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Marx: merce, lavoro e plusvalore

Secondo Marx il sistema capitalistico di produzione, rispetto alle società precedenti, ha la caratteritica di essere una produzione generalizzata di merci «un’immane raccolta di merci». Per questo, la prima parte del Capitale è dedicata all’analisi del fenomeno “merce”.

1. Valore d'uso = una merce deve poter servire a qualcosa, ossia deve essere utile e venire incontro a determinati bisogni, sia che questi «provengano dallo stomaco o dalla fantasia»

2. valore di scambio = garantisce la possibilità della merce di essere scambiata con altre merci. Marx come gli economisti classici crede nell'equazione: valore = lavoro. Tuttavia, tale valore non coincide con il prezzo, sul quale influiscono altri fattori contingenti.
La consapevolezza che alla radice di tutto ci sia il lavoro porta Marx a contestare il cosiddetto feticismo delle merci cioè la circostanza per la quale la merce non è solo un oggetto fisico, ma assume un valore sociale o antropologico, come delle entità aventi valore di per sé, dimenticando che esse sono invece frutto dell’attività umana e di determinati rapporti sociali.

Secondo Marx, la caratteristica peculiare del capitalismo è il fatto che in esso la produzione non risulta finalizzata al consumo, bensì all’accumulazione di denaro. Per cui, il ciclo capitalistico non è quello descrivibile con la formula pre - borghese M.D.M. ( merce – denaro - merce), ma è piuttosto descrivibile con la formula schematica D.M.D’ (denaro - merce - più denaro). Infatti, nella società borghese c’è un soggetto (= capitalista)che investe del denaro in una merce, per ottenere, alla fine più denaro.
Marx ritiene che tale “più” monetario, ovvero Plusvalore, non debba essere cercato a livello di scambio di merci, bensì a livello della produzione capitalistica delle medesime. Infatti, nella società borghese il capitalista ha la possibilità di “comperare” e “usare” una merce particolare, che ha come caratteristica quella di produrre valore. Tale è la «merce umana» ossia l’operaio. Il capitalista compra la sua forza - lavoro pagandola come qualsiasi merce, secondo il valore corrispondente alla quantità di lavoro socialmente necessario a produrla, che nel caso dell’operario corrisponde al Salario. Tuttavia, l’operaio ha la capacità di produrre un valore maggiore di quello che gli è corrisposto col salario. Il plus-valore discende quindi dal plus-lavoro dell’operario e si identifica con l’insieme del valore da lui gratuitamente offerto al capitalista.

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