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Locke

Egli scrisse due trattati sul governo civile ma il più importante è certamente il secondo, ossia teorie del pensiero libro, nel quale affronta temi di grande importanza come lo stato di natura, i diritti dell’uomo, le origini dello stato.

Anche Locke per lo stato parte dallo stato di natura ma contrariamente da Hobbes, egli dice che gli uomini sono individui illuminati dalla ragione e possiedono una legge morale proveniente direttamente da Dio, Locke però riconosce che la legge naturale non è sempre rispettata, perciò bisogna stipulare un contratto tra gli individui (anch’esso costituiscono da un patto di unione, perché le persone si riuniscono in una società e da un patto di sottomissione, poiché si sottomettono ad una autorità).
Per Locke i diritti fondamentali dell’uomo sono: Diritto alla vita, alla libertà e alla proprietà privata. Per quanto riguarda quest’ultimo, l’uomo deve godere dei suoi beni, che sono frutto dell’azione umana. Però vanno posti dei freni infatti non bisogna appropriarsi di beni in modo smisurato, anche perché non verrebbero utilizzati poiché vengono così privati gli altri cittadini del diritto naturale alla proprietà. Ciò non si può dire invece per le monete.

Mentre il pericolo più temuto da Hobbes era l’anarchia, per Locke è l’assolutismo per questo motivo egli riconosce anche il diritto di rivoluzione inteso come resistenza a un potere illegittimo. Infatti la società politica da lui teorizzata si basa su un potere limitato dal legislatore e dalla divisione dei poteri all’interno dello stato.

Tolleranza religiosa

Locke fa una grande differenza tra autorità religiosa e autorità civile, in quanto la seconda non può fare nulla in materia di fede ma devo solo far rispettare le leggi, la prima invece non deve sconfinare in campo politico poiché devono rispondere ai bisogni spirituali degli uomini. La chiesa infatti deve essere libera e involontaria perché il loro fine è la salvezza dell’anima. Se non si obbedisce alle regole vi è la scomunica che comunque non può privare della proprietà privata. Il re deve però garantire la libertà di culto.

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