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Locke, John - pensiero politico

Approfondimento sul pensiero politico di Locke

E io lo dico a Skuola.net
Il pensiero politico di Locke
John Locke, così come Hobbes teorizzò l'assolutismo, fu quello che teorizzò le innovazioni introdotte con la gloriosa rivoluzione, che sancì alla fine l'inizio del principio inglese "Il re regna ma non governa" . Locke riteneva che lo stato nascesse da un pactum societatis dettato non dallo stato di guerra ma dalla protezione della proprietà privata. Inizialmente gli uomini vivevano in branco, poi per sopravvivere gli uomini capiscono l'importanza dell'individualità: dalla titolarità di se stessi e del proprio lavoro nacque la proprietà privata. Essa era inizialmente limitata e quindi non c'erano disuguaglianze, che si vennero poi a creare con l'introduzione del denaro. Pertanto i proprietari fecero un patto, valutando i vantaggi e gli svantaggi di uno stato, rinunciando alla propria libertà assoluta, ceduta allo stato, ma conservando lo ius resistentiae, cioè la possibilità del cittadino di resistere al potere del capo di tale stato, sovrano, e di mantenere i propri diritti fondamentali. In cambio lo stato deve mantenere la pace, la felicità e permettere la fruizione delle proprietà private, che doveva anche difendere. Inoltre si doveva impegnare a far applicare il diritto naturale, esistente appunto in natura, ma che nello stato di natura non trovava applicazione perché non c'erano poteri forti come quelli statali in grado di farlo rispettare. Hobbes, al contrario, riteneva che non esisteva un diritto naturale, il sovrano era colui che, per un accordo fra cittadini, deteneva il diritto di tutto su tutti. Al momento in cui non eseguiva più questo incarico poteva essergli revocata la fiducia, frutto dell'accordo fra i cittadini, e poteva essere accordata a qualcun altro. Questa concezione andava completamente contro l'assolutismo che si stava sviluppando contemporaneamente in Europa, negandone il concetto fondamentale: "legibus solutus", ovvero il re sciolto dalle legge, che invece in Inghilterra era tenuto a rispettare. Infatti il re che la infrangeva poteva essere messo sotto processo (impchement), procedura ancora oggi applicata nei paesi anglosassoni.
Inoltre Locke fu il primo a teorizzare l'indipendenza dei tre poteri: esecutivo, giudiziario e legislativo. Questo ci fa vedere la modernità del personaggio, che anticipò un concetto che è alla base di tutte le democrazie liberali occidentali. Affermò anche l'esigenza di una tolleranza religiosa, che però egli stesso non riservava agli atei, ritenuti destabilizzanti per lo stato, e ai cattolici, che egli chiama "papisti", perché più fedeli alla chiesa di Roma che allo stato.
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