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La dialettica hegeliana

Il processo dialettico è inteso da Hegel in termini triadici (tesi, antitesi, sintesi). La sintesi diviene automaticamente per lui un ulteriore processo triadico e così via. Pertanto non si può parlare di ciclicità, poiché la sintesi divenendo una successiva tappa diventa tesi. Dal punto di vista grafico, quindi, si potrebbe pensare ad una spirale e non ad una circolarità insoddisfacente. Hegel afferma che ogni realtà finita, determinata è essa stessa divenire e deve essere letta come processo che prevede fasi. In tal proposito propone degli esempi illuminanti, tra cui quello della pianta:
Nessuna di queste fasi è la pianta, la quale risulta più all’intero processo in cui una fase nega la precedente e a sua volta viene negata dalla successiva. Questo procedimento caratterizza anche l’Assoluto universalmente inteso che è strutturato in 3 momenti:

1.Assoluto in sé
2 Fuori di sé
3.In sé e per sé
L’Assoluto in sé poi si “aliena” negando se stesso, divenendo natura e infine ritrova pienamente se stesso negando la negazione e riconoscendosi come spirito del tutto, senso del tutto. Infatti, parla dell’Assoluto come “Circolo dei circoli” che consente di procedere dalla visione a spirale a quella ultima che sembra chiudere il ciclo.

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