Ali Q di Ali Q
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Il meccanicismo e la rivoluzione scientifica

Il meccanicismo si contrappone al finalismo.
Secondo quest’ultimo, infatti, la natura ha una finalità nel suo operare, ovvero ha processi intenzionali, proprio come l’uomo. Il mondo può essere quindi visto, secondo la visione finalista, come un organismo che cresce.
Per il meccanicismo, invece, i fenomeni si definiscono con cause efficienti (materia e movimento). Il mondo appare dunque come gli ingranaggi di un orologio.
La contrapposizione tra queste due correnti di pensiero avviene durante la cosiddetta “rivoluzione scientifica”, attuata principalmente dal “metodo di Galileo”.
Durante la rivoluzione scientifica il problema di fondo è cosa rende un sapere scientifico oppure no.
Accanto a questa compaiono poi molte altre domande: cosa vuol dire che una teoria è oggettiva? Come la si dimostra? Il sapere scientifico è in progresso?

Inoltre durante la rivoluzione scientifica (epoca galileiana) si stabilisce per la prima volta una differenza tra sapere scientifico e sapere filosofico.
Galileo, infatti, crea un superamento della fisica aristotelica, ideando un metodo di analisi induttivo e deduttivo (ragione ed esperienza), e difende la validità del sapere scientifico.
Per Galileo religione e natura sono entrambi dettati da Dio e, se c’è una contrapposizione fra i due, questa è solo apparente e bisogna perciò cambiare interpretazione.
Sapere scientifico e filosofico (o più in generale “metafisico”) sono però indipendenti, e si occupano di campi diversi.
Per Galileo la natura è ordine oggettivo strutturata casualmente in modo meccanicistico. Essa possiede delle leggi, le quali regolano i fenomeni.

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