'esperienza, avvero tutti gli stimoli esterni e i dati sensibili del mondo esterno. Kant divide la realtà in due:
1. Il fenomeno, è la realtà che ci appare attraverso le forme a priori;
2. La cosa in sé o noumeno, è la realtà che non possiamo conoscere senza forma.
Estetica trascendentale.
Risponde alla domanda: “come è possibile la matematica pura?”.
Nell'estetica trascendentale viene studiata la sensibilità, intesa come conoscenza sensibile,è ricettiva in quanto i contenuti li accoglie per intuizione,ed è anche attiva,visto che organizza il materiale dei sensi tramite le forme a priori che sono lo spazio e il tempo.
Lo spazio è la forma del senso esterno, la disposizione dei dati, e il tempo, è la forma del senso interno, disposizione secondo un ordine di successione. Sono schemi logici a priori, sono indipendenti dall'esperienza, in quanto innate, comuni a tutti gli uomini.
La matematica oltre che a essere a priori,è anche universale e necessaria,in quanto l'aritmetica giustifica il tempo visto che è una successione di numeri,e la geometria giustifica lo spazio perché ci insegna per esempio che due parallele chiudono uno spazio (matematica=aritmetica+geometria).
Analitica trascendentale.
Risponde alla domanda: “come è possibile la fisica pura?”.
L'analitica trascendentale viene anche definita logica trascendentale (analitica+dialettica), l'oggetto di indagine è l'intelletto (conoscenze a priori), è il secondo livello di conoscenza, esso rielabora, ordina e classifica tutto ciò che deriva dalla conoscenza sensibile, che è intuitivo; in quanto tale è passiva, al contrario dei concetti (frutto intelletto) che sono attivi.
I concetti possono essere empirici o puri (a priori), i concetti puri si conformano nelle categorie, ovvero le supreme funzioni unificatrici dell'intelletto, si sono tante categorie, quante sono le modalità di giudizio (unire soggetto e predicato).
Confronto. In Aristotele, le categorie sono 10, non ordinate ed hanno una valenza gnoseologica e ontologica; in Kant, le categorie sono 12, sono ordinate in sottoinsiemi
ed hanno una valenza di tipo gnoseologico.
Le categorie sono divise in quattro insiemi: quantità, qualità, relazione e modalità, nel terzo insieme, quello della relazione, Kant risponde alla domanda è possibile la fisica pura, in quanto in questo insieme è compreso il principio di causa ed effetto, principio su cui si basa la fisica, è impossibile pensare a qualcosa senza far riferimento alla causa.
Kant si trova davanti a un problema di tipo cognitivo, deve legittimare le categorie, deve sancire la corrispondenza tra oggetto esterno e forme mentali, lo dimostra attraverso una deduzione, “io penso”, accompagna tutte le rappresentazioni mentali, legittimando la corrispondenza esterno/interno, organizza la sintesi finale e quindi la conoscenza (appercezione: percezione della percezione, principio supremo di sintesi).
Quindi:
a. Tutti i pensieri presuppongono l'io penso, organizziamo la natura a livello fenomenale non a livello di essenza, dati leggi e teorie scientifiche sono valide, in quanto la natura si presenta in modo ordinato e noi possiamo conoscere solo in modo ordinato.
b. L'io penso pensa tramite le categorie.
c. Tutti gli oggetti pensati presuppongono le categorie.
La natura, come ordine necessario di tutte le cose, deriva dall'io penso e dalle sue forme a priori. (IO LEGISLATORE DELLA NATURA).

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