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LA TOLLERANZA

La parola tolleranza deriva dal latino “tollero” che significa sopportare; questo termine compare nella filosofia grazie alla scolastica, viene introdotto da San Tommaso e viene inteso come atteggiamento generale di rispetto nei confronti di chi non era cristiano; secondo la filosofia scolastica, la tolleranza doveva andare di pari passo con l’AGAPE: amore disinteressato che ogni uomo doveva nutrire nei confronti dei suoi simili. Il tema della tolleranza viene ripreso in epoca moderna (filosofi del 1500-1600) con una connotazione più complessa rispetto al pensiero cristiano.

MONTAIGNE (1533-1592)

E’ un filosofo francese con una forte formazione classica, ha la possibilità di viaggiare molto. La sua opera principale, "I saggi" è una vera e propria raccolta di pensieri e aforismi che appartengono anche a filosofi del passato, questi hanno tutti in comune la ricerca interiore dell’individuo intesa come conoscenza di sé stessi. Montaigne cita spesso Socrate come esempio di filosofo che ha ricercato l’essere autentico dell’individuo.

In questo testo il filosofo fa una riflessioni sugli atteggiamenti che i conquistatori europei avevano tenuto nei confronti delle popolazioni dell’America centrale.
Relativamente a ciò Montaigne elabora il concetto di relativismo culturale, secondo cui non esiste una cultura superiore alle altre, è quindi necessario sviluppare un atteggiamento di rispetto nei confronti di ogni tipo di cultura.

MITO DEL BUON SELVAGGIO

Esso costituirà la base del pensiero di Rousseau. Montaigne sostiene che i popoli, che gli europei definiscono come selvaggi, siano quelli più autentici, semplici e veri perché non sono ancora stati corrotti dalla civiltà e dal progresso. Montaigne riesce a individuare le conseguenze della tolleranza:
1. ogni idea e opinione deriva dal contesto culturale e ambientale in cui l’individuo è vissuto, per questo motivo va rispettata, le idee quindi si equivalgono;
2. La ragione dell’individuo non può arrivare a delle conoscenze universali, poiché queste non esistono. Ogni verità (di natura scientifica o filosofica) è sempre relativa e dipende dall’epoca e dal contesto in cui è stata formulata (relativismo).

Il filosofo applica il principio della tolleranza anche in:
- ambito politico: sostiene che sia di fondamentale importanza la pace tra i differenti popoli. Esprime quindi la condanna nei confronti delle guerre sia politiche che religiose, anche se ritiene che siano difficili da evitare, poiché nascono dalla limitatezza e dall’imperfezione dell’ uomo;
- Ambito religioso: non esiste una religione universale, ma ne esistono tante differenti; non può nemmeno esserci un criterio razionale con cui stabilire la superiorità di una sull’altra.

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