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Pascal

Il pensiero di Pascal si presenta frammentario e incompleto. A questo però c’è un motivo: La difesa della fede cristiana e La lotta contro la diffusione della miscredenza. Egli afferma che l’uomo è un essere intermedio tra infinito e nell’ignoranza e nel bisogno di certezze, quindi non deve affidarsi a ragione e scienza; Esprit de gometrie: incapace di captare il mistero dell’uomo, che sono conoscenze fragili e incomplete e deve sforzarsi di conoscere se stesso affidandosi all’Esprit de finesse basato sulle ragioni del cuore che portano alla conoscenza della realtà.

La scommessa su Dio

Pascal ritiene che l’uomo sia un essere mediano, che si trovi tra il tutto e il nulla, tra Dio e il peccato. L’uomo viene considerato come un re spodestato. L’uomo è grande poiché è stato creato da Dio, ma è misero poiché ha peccato (Adamo ed Eva). Da allora Dio si è nascosto all’uomo e ha parlato attraverso i profeti, e per ultimo, tramite Cristo. Attraverso Cristo l’uomo consegue la salvezza con la fede. Pascal offre un argomento ragionevole: la scommessa sulla probabile esistenza di DIO. Tale scommessa in caso di vincita comporta un infinito guadagna, il bene sommo, e in caso di perdita comporta l’unica rinuncia ai piaceri mondani, quindi rischiare il finito per l’infinito è ragionevole e induce alla conversione al cristianesimo. Egli ritiene che la fede cristiana sia sentita nel cuore perché è un dono divino e che necessiti di abitudine alle pratiche religiose che fortificano l’uomo. Tutto ciò fa notare la superiorità del cristianesimo caratterizzato da: condizione interiore (che alimenta lo spirito) e pratiche esteriori (utili al corpo). Il Cristianesimo è comprensibile sia dal popolo che dai sapienti.

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