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L'ideale educativo di John Locke, che campeggia nei suoi 'Pensieri sull'educazione', è rappresentato dalla figura del gentleman, esponente della nuova aristocrazia inglese inserita attivamente nella vita economica del tempo. Il gentleman deve essere formato alla civiltà, alla saggezza e alla cultura, alla virtù e a tutte le competenze utili ai suoi affari e alla vita sociale. La sua educazione viene quindi demandata a un precettore, che si affida alla conoscenza psicologica dell'educando e stabilisce con lui un rapporto di fiducia, fondato sull'autorità temperata del dialogo e della comprensione.
Il percorso educativo si basa sull'esperienza ed è finalizzato all'instaurazione di "buone abitudini razionali", attraverso le quali viene promossa l'interiorizzazione delle norme, per raggiungere l'autocontrollo e l'autonomia della condotta.
Il gioco, momento di libera espressione della personalità, rappresenta un'occasione educativa al pari del lavoro; gioco e lavoro si abbinano, nell'educazione del gentleman, anche all'educazione fisica, secondo il motto 'mens sana in corpore sano', e ai viaggi.

Alla formazione del carattere contribuiscono l'educazione morale e quella religiosa. Locke insiste sull'educazione all'autocontrollo, che si può ottenere solo se l'educatore è molto rigoroso e selettivo nel soddisfare i bisogni reali del fanciullo e nel non assecondare quelli immaginari.
I contenuti culturali da trasmettere vengono selezionati in relazione alla loro utilità per la vita del futuro gentleman. Ciò comporta una forte riduzione delle discipline del curricolo umanistico, in favore di saperi come la geografia, la matematica,il diritto civile e pubblico.

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