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Pascal - principi del pensiero

Il filosofo Pascal, è un critico di Cartesio, ritiene che la ragione sia incapace di comprendere la realtà e il senso della vita. Pur essendo uno scienziato, è convinto che la scienza presenti alcuni limiti strutturali. Il primo limite della scienza è l’esperienza, l’indimostrabilità dei primi principi e la non idoneità ad affrontare i problemi esistenziali. Pascal parla di Spirito di geometria e Spirito di finezza: il primo ha per oggetto le realtà fisiche e gli enti astratti della matematica e procede in modo discorsivo e dimostrativo; il secondo ha per oggetto specifico l’uomo e le realtà morali e religiose e si fonda sul cuore, sul sentimento e sull’intuito. Secondo Pascal, l’uomo è un essere paradossale poiché in lui coesistono grandezza e miseria. Solo la teoria cristiana della caduta, giustifica la sua condizione di “re spodestato”, ossia di essere particolare che essendo stato in rapporto con la Verità, il Bene e la Felicità, ne sente la mancanza e la nostalgia. Secondo Pascal bisogna disporsi a rischiare il finito per guadagnare l’infinito. Scommettendo su Dio, se Dio esiste si guadagna l’infinito; se Dio non esiste si perde il finito. Scommettendo contro Dio, se Dio esiste si perde l’infinito, se Dio non esiste si guadagna il finito.

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