Pico della Mirandola

Pico della Mirandola, ha un grande interesse religioso egli era contro coloro che a criticavano le antiche filosofie solo perché erano scritte con un linguaggio scarno e disadorno. La speculazione filosofica di Pico mirava a conciliare e sintetizzare le dottrine più diverse della filosofia. Egli cercò di conciliare e sintetizzare le dottrine più diverse, infatti desiderava istituire un consiglio dei filosofi più importante del tempo a Roma, dove discutere sulle novecento tesi che per lui erano i capisaldi della filosofia. Purtroppo alcune di queste erano ritenute eretiche, e per questo il consiglio non ebbe luogo. L’orazione "De Hominis Dignitate" doveva essere l’apertura di questo consiglio ed esplica la superiorità dell’uomo su tutti gli altri esseri viventi, in quanto durante la creazione, avendo Dio donato agli esseri una sola particolarità, donò all’uomo tutte le caratteristiche date singolarmente agli altri. L’uomo non ha nulla di determinato, ma può scegliere se degenerarsi o migliorarsi, rigenerazione che può avvenire solo tornando alle molteplici filosofie ora disperse. Lo scopo della filosofia di Pico è il raggiungimento della pace tra gli uomini; egli sostiene poi la magia, ma solo quella naturale rifiutando invece la magia dei negromanti. Pertanto la cabala serve a penetrare i misteri divini. L’astrologia matematica viene appoggiata dal filosofo, mentre quella degli astri, che non fa che limitare la libertà umana decidendone il destino attraverso le stelle, viene respinta.

Registrati via email