Le tesi del materialismo storico sono:
1) distinzione tra struttura economica e sovrastruttura ideologica;
2) subordinazione della sovrastruttura alla struttura;
3) l'ideologia come strumento di giustifica della condizione sociale ed economica delle classi dominanti.

Una parte della "Prassi" ovvero il processo di disalienazione previsto da Marx, materialismo storico, si basa su una tesi fondamentale espressa nell'ideologia tedesca del 1932 e nel Manifesto del partito comunista del 1848. Il nocciolo fondamentale del materialismo storico consiste nel sottolineare il legame necessario di determinazione e condizionamento che viene a sussistere fra le materie prime, gli strumenti di lavoro, la forza-lavoro - struttura economica - e le strutture politiche, giuridiche, sociali, artistiche, religiose, filosofiche espresso in quella determinata società - sovrastruttura ideologica.
"Non è la coscienza a fare la realtà, ma la realtà a fare la coscienza": la coscienza non modella e organizza liberamente la realtà secondo il proprio punto di vista, ma è la realtà concretamente esistente, attraverso le sue specifiche strutture economiche, a produrre le idee della coscienza e il modo con cui tale società si rappresenta la realtà. Le idee della classe dominante sono le idee dominanti, infatti le idee dominanti correnti, prevalenti in ogni società esistita o esistente sono sempre l'espressione delle idee della classe più potente, che esprime i propri interessi elaborando e imponendo una determinata rappresentazione giuridica, politica, sociale e culturale della realtà.

Tuttavia secondo Max non esiste un rapporto meccanico, rigido univocamente deterministico fra la struttura ciò che egli chiama sovrastruttura.
Certamente la struttura determina in modo prioritario la sovrastruttura ma nello stesso tempo anche la sovrastruttura, agisce sulla struttura mediante un interazione di tipo dialettico.
Marx introduce, inoltre, il concetto di ideologia, inteso come "falsa rappresentazione", immagine deformata della realtà, risultato inconsapevole del modo con cui l'uomo, sulla base dei propri interessi si rappresenta la realtà e la condizione dal suo punto di vista. Essa giustifica l'ordine sociale esistente. La religione cristiana, ad esempio, anestetizza i dolori del proletariato, svalutando la vita terrena e esortando il proletariato ad accettare e sopportare ogni ingiustizia, senza ribellarsi.
Marx definisce la religione "oppio dei popoli" perché induce l'uomo ad accettare con rassegnazione la propria condizione di infelicità terreno, riponendo nella vita ultraterrena, la propria realizzazione ma la religione e anche concepita più positivamente, come "sospiro della creatura oppressa", che esprime attraverso la religione l'insoddisfazione per lo stato presente.
Il materialismo storico si presenta come una radicale critica anti-ideologica con il compito di svelare le giustificazioni che gli uomini si danno del loro agire. Conoscere però significa anche promuovere una trasformazione della concreta struttura economica, che avverrà secondo le leggi necessarie della dialettica.

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