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“Positivo”, in francese, significa assodato, accertato, effettivo, reale, in quanto basato su fatti concreti.
Per Compte il positivismo è:
- Reale in contrapposizione a chimerico
- Utile in contrapposizione a sterile
- Certo in contrapposizione a incerto
- Preciso in contrapposizione a vago
- Costruttivo (“ciò che non distrugge, ma organizza”) in contrapposizione a distruttivo

Una conoscenza positiva è basata su fatti accertabili, osservati accuratamente, inquadrati in una teoria e spiegati da una legge di validità universale.
Il Positivismo è la seconda grande filosofia del 1800 dopo l’Idealismo, e si sviluppa dagli anni ’30 in Francia, grazie ad Auguste Comte, per poi espandersi in tutta Europa. Tale movimento investe tutti gli ambiti del sapere.
Siamo in una fase di espansione dell’industria, quindi il pensiero positivista è legato allo sviluppo industriale e alla borghesia: il termine “positivo” è usato come sinonimo di scientifico:

- Diritto positivo (posto dalla legislatura) -> vs naturale (giusnaturalismo)
- Religione positiva (rivelata) -> vs deismo

Il positivismo assegna un primato assoluto alla scienza, che è la sola ad essere fondamento culturale e metodologico di tutto il sapere e lo è sia dal punto di vista teorico sia da quello pratico: “Sapere è potere”, diceva Bacone.
L’illuminismo aveva avuto una carica fortemente polemica (sapere aude), invece il positivismo ha più una fiducia ottimistica, e crollerà con l’imperialismo e la prima guerra mondiale.

Nascono delle nuove discipline improntate sulla scienza, come sociologia (nuova scienza globale dell’uomo e della società) e, poi, psicologia.
Il ruolo della filosofia è quello di riflessione epistemologica e culturale molto più generale (Aristotele) a patto che, però, non sia metafisica.

Idee base del positivismo:
- La scienza è l’unico mezzo di conoscenza della realtà, l’unico capace di progressi.
- I limiti della conoscenza scientifica sono i limiti della conoscenza umana.
- Grazie alla scienza e alla tecnica l’umanità ha migliorato la propria condizione e continuerà a migliorarla.
- Le scienze accertano fatti e stabiliscono leggi. La filosofia tende ad ampliare l’ambito di tali leggi, a mostrarne i rapporti e l’unità e costruisce un’enciclopedia delle scienze.
- La filosofia non deve essere metafisica, ma metodologia generale del sapere scientifico. Deve prendere in considerazione innanzitutto i risultati delle scienze.

Comte, Auguste (Montpellier, 1798 – Parigi, 1857)

Il positivismo di Comte è una filosofia incentrata sulla scienza, un’interpretazione della società moderna, un progetto politico-sociale (scienza -> previsione -> azione).
Comte ha un orientamento sociologico proprio del Positivismo, una grandiosa fiducia nella scienza: egli ipotizza uno sviluppo della società talmente legato alla scienza che gli scienziati vengono considerati i detentori del sapere spirituale e le guide della società. I filosofi, invece, sono i teorici di una società fondata sulla scienza, le guide metodologiche di tutto il sapere.
La filosofia diventa positiva quando rinuncia ad andare ad attingere alle realtà metafisiche, ed è “il sistema generale delle conoscenze umane”, ossia deve evidenziare analogie e differenze fra le scienze, chiarendo la loro base teorica e il loro metodo, e delimitando i diversi campi d’indagine.
Per riorganizzare la nuova società industriale bisogna basarsi su conoscenze positive, certe e universali, condivise da tutti.

Egli parte da un’indagine filosofica sull’evoluzione dello spirito scientifico. Le varie scienze hanno una loro infanzia, giovinezza e maturità (legge dei tre stadi):
- Stadio teologico o fittizio: sviluppo scientifico molto embrionale, le conoscenze sono legate a eventi soprannaturali e l’interpretazione di eventi e fenomeni viene fondata su base soprannaturale. Prevale la fantasia.
- Stadio metafisico o astratto: innovativo, prevale già la ragione, ma è ancora un modo di ragionare nei termini di essenze (razionale, ma non ancora pienamente naturale). Si fa ricorso a spiegazioni metafisiche, a forze astratte. Prevale la ragione.
- Stadio positivo: maturità della scienza e dell’uomo. Studio scientifico degli eventi: si cercano le leggi che collegano i fatti. Prevale l’osservazione (+ esperienza).

Non ancora tutte le scienze si trovano nello stadio positivo, ma non potranno far altro che migliorare.

Darwin, Charles Robert (Inghilterra, 1809 – 1882)

La teoria evolutiva di Darwin ha due concetti di base:
- Variabilità: nelle singole specie si verificano dei piccoli cambiamenti del tutto casuali (nel fenotipo).
- Lotta per la sopravvivenza: gli animali che vivono allo stato brado fanno di tutto per sopravvivere, contendendo con gli altri animali. Questo accade perché tutti gli organismi tendono a riprodursi nella misura massima possibile: le popolazioni (vegetali, animali, umane) tendono ad accrescersi fino a quando non trovano un limite invalicabile nella scarsità di cibo. Poiché nascono più individui di quanti possono sopravvivere, si ha una lotta per l’esistenza fra individui della stessa specie.

Selezione naturale: l’ambiente determina quali caratteristiche sono più utili alla sopravvivenza; è un processo graduale e lentissimo, che procede per variazioni minime ed è sempre esposto al rischio di essere interrotto o alterato radicalmente, perché i fattori in gioco sono molteplici. Per esempio, le giraffe col collo lungo sono sopravvissute perché non contendono con altri animali, nella vegetazione media.
Tali modificazioni che si producono nel tempo nelle varie specie sono inutili o indifferenti ai bisogni dell’adattamento, sono “variazioni casuali”.
Variazione:
- Se non adatta -> Estinzione
- Se adatta -> Si trasmette ereditariamente, tende a perpetuarsi nelle specie.
Dopo generazioni la variazione adatta diventa la caratteristica specifica di quella specie, mentre a volte può costituire un vero e proprio cambio di specie.

Come si fanno a distinguere le specie? Specie diverse non possono riprodursi tra loro -> ciò mette in crisi il creazionismo (cioè che noi non abbiamo alcun legame con gli altri animali).
Darwin scrive:
- “Origine delle specie” (1859)
- “L’origine dell’uomo”: rivendica la dignità dell’uomo. È più orgoglioso di essere simile a quella scimmietta che si sacrifica per un suo simile, piuttosto che ai selvaggi che fanno sacrifici umani (razzismo).

Darwinismo sociale (misunderstood): corrente di pensiero che applica alla società e alla politica i concetti darwiniani di lotta per l’esistenza e selezione naturale, ma li fraintende (la vita sociale è una lotta in cui i deboli sono destinati a soccombere).
Per Darwin gli animali sociali sono capaci di comportamenti altruistici; nell’uomo tali “istinti sociali” si sono gradualmente sviluppati, fino a diventare vere e proprie facoltà morali. Fra queste emerge la simpatia, intesa nel significato etimologico del termine: capacità di immedesimarsi nei sentimenti altrui; essa rappresenta la base della vita sociale, ed è stata premiata dalla selezione naturale in quanto vantaggiosa per tutti i componenti di un medesimo gruppo.

Spencer, Herbert (Inghilterra, 1820 – 1903)

Spencer è il rappresentante del positivismo evoluzionistico, un grande divulgatore del termine “evoluzione”, la quale è considerata come un processo progressivo: Spencer vuole applicare questo processo a tutti gli ambiti dello sviluppo umano.
La legge del progresso scientifico è la legge di ogni progresso, che consiste nel passaggio dall’omogeneo all’eterogeneo. Si tratta di un’evoluzione cosmica (riguarda tutto l’esistente), unica, sempre migliorativa nel campo fisico, biologico e anche nel mondo della società, articolata in tre livelli: inorganica, organica, superorganica (sociale).

Evoluzione:
- Dal semplice al complesso
- Dall’incoerente al coerente
- Dall’omogeneo all’eterogeneo

Questi intellettuali positivisti hanno una grande fiducia in un miglioramento continuo.
Darwin pensa che Spencer abbia fatto una generalizzazione troppo ampia della sua teoria.

Teoria dell'inconoscibile: la conoscenza scientifica ha il primato sugli altri tipi di conoscenze, ma ha come limite la ricerca dell’essenza della realtà, della metafisica (come la filosofia) -> inconoscibile. Più conosciamo, più ci rendiamo conto che c’è l’inconoscibile oltre l’esperienza.

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