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Martin Heidegger

Le origini dell'esistenzialismo
L'esistenzialismo si ispirò a pensatori quali Agostino, Pascal e fu influenzato dalla filosofia di Kierkegaard, di Nietzsche, di Fedor Dostoevskij. Adottò in parte il metodo fenomenologico elaborato da Edmund Husserl. L'esistenzialismo cercò di ritrovare il nucleo di verità che i sistemi razionalistici avevano occultato e sopraffatto, sottolineando la centralità del singolo in contrapposizione alle filosofie delle “essenze”. Il concetto dell'angoscia kierkegaardiana divenne centrale, poiché l'angoscia può essere vissuta solo dal singolo uomo che ha un suo destino unico e irripetibile, ed è condizionato dalla sua morte. L'uomo singolo e libero, che si impegna e rischia in prima persona, con la sua mente e il suo inconscio, quell'uomo che vive la propria esistenza diventa il centro della speculazione filosofica

Fenomenologia
La fenomenologia intese dare alla filosofia il carattere rigoroso di scienza, studiando i fenomeni. Il metodo utilizzato dalla fenomenologia intende cogliere l'esperienza come rapporto fra la coscienza e le cose. I fenomeni si offrono spontaneamente alla coscienza del soggetto. L'atto intuitivo che sta alla base dell'esperienza conoscitiva raggiunge una visione eidetica, coglie cioè l'essenza delle cose.
La fenomenologia vuole intuire e descrivere l'oggetto generale, la “forma in sè”, le essenze che sono le strutture costanti dell'esperienza, l'a priori, oggetto di ogni conoscenza scientifica. Si giungerà a porre la coscienza di fronte al mondo, evidenziando e descrivendo, gli elementi essenziali, ideali, costanti del fenomeno. Husserl sottolineò il fatto che la coscienza non è né un aggregato di elementi, ma è sempre un'attività intenzionale. E una funzione intenzionale, cioè, rivolta e indirizzata sempre a qualcosa. La coscienza intenzionale si pone in un rapporto intrinseco, in una correlazione con il fenomeno che le si manifesta.
La critica della Tecnica
La tecnica non è uno strumento neutrale che l'uomo può usare a piacere: è risultato del processo secondo cui l'uomo si è allontanato dall'Essere e si è attacato agli enti, rendendo la realtà oggetto da dominare. In questa critica alla civiltà, Heidegger si avvicinò a Nietzsche, che infatti negò tutti i valori, ma auspicò un “rovesciamento dei valori”. Secono Heidegger, il rovesciamento della posizione metafisica rimane ancora un posizione metafisica: bisogna quindi eliminare totalmente la distinzione tra essenza ed esistenza.
In quadro nichilistico, uno spiraglio di luce, puo venire solo dalla poesia. L'arte non è un incontro intemporale o sovratemporale conm un averità in sé, l'opera d'arte è “il porsi in opera della verità”. La storicità è nell'opera d'arte che la verità si storicizza in un processo di interpretazione dell'umo. Ermeneutica è qualcosa in cui la realtà può essere solo comporsa e interpretata; l'Essere ha senso solo in quanto si manifesta nell'esistenza, quindi il discorso sull'essere si rivela e manifesta con il linguaggio

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