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Kierkegaard

È un filosofo danese, nacque nel 1813 in Danimarca a Copenaghen ed è vissuto sempre sostanzialmente lì, qui muore nel 1855. È considerato il padre dell'esistenzialismo, l'esistenzialismo è quella corrente filosofica del 900 che riflette sui caratteri specifici dell'esistenza umana, parte dall'assurdo che l'uomo sia un essere la cui esistenza ha delle caratteriste di unicità che devono essere illustrate dalla filosofia. La filosofia esistenzialista ha trovato nelle teorie di K. un antefatto, ha visto nelle teorie di K. questa riflessione sul l'esistenza umana che poi sarà tipica di una corrente importante della filosofia del 900. È considerato uno dei precursori dell'esistenzialismo, cioè della filosofia che riflette sui caratteri propri dell'esistenza umana.
L'opera più importante di K. è Aut aut (O O), allude al fatto che l'uomo durante la sua intera vita si trova sempre di fronte a delle alternative che sono degli aut aut, cioè che si escludono l'una con l'altra, l'uomo deve scegliere tra di esse in modo esclusivo. In latino ci sono due possibili traduzione della O italiana: il VEL che è la O inclusiva e l'AUT che è la O esclusiva.

Di AUT AUT fa parte Diari di un seduttore, in cui riflette sulla seduzione.
Un'altra opera è Il concetto di angoscia.
Sono tutte opere degli anni 40 dell'800.
Uno dei concetti basilari della filosofia di K. è che l'esistenza umana è caratterizzata da un insieme di possibilità, cioè la categoria in cui inquadrare l'esistenza dell'uomo è quella della possibilità e non quella della necessità. Secondo K. l'esistenza umana è sempre solo possibile, l'uomo può scegliere una cosa oppure un'altra, non può mai ridursi a necessità, l'esistenza umana non è necessità. In questo ci troviamo di fronte ad un'altra filosofia che è l'opposto di quella di Hegel: per Hegel lo spirito, la civiltà e quindi l'uomo è necessità perché lo spirito, la civiltà, uomo, sono manifestazioni di una ragione necessaria. Nella filosofia di Hegel la categoria fondamentale è quella della necessità, ogni uomo è manifestazione del suo tempo ed è una manifestazione necessaria e la storia è un insieme di eventi necessari.
Secondo K. Invece, questa prospettiva è del tutto erronea, la sua prospettiva è quella invece dell'individuo ed esso è caratterizzato da una serie di possibilità, per l'individuo tutto è possibile e non c'è nulla di necessario. Hegel guarda l'uomo dal punto di vista della storia, della civiltà, di uno spirito infinito che è ragione necassaria, K. Guarda l'uomo dal punto di vista del singolo individuo per il quale la vita è un insieme di possibilità. Tra queste possibilità l'individuo deve scegliere, Idea della scelta, la scelta è sempre soggettiva, l'uomo deve scegliere e questa scelta è qualcosa la cui responsabilità cade integralmente sull'uomo che sceglie il quale non può trasformare la sua scelta in qualcosa di oggettivo.
Se una scelta fosse oggettiva, sarebbe fatta appellandosi ad un criterio di scelta. Come si fa a scegliere un criterio di scelta? Lo si sceglie da sè, quindi è sempre tua responsabilità. Si andrebbe avanti così all'infinito e prima o poi ci si troverebbe di fronte alla responsabilità umana.
Mi trovo di fronte a due possibilità: scelgo seguendo un certo criterio di scelta, ma esso stesso è stato scelto da me, così all'infinito, quindi esisterà un primo momento in cui ho deciso che quella era la scelta. Quindi alla fine vuol dire che le scelte sono responsabilità dell'uomo che le ha scelte.
Le scelte sono sempre totale responsabilità dell'uomo e sono soggettive, impegnative (impegnano l'individuo).

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