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LEONARDO DA VINCI

L’opera di Leonardo costituisce il simbolo e l’espressione più alta del sogno umanistico-rinascimentale di realizzare l’universalità e l’unità del sapere: pittore e matematico, studioso di anatomia e progettista di macchine complesse, egli ha stabilito un nuovo e profondo legame tra scienza e arte, tra scienza e applicazioni pratiche. L’attività di Leonardo in campi così diversi trova un fondamento comune nell’unità del metodo da lui adottato, basato sul duplice riferimento all’esperienza e alla ragione. In nome di queste, Leonardo critica il mondo “libresco” degli Umanisti. Egli rimprovera alla cultura erudita di allontanare l’uomo dalla natura, impedendogli di conoscerla; ironicamente afferma di non essere bravo come i suoi critici a collegare le proprie tesi scientifiche ad un “autorità”, ad un “maestro”, ma ritiene che “chi disputa allegando l’autorità, non adopera l’ingegno ma la memoria”. La ragione e l’esperienza operano insieme. Tutto ciò che è nella mente e che non è passato attraverso i sensi, che non è prodotto o verificato dall’esperienza, è conoscenza vana. Inoltre, l’osservazione dei fatti concreti va strettamente legata alla misura, al calcolo matematico e alla costruzione di macchine. Fondamentale è anche l’esercizio della pittura, nella quale l’arte si sposa alla scienza e alla tecnica. Il pittore osserva, indaga, riflette, riproduce. Analizza “anatomicamente” ogni realtà per coglierne la struttura profonda, ne studia le proporzioni e la forma, dispone di un campo prospettico. La pittura è una scienza “figlia legittima della natura” e il pittore è anche anatomista, fisico, matematico, geometra, artigiano.
- Leonardo tende a spogliare la natura dei connotati metafisico-religiosi attribuiti dal platonismo rinascimentale, e a ricondurla alla sua struttura matematica essenziale. Leonardo anticipa, così, la scienza moderna. La matematica non è solo una tecnica di calcolo, ma anche una garanzia di certezza, il mezzo con cui cogliamo un principio d’ordine nella realtà e riusciamo a districarci nella massa confusa di fatti e processi che apparirebbero miracolosi. Il rigore della matematica porta a cogliere l’ordine, cioè la necessità degli eventi e dei processi naturali: come Leonardo stesso afferma con una metafora: “ la necessità è maestra e tutrice della natura; la necessità è tema e inventrice della natura, freno e regola eterna”. L’indagine scientifica supportata dalla misurazione e dal calcolo matematico, permette di scoprire le “ragioni matematiche” della realtà e i suoi princìpi di svolgimento: quando questo è avvenuto, l’esperienza stessa diventa superflua, poiché nessun effetto è in natura senza ragione.

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