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Storia della Filosofia moderna

Per studiare e meglio comprendere la parte filosofico-scientifica sono fondamentali:
* Kant
* Le scoperte scientifiche dell’epoca:
- magnetismo
- elettricità
- galvanismo
- forze vitali in biologia
- nuova e vecchia chimica
La riflessione sulla natura di Kant è decisiva per i Romantici, filosofi e scienziati come Schelling e Goethe, ma anche come Blumenbach e von Baer.
- Unità della natura
- Specificità degli esseri organici (parte-tutto). Rifiuto dell’immagine natura-macchina o natura-orologio
- Finalismo e teleologia, ma sul piano riflettente
- Metodologia del “come se”
- Definizione della materia non come estensione ma come rapporto tra forze.
La Filosofia romantica della natura: tutti questi punti e inoltre:
- dinamismo, produttività della natura, evoluzione, trasformazione, la natura è percorsa da uno spirito o anima del mondo (Schelling, Goethe). Progressività, infinità della natura e della poesia
- Equilibrio instabile, accettazione che l’ordine non è semplice e uniforme, ma spesso sorge dal caos;
- legame organico-inorganico: tutto è animato, Biocentrismo
- ricerca delle forme originarie (anatomia trascendentale)
e attrazione per il primitivo, ma sono diversi.
- approccio “davanti alla scena”: morfologia
- metodo comparativo. I molti punti di vista e apertura extraeuropea
- contro Newton e la matematica, ripresa della tradizione ermetica
- non separazione tra le due culture, scienze della natura e scienze dello spirito: natura e poesia
- nuovo spirito enciclopedico: Novalis e Hegel
- superamento della contrapposizione classico-romantico
- scoperte sceintifiche: elettromagnetismo, teoria cellulare, embriologia
- creazione di istituzioni scientifiche e nuove discipline scientifiche: biologia e geologia
- interesse per ciò che si discosta dalla norma (malattia, mostri, intesi non come estranei ma come parte integrante della norma
- scarso successo in campo scientifico, ma anche in quello politico e religioso
- legame teoria-pratica (Frankenstein)
- entusiasmo almeno iniziale per la Rivoluzione francese
- la politica come riunificazione dei poteri, visti come organi di un corpo collettivo

Natura come Topos
Natura come topos centrale del nostro tempo. Preferenza per il naturale. Natura deriva da nasci, nascere mentre Physis da Phyestai=crescere, generarsi. Vari periodi in cui si avevano visioni positive o negative della natura. Grandi periodi scandiscono la filosofia della natura:

* Antichità: presocratici, Platone, Aristotele
* Rinascimento
* Romanticismo
* Qualcuno dice: oggi
In questi diversi periodi prevalgono visioni positive della natura: natura come fondamento, identificazione, sacralizzazione, animazione della natura.
Oggi: rinascita di una filosofia della natura, cioé riflessione sui fondamenti e sui presupposto del nostro atteggiamento nei confronti della natura. Dall'antropocentrismo alla centralità della natura.
Per molti oggi la natura è il paradiso (perduto). La preferenza per il naturale è l'ovvietà della nostra epoca. Politiche di protezione della natura che portano con sé spesso atteggiamenti di amore per il primitivo e rifiuto del progresso e delle ideologie progressiste. Ma all’etica e al diritto si è dischiuso un nuovo ambito: i diritti della natura. Distruggere le ovvietà problematizzando ciò che è noto. Non vediamo ciò che usiamo ogni giorno. Diritti della natura e degli animali. Il concetto di natura da nasci (nascere) e physis da phyestai crescere, generarsi. Concetto dinamico- divenire - dea velata. Il concetto di natura si definisce spesso per contrapposizione rispetto all'umano (G.Böhme, Natürlich Natur, Suhrkamp, Frankfurt a.M. 1992):
1. Natura contro la convenzione (sofisti e poi stoici): (ambito della praxis, azione libera dell’uomo in vista di fini), le leggi sono arbitrarie, la natura è necessaria: l'ordine stabilito dall'uomo è sempre criticabile, storico, revisibile, legato a gruppi umani (ma anche: trasformabile), le leggi umane proteggono il più debole
l'ordine naturale è necessario, indiscutibile, ( ma anche: non trasformabile), le leggi di natura comprendono la legge del più forte. es. leggi civili, rapporti tra i sessi, linguaggio sorgono dalla natura o sono convenzioni umane? Conseguenze diverse.
2. Natura contro la tecnica (ambito della poiesis, produzione, creazione, azione che produce un oggetto) Arte o tecnica nel senso di techne come qualsiasi produzione umana o insieme di regole atte a dirigere efficacemente un'attività qualsiasi: esempi: ciabattino, poeta, architetto, arti liberali, arti meccaniche).
L'essere naturale ha il proprio principio in se stesso dice Aristotele, che le cose naturali si sviluppano e si muovono, si trasformano per forza propria e in base a norme proprie che riproducono se stesse. Nell'essere naturale esiste la bellezza, che la techne può solo imitare. La tecnica trae la forma, le regole del suo funzionamento dall'uomo e non si riproduce da sola.
La natura è ciò che è per se stessa, a differenza di ciò che noi facciamo in base ai nostri liberi scopi. La natura è affidabile, si riproduce, si rigenera, risponde solo a scopi naturali. Secondo alcuni (U.Galimberti, Psiche e techne, Feltrinelli, Milano, 1999) la tecnica nasce come rimedio all’insufficienza biologica dell’uomo, per la sua insufficiente dotazione istintuale. La tecnica è specifica dell’uomo perché la mano è libera: ha separato il corpo dallo strumento. Il rapporto del corpo col mondo è molto diverso con la tecnica, non è predeterminato, si apre al possibile. L’uomo è un animale non ancora stabilizzato, non dispone di un’armonia prestabilita e quindi elabora tecniche per l’orientamento nel mondo., per trasformare l’esistente in senso utile alla vita. In tedesco: Kunst (arte), Künstlich (artificiale), künstlerisch (artistico): da Können: potere. Techne, Kunst: possibilità, potere.
Per i Greci tuttavia techne non distingueva tra arte e tecnica o mestiere: vuol dire che non c'era separazione tra funzionalità e bellezza.
L'arte significa arte bella solo quando si accetta che sia l’uomo a creare la bellezza.

3. Naturale contro artificiale, ambito dell'ordine. Naturale è ciò che è dato dall'ordine della creazione, immutabile e perfetto, che contiene anche un ordine della vita umana in base al quale ci si deve comportare. Il modo di vita naturale è semplice, misurato, e si fonda su elementi che provengono dalla natura, senza elaborazioni aggiuntive. Infatti la natura si basa (Kant che li critica) su alcuni fondamenti:
1. Semplicità, economia dei principi: entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem) Unità
2. Specificazione da generale si passa al particolare secondo un ordine gerarchico (varietà) Molteplicità
3. Continuità: natura non facit saltus: i prodotti della natura si dispongono in un ordine di perfezione crescente e graduale. Affinità
4. Naturale come originario vs. civilizzato (Natur vs. Kultur) ambito della storia.
Presuppone la storia dell'umanità, cioé lo sviluppo dallo stato di natura allo stato civilizzato. nato dalle limitazioni avvertibili nel processo di civilizzazione solo nel 18°secolo come nostalgia della natura come semplicità, innocenza, libertà. Rousseau, i viaggi di scoperta, il buon selvaggio dalle ricerche antropologiche. Inghilterra, rivoluzione industriale, giardini paesaggistici.
Fascino delle montagne. Natura come spontaneità.
5. Naturale come esteriorità contrapposto all'interiorità umana. (Ambito del dualismo filosofico), Descartes (estensione, divisibilità, conoscenza geometrica), Hegel (esteriorità, non diviene, non c’è dialettica). La natura come contrapposta l'uomo, esterna, res extensa. L'insieme degli oggetti che si presentano al senso esterno. Natura come Non-Io (Fichte), come esteriorità, estraneità. E' nella storia dello spirito come sua negazione.

6. Naturale contro il soprannaturale. Ambito teologico. Norma è ciò che è spaziale e temporale contro entità extraspaziali ed extratemporali. Natura come contingente e non assoluto.
* Assoluto: perfetto, infinito, incorruttibile.
* Contingente: imperfetto, finito, corruttibile.
Distinzione che non esiste nelle religioni primitive. e che viene introdotta dall'ebraismo ( secondo Hegel) come prima religione anti-naturale, fondata sulla trascendenza. Caratterizzazioni in positivo:
1. Natura come Madre
2. Natura come fonte del diritto
3. Natura come norma estetica.
4.Natura come paesaggio

1. Natura come Madre
Mater-materia
La natura come madre come dea benigna, fecondatrice, creatrice, animata, ma anche come forza distruttrice, demonica, malvagia.
Natura da nascere, terra madre (generazione spontanea).
Nelle religioni antiche, babilonesi, egizie, mesopotamiche c’è quasi sempre una grande madre all’origine. L’identificazione del femminile con la natura era universale nella preistoria. Divinità femminile di fertilità.
Es; Gaia (o Gea) antica dea greca madre di tutti gli esseri, sorse da Caos (inteso come cavità, recipiente, femminile, pieno di materia in mescolanza) e generatrice di Urano, Titani, giganti. Appare poi sotto nomi diversi: Pandora, Cibele, Demetra, Atena, Persefone fino a Iside e poi Maria, ma anche Kali, creatrice:distruttrice:
Genitrice delle messi, forza primigenia, spirito della terra. Fecondatrice e distruttrice. Nascita e morte. Ambivalenza delle grandi madri. La grande madre fecondatrice dà origine a una serie di sotto forme orrorifiche: la Gorgone-donna terribile, paurosa (Medusa), la Sfinge (strangolatrice, donna e bestia, Furie e Erinni, emanazioni malefiche del suolo, Arpie, donne-uccello rapaci, Le Madri di Goethe. Elemento femminile soverchiante e pericoloso, ma anche fascino (femme fatale) streghe.
Solco in cui gettare il seme. Ciò che ha che fare con il divenire e non con l’essere, quindi contingente vs necessario, particolare vs universale(maschile)
Ma anche come materia da plasmare, argilla cui dare forma (maschile e artificiale) Anche nella Bibbia Dio crea l’uomo dalla polvere della terra irrorata dall’acqua. Cielo, superiore, leggero, alto, chiaro, invisibile, attivo, spirituale, incorporeo, animato, attivo. Terra, inferiore, pesante, scura, femminile, passivo. Immagini: terra madre: notte, baratro, sangue, eros e tanathos, l’uomo deve immergersi nella terra, nel femminile, con la minaccia di essere distrutto, diminuito. Solo col Rinascimento la terra diventa stella tra le stelle, luogo deputato al manifestarsi della divinità. La donna era divinizzata anche perché la sua fertilità appariva autosufficiente (vergine, Maria), perché non si conobbe fino al Settecento l’apporto maschile alla generazione, dato che passa molto tempo tra il coito e la generazione. Il corpo della donna appare come un giardino segreto, un Hortus conclusus, un recinto sacro, inviolabile, misterioso. Donna come natura in quanto ciclo e non come line retta, esclusa dall’idea di progresso e dal tempo.

2. Natura come fonte del diritto
Contemporaneità della nascita dei termini physis e nomos. La legge di natura e l’idea di natura nascono con la città, ma anche contro di essa. La città nasce separata, contro la natura, ma trae legittimazione da essa. Legge di natura: storia molteplice, discontinua, contraddittoria. Gli antichi (Stoici): La legge di natura coincide con la retta ragione, è universale, costante ed eterna. Non vi sarà una legge a Roma, una ad Atene, una prima e una dopo, ma una sola legge eterna e immutabile governerà tutti i popoli.
Legge di natura che assicura uguaglianza tra gli uomini, basata sull’identità della ragione. Nella giurisprudenza romana il diritto naturale era modello, condizione e fondamento del diritto positivo.
Ma poi fu usato nel Medioevo in modi opposti: per sostenere le prerogative dell’imperatore o quelle del papa, il diritto all’autodeterminazione dei popoli, la libertà di coscienza o la subordinazione all’autorità. Giusnaturalismo moderno: contemporaneo alla Rivoluzione scientifica: inizi ‘600. Fase di incubazione: Althusius, Grozio, Pufendorf elaborarono principi del diritto naturale auspicanti il costituzionalismo moderno, ideologia per allora rivoluzionaria, quando il potere derivava da Dio.
Si cerca nei classici un concetto di natura razionale, laico, indipendente dalla rivelazione. Scopo:svincolare la convivenza civile dal sistema teocratico e feudale, e ricercare nella ragione e nel consenso dei cittadini il fondamento di legittimità del potere politico. La fonte del diritto naturale è intesa come essenza della natura umana, fuori dal tempo e perfetta. Non riconosce la storia e l’individualità. Priorità del diritto naturale, razionale, sul diritto positivo, che deve quindi riconoscere e garantire i diritti naturali. Stato di natura: condizione in cui gli uomini sarebbero vissuti senza organizzazione politica e senza altre leggi che quelle naturali. Idea antichissima (Eden) dai più non affermata come storica. Contratto sociale: dallo stato naturale allo stato civile (pactum unionis) e poi pactum subjectionis in cui i cittadini si sottomettono a un’autorità dandosi un’organizzazione civile. Il passaggio dallo stato di natura allo stato civile non è tanto inteso come evento storico, ma come scelta razionale mediante la quale il gregge umano si trasforma in società organizzata, retta da leggi, governata da un potere elettivo, cioé rappresentativo. Per alcuni si tratta di un accordo vincolante per entrambe le parti, col quale gli individui conferiscono al sovrano poteri limitati e vincolati (Locke), per altri è la sottomissione incondizionata a una volontà assoluta (Hobbes) Costituzionalismo liberale o assolutismo. Per Grozio lo jus naturae si rifà a leggi universali simili alle proposizioni matematiche (essere giusti, osservare i patti, non nuocere ad altri, risarcire i danni, essere soggetti a pene etc.) inscritte nella ragione. Hobbes invece giustifica lo stato assoluto sulla base della natura ferina dell’uomo. Nello stato di natura c’è solo ricerca dell’utile, è uno stato di guerra, non c’è legge, è autodistruttivo e quindi passare allo stato civile è una necessità, a causa della paura della morte. La legge di natura nasce quindi per proteggere l’uomo da ciò che è nocivo alla vita. E’ un precetto escogitato, artificiale, dalla ragione, ma non corrisponde a un ordine naturale, ma serve utilitaristicamente all’uomo per autopreservarsi. Es. di leggi di natura:
* l’uomo deve cercare la pace per difendere se stesso.
* non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te.
* adempiere i patti
* gratitudine
* compiacenza
* perdono
* contro la contumelia,
* contro l’orgoglio
* primogenitura nella proprietà ecc.
Locke: legge naturale dipende dalla ragione. Lo Stato di natura si identifica con la libertà, l'uguaglianza e l'indipendenza degli uomini. Ma è precario. Manca una legge definita e stabile. Nel passaggio dallo stato di natura allo stato civile la legge di natura deve essere salvaguardata. La legge è valida se è strumento di libertà. Stato di diritto. La legge positiva non può contrastare la legge naturale. Il potere esecutivo dei governanti deve essere limitato dal potere legislativo in modo da garantire i cittadini contro l’arbitrio dei governanti. Lo stato possiede il potere di fare e applicare le leggi perché il popolo glielo ha trasferito.
Sintesi: lo stato liberale inglese nasce da una teoria che afferma la validità di una legge superiore a quella dello stato.
Se lo stato non mantiene fede a ciò la fiducia viene ritirata e il potere ritorna a chi l’aveva dato: diritto di resistenza. Rousseau vede lo stato di natura come un momento di umanità autentica, fondato non sulla ragione, ma sulla pietà e sull’uguaglianza; l’ineguaglianza nasce dalla proprietà. Contratto sociale come libero accordo delle volontà, fondato sull’uguaglianza: si restaura così l’autentico dettato della coscienza, della retta ragione e della natura, obliterato dalla civiltà corruttrice. Per Kant lo stato di natura è uno stato sociale, ma non civile, in cui ha luogo il diritto privato, una giuridicità provvisoria, precaria, non garantita.
Con il contratto sociale, da intendere in senso puramente razionale, come idea della ragione, si obbliga il legislatore a fare leggi come se esse potessero essere scaturite da un intero popolo, come ogni cittadino avesse dato il suo consenso. Lo stato deve essere fondato sul consenso dei suoi membri.

3. Natura come norma estetica (da A.Lovejoy, Saggi di storia delle idee,Il Mulino, Bologna, 1982). Natura termine-chiave del pensiero occidentale. E’ possibile pensare il rapporto natura/arte in diversi modi:
a)Natura come oggetto da imitare, riprodotto o rappresentato in arte.
1) N. come realtà empirica (fiamminghi, Bruegel)
2) N. come essenza o idea platonica, realizzata in modo imperfetto nella realtà.
3) N. come modello, escludendo le differenze individuali, o come tipo medio, formulazione statistica di una specie;
4) N. come ciò che non è trasformato dall’uomo, vedute naturali, selvagge.

b) Natura come sistema di verità necessarie ed evidenti, concernenti proprietà e relazioni essenziali.
5) principi intuitivamente noti o standard di gusto.
6) Bellezza riconosciuta obiettivamente o essenzialmente. Ciò che è bello “per natura”.

c) Natura come ordine cosmico i cui attributi devono caratterizzare l’arte.
Attributi:
7) uniformità
8) semplicità
9) economia di mezzi verso uno scopo
10) regolarità. Natura geometrizzante
11) (ma anche): irregolarità, selvaggio
12) pienezza, abbondanza, varietà, fecondità
13) (solo fine 18. Secolo) progressiva evoluzione di tipi nel tempo.


d)Natura come naturalezza, come attributo di un artista.
14) libertà dall’influenza dalle convenzioni
15) autoespressione libera da disegni deliberati e pensati
16) le qualità dell’uomo primitivo, dell’arte primitiva.

e) Natura come corrispondenza rispetto al pubblico artistico.
17) L’immutabile e l’universale, che ognuno può immediatamente capire e godere (bello oggettivo)
18) Il familiare e l’intimo: ciò che è congeniale a un popolo o a un’epoca, o a ciascun individuo (non universale, varia col tempo, razza, nazione ecc.)

In questi significati di natura rispetto all’arte sono presenti le basi di ogni classicismo sia quelle di ogni romanticismo.

Parte storica
La natura nella cultura antica come sistema ordinato e chiuso.

Platone

Timeo
Le cose percepite sono solo copie imperfette, riflessi di forme ideali che conducono un'esistenza indipendente in un mondo sopra-sensibile. Eredità eleatica (Parmenide). Importanza della matematica, doxa ed episteme, opinione e scienza. E' Platone che per primo pone il problema di scoprire nella confusa irregolarità dei fenomeni del mondo e di quelli celesti delle regolarità matematiche, dei moti circolari uniformi che rappresentano la vera realtà dei processi. Sebbene ciò che l'occhio percepisce sia soltanto apparenza e irregolarità, il pensiero attraverso la matematica può apprendere la realtà soggiacente a tale apparenza. Un Demiurgo benevolo ha formato dal caos della materia primordiale l'universo come immagine di un mondo eterno di forme che ha avuto costantemente presente nella sua mente durante la sua opera. Le considerazioni che presiedono al lavoro del demiurgo erano di natura matematica: il fatto che tra gli elementi(Empedocle) della terra e del fuoco che dovevano garantire la tangibilità materiale della creazione, dovessero essere inseriti altri due elementi, acqua e aria, era conseguenza necessaria di una verità matematica che tra due numeri cubici a3 e b3 (universo tridimensionale) si possono trovare due medi proporzionali, due numeri che costituiscano complessivamente una progressione geometrica a3, A2b, AB2, B3. La materia è inoltre costituita da corpuscoli (Democrito) o porzioni di materia primordiale estesi e impenetrabili e hanno la forma dei cinque poliedri regolari. Ma essi sono divisibili tutti in triangoli che possono poi combinarsi tra loro a costituire i poliedri e quindi i diversi elementi. I quattro elementi sono formati ognuno da una combinazione delle figure semplici, i triangoli: il fuoco è formato da tetraedri, l'aria da ottaedri, l'acqua da icosaedri, terra da cubi, e l'etere ( che però non è un elemento) da dodecaedri.(55) Inoltre i moti dei pianeti sono regolati in modo matematico secondo le regole della scala musicale. Vicinanza agli atomisti antichi, ma anche distanza: mentre per gli Atomisti il mondo non ha un ordine ma si regge sul caso (clinamen o urto di particelle), per Platone il mondo ha un ordine perché il Demiurgo non poteva permettere il caos e formò il cosmo, un elemento armonioso ed equilibrato in quanto simile a lui. Inoltre per Platone il mondo non è retto solo dal casuale movimento degli atomi, perché esso ha un'anima., che ne fa un essere vivente e non un aggregato di particelle. E l'anima del mondo infusa direttamente da Dio è della stessa sostanza dell'anima razionale dell'uomo, che ha sede nel cervello e che si distingue da quella passionale che ha sede nel torace, da quella nutritiva che ha sede al di sotto del diaframma e poi da quella dell'impulso sessuale , al di sotto dell'ombelico, del tutto ribelle e irrazionale(42). Il mondo è sferico perché così ogni parte è equidistante dal centro e lo fece muovere in moto circolare perché è il moto senza errori(Tim. 33,34) e suddivise l'anima del mondo secondo le leggi dell'armonia musicale. Creazione del corpo umano con tutti i suoi organi interni e di senso, in base al principio della simmetria.

Aristotele

Egli contro gli atomisti e contro Platone:
a)intende sviluppare una scienza fisica delle qualità e non solo basata su determinazioni quantitative.
b) la conoscenza trae origine dalle percezioni sensibili, la verità non sta nel mondo delle idee come per Platone.
c) il mutamento è al centro della riflessione di A.: contro Parmenide per il quale l’essere è incorruttibile ed eterno.
d) il cosmo non è animato, è spiegabile in base a leggi fisiche.
Vari tipi di mutamento: 1. Generazione e corruzione, 2) mutamenti di qualità, 2)alterazione, 3) aumento e diminuzione di volume, 5) mutamento di luogo. Riprende la dottrina di Empedocle dei quattro elementi:
* Terra
* Acqua
* Aria
* Fuoco
* Elementi Secco e freddo
Gli elementi non esistono allo stato puro, ma tutte le sostanze sono composte. Possono trasformarsi l’uno nell’altro quando hanno una qualità in comune e nel composto essi si alterano perché formano sostanze omogenee e non aggregati meccanici. Ogni moto presuppone un motore. Il moto naturale è spiegato in base al luogo naturale: i quattro elementi si dispongono in sfere concentriche nel mondo sublunare con la terra al centro, e intorno l’acqua, poi l’aria e quindi il fuoco. I corpi pesanti vanno verso il centro, quelli leggeri verso la periferia dell’universo (l’alto). Il movimento nel mondo sublunare è rettilineo e quindi non perfetto perché incompiuto. La terra è al centro dell’universo perché quello è il luogo di ciò che è pesante, mentre gli altri elementi verso l’alto sono sempre più leggeri. Ma esiste anche un moto non rettilineo, quello dei cieli, che è circolare e quindi perfetto. Gli astri sono composti da un quinto elemento o quinta essentia, l’etere (che corre sempre) che non possiede gravità e non è soggetto a mutamento. Materia perfetta. Attorno alla terra ruotano undici sfere, le prime tre sono acqua, aria e fuoco, quindi 8 sfere, cioè solidi cristallini, che trasportano i pianeti e la Luna. L’ultima è quella delle stelle fisse (che non cambiano posizione tra loro). Il cosmo Aristotelico è finito, chiuso, esclude il vuoto, ma è perfettamente ordinato. La causa di tutti questi movimenti è il motore immobile, o Primo motore, supremo e immateriale.
Si crea un'antitesi tra terra e cielo:
* Nella terra Tutto cambia, moto rettilineo si ha la generazione e la corruzione
* Nel cielo tutto è immutabile, esiste la perfezione e il moto è circolare
In seguito Aristotele per ottenere un accordo migliore con i fatti osservati parlerà di 55 sfere. L’assioma dell’uniformità e circolarità dei moti dei corpi celesti, formulata da Platone per ragioni matematiche e religiose viene accolta da Aristotele per ragioni fisiche. Gli astronomi non si allontanano di qui fino al‘600.

Bibliografia
L. Mittner, Storia della letteratura tedesca, tomo II
S. Givone, La questione romantica, Bari, Laterza, 1992
P.D’Angelo, L’estetica del Romanticismo, Il Mulino, Bologna, 1997
G.Moretti, Il genio, Il Mulino, Bologna, 1998
S. Poggi, Il genio e l’unità della natura, Bologna il Mulino, 2000
A.Cunningham, NJardine (eds.), Romanticism and the Sciences, Cambridge univ. Press, 1990
D.Von Engelhardt (a cura)Scienza, filosofia della natura e romanticismo tedesco, Annali dell’Istituto Universitario orientale di Napoli, 1993
S.Poggi e M.Bossi (a cura) Romanticism in Science, Kluwer, Dordrecht, 1994

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