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La conoscenza

Locke afferma che conoscere non significa semplicemente avere idee –le idee, infatti, sono patrimonio di tutti e, considerate isolatamente, non sono né vere né false- ma vuol dire percepire con la mente il rapporto, cioè l’accordo o il disaccordo fra le stesse idee. In altre parole, una nuova rappresentazione è vera quando è coerente con le precedenti rappresentazioni e si inserisce ordinatamente nel complesso delle idee che l’intelletto già possiede; se, invece, tale connessione non è possibile, allora essa è falsa e non sia ha la conoscenza ma soltanto un’opinione, una congettura.
Tale rapporto tra le idee può essere percepito con immediatezza e con evidenza, ed allora si ha l’intuizione (ad esempio: il bianco non è nero; il tutto è maggiore della parte); oppure mediante altre idee intermediare, ed allora si ha la dimostrazione (ad esempio: la somma degli angoli interni di un triangolo corrisponde a due retti). La dimostrazione è possibile per la matematica e per lamorale perché queste scienze sono state costruite dall’uomo e perciò esiste corrispondenza tra i simboli matematici (numeri e figure) e le rappresentazioni mentali di questi simboli, come fra le azioni buone e cattive e l’idea del bene e del male.

Infatti l’uomo ha escogitato i numeri per determinare la quantità ed ha tracciato figure particolari assegnando loro nomi specifici; ugualmente ha considerato buona o cattiva un’azione atta a produrre danno o vantaggio alla società.

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