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Marx e la questione sociale

Cosa si intende per questione sociale?
La questione sociale è una situazione di crisi, soprattutto di carattere morale, che si viene a formare durante il processo di industrializzazione. All’interno delle diverse classi sociali si diffuse la convinzione che fossero necessari alcuni provvedimenti volti a migliorare le condizioni dei lavoratori. In particolare venivano evidenziate le conseguenze morali e sociali di questa situazione: crisi della famiglia, delinquenza, prostituzione e alcolismo. La crisi venne percepita dalle classi dirigenti, le quali vi trovarono una minaccia per la collettività.
Per risolvere la situazione vennero attuate alcune riforme (in Inghilterra i “Factory Act”, che regolavano il lavoro femminile e minorile.)

Perché si è detto che in Italia la questione sociale ha assunto inizialmente l'aspetto di questione agraria?

Il problema delle condizioni di vita delle masse contadine e operaie si sviluppò anche in Italia. Il problema riguardava soprattutto il mondo contadino, in quanto l’Italia era un paese prevalentemente agricolo. Le condizioni di vita nelle campagne dopo l’unità rimasero inaccettabili per molto tempo: malattie infestanti, scarsa alimentazione, abitazioni decadenti, altissimo tasso di mortalità.

Come è stata affrontata la questione sociale dai socialisti utopisti e perché Marx li critica?
Il socialismo nasce come corrente di critica al liberalismo. Il liberalismo proponeva l’esaltazione della libertà degli individui e del mercato, i socialisti vi trovavano però sfruttamento e oppressione della società.
Per i socialisti, quindi, la libertà del cittadino, va subordinata all’interresse della società, perché se esisteva la divisione in classi, non vi poteva essere libertà.
Il socialismo utopistico nasce in Francia e in Inghilterra, criticando la nuova civiltà industriale e la proprietà privata, ma limitandosi a segnalare le ingiustizie della società capitalistica senza rintracciarne le origini e senza considerare che una trasformazione radicale dell’economia non avrebbe potuto non implicare anche uno sconvolgimento politico altrettanto radicale.

Marx critica i socialisti utopisti perché egli critica la società capitalistica industriale basandosi non sulla enuncia morale e su simboli utopistici, ma su un’analisi scientifica delle contraddizioni interne alla società. Il comunismo non è un “dover essere”, un ideale, un’utopia che si contrappone alla realtà storica.

Illustra l’ideologia di Saint- Simon
Saint- Simon distingue nel corso della storia periodo “organici” e periodi “critici”. Egli riteneva che stesse per nascere una nuova epoca “organica”, nella quale la società avrebbe trovato un perfetto equilibrio sotto la guida di una classe dirigente formata da scienziati e industriali, i quali sapranno produrre una ricchezza talmente grande che avrebbe liberato la società dall’oppressione e dallo sfruttamento.
Saint Simon esaltava la società industriale, in quanto società di produttori in contrapposizione ai preti, nobili e aristocratici oziosi.
In questo tipo di società, la politica si sarebbe ridotta ad una semplice organizzazione del capitale sociale, mentre ciascun individuo avrebbe avuto la posizione corrispondente alla propria capacità e sarebbe stato remunerato soltanto in base alla propria opera.

Illustra l’ideologia di Fourier
Per quanto riguarda l’organizzazione sociale, Fourier critica la società umana fondata sulla compressione delle passioni in nome del dovere.
Occorre invece, secondo lui, lasciare libere le passioni per passare allo stadio della “civiltà” e a quello dell’”armonia”. A tale scopo egli ideò una piccola unità sociale,il falansterio, caratterizzato da una economia agricola attuata in comune dai suoi membri. Sebbene tutte le attività vengano svolte in comune, l’organizzazione economica non è di tipo comunista, in quanto Fourier vuole mantenere il diritto di proprietà privata e di eredità.
Il sistema di Fourier fu giustamente detto utopistico, infatti, ogni tentativo di realizzare il principio del falansterio fallì.

In riferimento al pensiero di Marx, definisci i concetti di:
* Materialismo storico e dialettico: Marx criticò il modo di produzione capitalistico. Marx osserva che nella produzione gli uomini non entrano liberamente, ma in rapporti necessari, indipendenti dalla loro volontà. L’uomo è il prodotto del proprio lavoro e quindi della storia.
* Struttura e sovrastruttura: struttura: complesso dei rapporti di produzione che legano tra loro gli individui all'interno di una società e ne motivano i bisogni, le esigenze, le manifestazioni culturali, ecc; sovrastruttura: ogni istituzione ed attività umana determinata dalla struttura economica della società, dalle sue leggi ed esigenze.
* Plusvalore: il valore di un bene è determinato dalla quantità di lavoro necessaria a produrlo. Il capitalista compra la forza-lavoro del salariato, pagandola come si paga ogni altra merce, in base alla quantità di lavoro che basta produrla, cioè in base a quanto occorre per il sostentamento dell’operaio e della sua famiglia, ma la forza-lavoro più valore di quanto essa non costi. La differenza che rimane nelle mani del datore di lavoro e che costituisce, appunto, il capitale, è il plusvalore.
* Legge bronzea dei salari: anche se aumenta la produzione e quindi i profitti degli imprenditori, il salario dei lavoratori non aumenta, ma rimane sempre ai livelli di sussistenza.

Indica l’obiettivo di Marx e lo strumento per raggiungere tale obiettivo
Ciò che spinge Marx è la lotta di classe, cioè il conflitto tra le classi che detengono il potere economico e politico e quelli che aspirano a conquistarlo.

Dal plusvalore si ottiene del capitale, che rimane nelle mani dei capitalisti e che accresce sempre di più il loro potere, che si pone in contrapposizione alla povertà del polo opposto. Tele fenomeno dell’accumulazione, unito alla concorrenza, determina una crescente concentrazione capitalistica, che determina la formazione di imprese-gigante che assorbono ed eliminano dal mercato le piccole e medie imprese. Con la società socialista, vengono espropriati gli espropriatori, cioè si sopprime la proprietà privata del capitale e socializzando i mezzi di produzione.

Indica la caratteristica fondamentale dello stato socialista
Maggiore esponente del socialismo è Marx, alla cui base del pensiero vi è la concezione che gli uomini sono divisi in due classi sociali contrapposte e in continuo conflitto tra loro: i proprietari dei mezzi di produzione (la borghesia) e i salariati (proletariato) i quali, non possedendo propri mezzi di sussistenza, sono costretti a vendere la propria forza lavoro ai primi. I capitalisti, grazie al controllo dei mezzi di produzione, si appropriano della ricchezza prodotta dagli operai e la usano per accrescere il loro capitale e aumentare quindi il loro potere. I primi stati socialisti nascono dopo la rivoluzione russa del 1917. L’idea portante del socialismo è quella dell’uguaglianza economico-sociale, che si realizza nella proprietà pubblica dei mezzi di produzione. L’intervento dello stato nella vita economica del paese è quindi esteso al massimo, con lo scopo di assicurare uno sviluppo equilibrato dell’economia e di impedire il risorgere dei ceti privilegiati.

Spiega il motivo del fallimento degli stati socialisti

Gli stati socialisti fallirono a causa di contraddizioni interne e della sua intrinseca fragilità.

Indica i principali punti di contatto e le differenze fra il socialismo scientifico ed il socialismo libertario o anarchismo (Tieni presente anche il pensiero di Proudhon)
Socialismo scientifico: dottrina socialista elaborata da Marx e da Engels, in opposizione a quelle di alcuni pensatori precedenti, caratterizzate da aspetti utopistici; essa si fonda su di un'analisi delle leggi che concretamente guidano la dinamica storica della società.
L’anarchismo rifiutava la partecipazione alla vita politica dello stato e appoggiava congiure e sommosse rivoluzionarie.
Proudhon, socialista francese, proponeva come soluzione non l’abolizione della proprietà, bensì la sua estensione a una pluralità di soggetti quali artigiani, piccoli imprenditori, cooperative.

In che senso la Rerum Novarum può essere considerata un contributo dato dalla Chiesa alla soluzione della Questione sociale?
La Rerum Novarum è un’enciclica emanata dal papa Leone XIII, inaugurante la dottrina sociale della Chiesa, nella quale nella quale, in antitesi con il concetto socialista della lotta di classe e a sostegno della proprietà privata, è affermato il principio della collaborazione e dell'accordo tra lavoratori e datori di lavoro nel rispetto dei diritti di entrambi.
La chiesa condannava l’avidità dei capitalisti e il conseguente sfruttamento degli operai, la lotta di classe e l’egualitarismo socialista. L’enciclica evidenziava la necessità di una maggiore giustizia sociale, da realizzarsi attraverso la collaborazione fra le classi.

Cos'è la Prima Internazionale e perché si scioglie?
La parola d’ordine “Proletari di tutto il mondo, unitevi!” spinse nel 1864, Marx ed Engels a costituire la Prima Internazione, o Associazione Internazionale dei lavoratori, con l’obiettivo di guidare a livello internazionale i movimenti operai e socialisti, allo scopo di diffonderne gli ideali in ogni paese.
Ben presto però emersero i lati negativi dell’iniziativa. I rappresentanti delle diverse organizzazioni che facevano parte ella Prima Internazionale divergevano sulle politiche da seguire: alcuni, guidati da Marx, lottavano per ottenere miglioro condizioni di lavoro e per il suffragio universale, con l’obiettivo di un movimento rivoluzionario che conquistasse il potere politico e costruisse la società socialista; altri erano invece convinti che la rottura fra proletariato e borghesia non fosse insanabile e si battevano per ottenere miglioramenti economici, estensioni di diritti politici, senza però intaccare la proprietà privata dei mezzi di produzione.
A queste due ideologie, si contrappone una terza, l’anarchismo, il quale rifiutava la partecipazione alla vita politica dello stato e appoggiava congiure e sommosse rivoluzionarie per costituire una società libera da ogni costrizione ed egualitaria.
A causa di questi contrasti politici, la Prima internazionale entrò in crisi all’inizio degli anni ’70.


Cos’è la Seconda Internazionale, quando e perché si scioglie?

La Seconda Internazionale sorse nel 1889 e durò fino alla prima guerra mondiale. Basato su due diverse impostazioni: una riformista e una rivoluzionaria. L’impostazione riformista sosteneva la necessità di modificare le teorie di Marx per quel che riguarda l’instaurazione del socialismo in modo rivoluzionario. I riformisti credevano che fosse più utile praticare riforme graduali allo scopo di garantire maggiore giustizia sociale. L’impostazione rivoluzionaria, invece, era fedele alle teorie di Marx, in quanto mirava alla conquista del potere in modo rivoluzionario.

Chi sono i socialisti riformisti e i socialisti massimalisti?
Socialisti riformisti: parte di socialisti che per la trasformazione della società puntano, invece che sulla rivoluzione del proletariato, su un programma di rivendicazioni economiche immediate e di innalzamento del livello delle condizioni di vita della classe operaia, da attuarsi nella piena legalità mediante l'azione dei sindacati e la partecipazione dei socialisti alla vita parlamentare e anche al governo.
Socialisti massimalisti: favorevoli alla realizzazione del "programma massimo", ossia al rovesciamento del capitalismo.

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