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Domande Kierkegaard sulle nozioni

• Qual è l’unico antidoto possibile alla disperazione?

L’unico antidoto alla disperazione, per Kierkegaard, è la fede, la fede in Dio, in quanto in Lui tutto è possibile. Essa è l’atteggiamento di colui che cerca se stesso senza illudersi della propria autosufficienza, bensì riconoscendo la speranza nell’onnipotenza di Dio, e di conseguenza va oltre la ragione. Nessuna forma del pensiero religioso è riconducibile alla categoria dell’Intelletto: la fede è perciò paradosso, perché chiede di accettare ciò che la ragione non può dimostrare, ed è scandalo, in quanto chiede di superare la legge della natura.


• Cosa si intende per disperazione?

La disperazione ha origine secondo Kierkegaard nel rapporto del singolo con se stesso e, contrariamente all’angoscia che è determinata dalla coscienza della possibilità, questa sembra nascere dal senso dell’impossibilità.

L’essere, guardando il proprio io, si scopre nullità e può scegliere di volere o non volere se stesso: nel primo caso, l’individuo che sceglie di realizzarsi fino in fondo si trova necessariamente a confronto con la propria limitatezza; nel secondo, invece, l’individuo rifiuta se stesso e si imbatte in una impossibilità ancora più grande.
In entrambi i casi il singolo sarà afflitto dalla malattia mortale, dopo aver affrontato il proprio fallimento.

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