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Marx: La dialettica della storia

Forze produttive e rapporti di produzione, oltre che rappresentare la chiave di lettura della statica società, si configurano anche come lo strumento interpretativo della sua dinamica, poiché si identificano con la molla propulsiva del suo divenire, ovvero la legge stessa della storia. Marx ritiene, infatti, che a un determinato grado di sviluppo delle forze produttive tendano a corrispondere determinati rapporti di produzione e di proprietà. Tuttavia i rapporti di produzione si mantengono solo quando si favoriscono le forze produttive. Ora, poiché le forze produttive si sviluppano più rapidamente dei rapporti di produzione, che esprimendo delle relazioni di proprietà tendono a rimanere statici, ne segue periodicamente una situazione di contraddizione fra i due elementi, che genera «un’epoca di rivoluzione sociale». Le nuove forze produttive sono sempre incarnate da una classe in ascesa, mentre i vecchi rapporti di proprietà sono sempre incarnati da una classe dominante al tramonto. Di conseguenza, è inevitabile lo scontro fra esse. Alla fine di solito trionfa la classe che è espressione delle nuove forze produttive, poiché «le idee della classe dominante sono in ogni epoca le idee delle classi dominanti». Questo modello teorico secondo Marx, trova la sua tipica esemplificazione, per quanto riguarda il passato, nella Francia del Settecento, dove a un certo punto, vi fu uno scontro aperto fra la borghesia e l’aristocrazia. Analogamente, nel capitalismo moderno si sta delineando una contraddizione fra forze produttive (manodopera salariale) e rapporti di produzione privatistici (tendenze a oligopoli). Ma se sociale è la produzione della ricchezza, sociale deve essere secondo Marx, la sua distribuzione. Ciò significa che il capitalismo porta in sé, come esigenza dialettica, il socialismo. Infatti, Marx afferma che il capitalismo pone le basi del socialismo, poiché genera, le «condizioni oggettive» favorevoli per una rivoluzione mondiale comunista (Lenin era fermamente convinto di questa immediatezza).

Tale legge di «corrispondenza» e della «contraddizione» tra forze produttive e rapporti di produzione permette a Marx di scandire il cammino dell’umanità secondo quattro grandi formazioni economico –sociali, che in realtà integrando talora una «comunità primitiva» di cui la società asiatica è sottotipo, sono secondo i “classici del marxismo”:
1.COMUNITÀ PRIMITIVA
2.SOCIETÀ ASIATICA
3.SOCIETÀ ANTICA
4.SOCIETÀ FEUDALE
5.SOCIETÀ BORGHESE
6.FUTURA SOCIETÀ SOCIALISTA
Questo diagramma storico dello sviluppo della civiltà poggia sulla tesi – convinzione del socialismo come sbocco inevitabile della dialettica storica. Marx, come Hegel configura la storia come una totalità processuale dominata dalla forza della contraddizione e mettente a capo un “risultato finale”. Tuttavia, Marx ritiene di aver fatto camminare «sui piedi», anziché «sulla testa»:
1.Il soggetto della dialettica storica non è più lo Spirito, ma la struttura economica delle classi;
2.La “dialetticità” del processo storico è concepita come “empiricamente” e scientificamente “osservabile” nei fatti stessi;
3.Le opposizioni che muovono la storia non sono astratte e generiche, bensì concrete e determinate;

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