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Verità di ragione e verità di fatto

Le verità di ragione sono necessarie (il triangolo ha tre lati) ma non riguardano la realtà. Esse sono identiche (il predicato non dice nulla di nuovo rispetto al soggetto) e risultano fondate sui principi di identità (ogni cosa è ciò che è) e di non-contraddizione (una proposizione è vera o falsa). Tutte le verità fondate su questi principi sono necessarie e infallibili; riguardano il mondo della logica e non della realtà. Esse non possono dunque derivare dall’esperienza e, pertanto, sono innate.

Le verità di fatto invece sono continenti e concernono la realtà effettiva. Non sono identiche (il predicato dice qualcosa di nuovo rispetto al soggetto), non si basano sui principi di identità e di non-contraddizione (il contrario è possibile). Sono fondate invece sul principio di ragion sufficiente. In base a questo principio nulla si verifica senza una ragion sufficiente, cioè senza che sia possibile. = Sono contingenti; riguardano la realtà effettiva.

La ragion sufficiente ultima dell’universo è Dio, il quale crea il migliore dei mondi possibili.
Il principio di ragion sufficiente, secondo Leibniz, implica la causa finale. (si stacca da Cartesio e da Spinoza per riallacciarsi alla metafisica scolastica) Se Dio ha creato questo mondo, perché è il migliore, egli ha agito in vista di un fine; e questo fine è la vera causa della sua scelta.

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