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La logica hegeliana: logica dell'essere e dell'essenza

La logica si divide in logica: dell'essere, dell'essenza e del concetto.
Logica dell'essere: L’essere è il concetto più astratto, più vuoto, è totalmente indeterminato e coincide col nulla. Tale concetto essere = nulla è il divenire. Hegel una volta collocato questa sorta di triade richiama l’essere determinato, l’opposto. L’opposto dell’essere e il nulla è l’essere determinato, definito in funzione della qualità (si coglie un quale) e dalla quantità, la negazione della qualità, infatti, il quanto prescinde dal quale, poi infine la misura che è sintesi, toglie e mantiene i momenti precedenti, si pone come l’unità qualitativa e quantitativa. L’essere è stato qualitativamente determinato, poi per opposizione considera la quantità per la quale è indifferente la qualità. Poi sintesi, la misura che esprime la qualità e la quantità (storicamente in filosofia c’è stata la determinazione delle qualità, poi delle quantità). Dall’essere si passa all’essenza, quando l’essere riflettendosi su se stesso, scorge le proprie relazioni.

Logica dell'essenza: Si procede a scavare in profondità, si intendono trovare le radici dell’essere, che si ripiega, approfondendo su se medesimo. Questa logica vuol vedere cosa c’è sotto la superficie e andare a fondo. (riflette su se, si scopre identico e diverso e scopre la propria ragione sufficiente. Ogni cosa ha una causa sufficiente a spiegare l’essenza come ragione dell’esistenza, fenomeno e realtà in atto. Riconoscendosi identica a se stessa e diversa dalle altre essenze riconosce propria ragion d’essere, esiste. La manifestazione di questo è l’apparenza, cioè diventa fenomeno per poi si attualizzarsi e diventare realtà in atto. Le tre relazioni che lo caratterizzano sono la SOSTANZIALITA’ (si riconosce), CASUALITA’ ( si mette in relazione con le altre) RECIRPOCA (si confronta)

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