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Filosofo Danese, nasce a Copenaghen nel 1813 e muore nel 1855. Nasce da una famiglia ricca e famosa nel commercio della lana. Pensatore e altrettanto pessimista ma non ai livelli di Schopenhauer. Durante l'infanzia Søren Kierkegaard ebbe con i propri genitori e soprattutto con il padre, un rapporto oppressivo, una sorta di rigidismo. Questo rapporto con eccesso di rigidezza oppressiva incide molto su tutta la sua esistenza e formazione di personalità caratterizzata da un continuo senso di angoscia, inquietudine e insoddisfazione. Il padre era un ricco mercante e commerciante ma lui rifiuterà di seguire le orme del padre. Il padre era rimasto vedono e successivamente sposò la sua governante dalla quale ebbe 7 figli, l'ultimo fu Søren. Nella famiglia tra il 1819 e 34 si caleranno enormi sventure, morirono 5 fratelli e la stessa madre, questa tragedia familiare contribuì ad aumentare un senso cupo di pessimismo, ma il tutto anche nella religiosità del padre. Pessimismo religioso perché il padre fu il primo a convincersi che tutti quei lutti che si erano verificati nella famiglia erano da lui interpretati come una punizione di Dio, Dio ha punito quest'uomo e la famiglia perché egli stesso aveva posto al primo piano il raggiungimento della ricchezza. Il padre quindi si rimproverava il fatto che da semplice pastore di pecore era riuscito a fare fortuna con il commercio della lana e quindi si è meritato la sfortuna negli affetti rappresentando la dimensione che deve essere basilare in quella affettiva. Questa convinzione del padre si trasmise nel figlio e anche Søren quindi si era convinto di questo fatto, di conseguenza nel suo pensiero filosofico, la ricchezza, la fortuna e il potere non sono mai prioritarie e non lo devono essere nella vita dell'uomo. Quindi cosa è prioritario? È la fede di Dio che ha la priorità sulle altre cose.

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