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La fondazione di una scienza detta società

Questo relativismo, questo sguardo lucido e disincantato sulle cose ispirano anche la metodologia dello Spirito delle leggi, uno dei testi capitali della civiltà giuridico-politica occidentale. Ma vi è anche, alla base dell'opera, la fiducia nelle possibilità conoscitive delle scienze, che si traduce nel tentativo di estendere il metodo sperimentale allo studio della politica e del diritto. Se le scienze sociali hanno il medesimo fondamento empirico delle giene naturali. le cui sono sottoposte le istituzioni civili e sociali sono ricavabili non da un aprioristico nucleo razionale, come vuole il giusnaturalismo, ma da nessi tra fenomeni storicamente accertati, che Montesquieu si propone di rintracciare.

Il razionalismo di Montesquieu è fortemente anti-utopistico: non ha senso descrivere e cercare la società perfetta e razionale, ma è necessario, semmai, rendere perfettibili e razionalizzare i sistemi effettivamente esistenti. Il metodo comparativo impiegato per analizzare le forme di governo e le cause generali che ne determinano lo sviluppo, e la consapevolezza della complessità dei fenomeni sociali, spiegabili solo con un insieme di fattori interdipendenti, mutevoli e variamente intrecciati, fanno di Montesquieu un precursore della sociologia moderna.

La polemica contro il giusnaturalismo

Lo spirito delle leggi è alla lettera, per Montesquieu, l'impronta, il carattere che anima e ispira i vari sistemi istituzionali e giuridici. La sola regola generale che si può ricavare dall'esame comparato delle leggi politiche e civili è il loro variare in relazione a una molteplicità di fattori che Montesquieu non dispone in una gerarchia di importanza, anche se di fatto le caratteristiche del territorio e del clima, i comportamenti demografici, le abitudini di vita, le attività produttive, le arti, i costumi, le mentalità e le credenze religiose. Dal mutevole intreccio di tali fattori emerge l'individualità, la personalità dei diversi spiccano su ogni altro. popoli, la cui varietà è tale da rendere inutile il ricorso alla vuota categoria di una natura umana universale e immutabile nello spazio e nel tempo. Ne consegue che le leggi «debbono essere talmente adatte al popolo per cui sono state fatte, che solo eccezionalmente le leggi di una nazione possono convenire a un'altra»: i popoli non debbono modellarsi sulle leggi, ma le leggi modellarsi sui popoli. Più che sbagliato, il giusnaturalismo si rivela in questa luce inutile sul piano teorico, poiché l'interesse si deve concentrare non già sul diritto naturale, ma sulle leggi positive che reggono le società reali.

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