POSITIVISMO
Nasce in Francia nella prima metà dell’800 e viene preso come punto di riferimento il “corso di filosofia positiva” di Comte. Filosoficamente parlando il positivismo diventerà la sovrastruttura ideologica della seconda rivoluzione industriale. Nasce in Francia per vari motivi: è stata la patria del razionalismo cartesiano. Non è la ragione metafisica di Hegel ma quella legata agli aspetti reali e scientifici, cioè la ragione Kantiana. Positivismo ha diversi significati: significa più che altro concreto, fattuale e verificabile, cioè qualcosa che produce delle conoscenze che hanno a che fare con il progresso. È l’opposto di tutto ciò che può essere frutto dell’idea e che non ha corrispondenza nella realtà. In questo periodo c’è un netto rifiuto della metafisica, mentre c’è un approccio al progresso della scienza tanto è vero che si ritiene che la scienza stessa possa risolvere tutti i mali della società dandole una definizione totalizzante. Diventa così universale e necessaria, una forma di assoluto. Quindi il positivismo è sicuramente un movimento ottimista che si affida al metodo scientifico sperimentato da Galileo. Infatti se faccio scienza posso prevedere il fenomeno e agire di conseguenza. Tutto può essere studiato dalla scienza (come dice Comte) compresi l’uomo e la sua società. Se tutto è ridotto a legge diventa una filosofia necessarista quindi si arriva al determinatismo. Il positivismo è sicuramente antimetafisico. Scienza, donde previsione, donde atione. I positivisti usano come termine il fatto e non fenomeno cosicché non si possa domandare del noumeno. Il fatto è verità.

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