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Qual è la concezione politica di Hobbes?

La concezione politica di Hobbes è improntata al più rigido assolutismo e legittima il potere autoritario degli Stuart, di cui egli è sostenitore.
Gli uomini non sono naturalmente socievoli, ma, trasportati dall’egoismo individuale, ricercano il proprio piacere ed il proprio interesse ed evitano ciò che è doloroso e dannoso, assolutamente incuranti ed evitano ciò che è doloroso e dannoso, assolutamente incuranti degli altri uomini e spesso nmici dei loro simili (homo homini lupus).
È questo lo stato di natura: ogni individuo è dominato dall’irrefrenabile desiderio di affermarsi su tutto e contro tutti per cui non esita a far guerra agli altri (bellum omnium contra omnes); ma tale stato è intollerabile perché in esso la vita e la proprietà di ciascuno sono continuamente messe in pericolo.
La ragione naturale allora sospinge gli uomini a ricercare la pace e la conservazione della propria esistenza e quindi a rinunciare ai propri diritti con la stipulazione di un patto che deve essere rispettato da tutti: così allo stato di natura si sostituisce la legge naturale, che dà origine allo stato civile. Lo stato quindi si forma artificialmente, con un contratto, ed è l’espressione dell’istinto di conservazione perché sorge soltanto con lo scopo che sia garantito a tutti un bene maggiore (la pace e la tranquillità) con la rinuncia ad un bene minore ( i diritti naturali).

Con questo contratto ogni uomo trasferisce tutti i propri diritti ad un potere sovrano, al quale promette cieca obbedienza, il quale rimane estraneo al contratto stesso e non ha perciò alcun obbligo verso i cittadini, ma semplicemente il compito di far rispettare la legge.

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