Ominide 13147 punti

Nel Rinascimento si assiste anche a un rinnovamento nell'ambito politico; alcuni filosofi si occupano di rinnovare lo Stato. Nascono tre correnti di pensiero politico rinascimentale:

Realismo politico: il punto di partenza è la realtà.
Il massimo esponente è Machiavelli. Egli, parte dalla 'realtà effettuale' (realtà così com'è), affermando che l’arte politica si basa su due elementi: l’osservazione del presente e lo studio del passato (esperienza diretta e indiretta).

Utopia: il punto di partenza è l'idea.
I massimi esponenti sono Moro e Campanella. Il termine utopia, dal greco, significa 'non luogo': non qualcosa di irrealizzabile, ma qualcosa che non è in nessun luogo. Un’utopia politica è la descrizione di uno stato ideale, perciò perfetto; una forma di stato alternativa rispetto a quelli esistenti (monarchie assolute: Francia, Inghilterra e Spagna; frammentazione: Germania e Italia). Però, questi 'stati ideali' vengono descritti senza tener conto della realtà e senza spiegare come e da chi siano realizzabili.

[Il primo esempio di utopia politica è la repubblica di Platone, considerata precursore dell'utopia politica rinascimentale].

Giusnaturalismo: il punto di partenza è il diritto di natura.
Il massimo esponente è Hobbes, il fondatore Grozio. Il termine, dal latino (ius: diritto, nature: natura), significa 'diritto naturale. Gli uomini, in quanto uomini, possiedono dei diritti naturali (nascita) contrapposti ai diritti positivi (istituiti dalla società); per i giusnaturalisti lo stato nasce per garantire i diritti naturali che sono inalienabili, cioè non possono essere sottratti o ceduti.
[Il diritto alla vita è il diritto naturale per eccellenza].

Hai bisogno di aiuto in Filosofia Moderna?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email