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Immanuel Kant

Biografia
Immanuel Kant è senza dubbio uno dei filosofi più completi si dice che : in lui confluiscono tutte le filosofie del passato e da lui si dipartono quelle future , su di lui sappiamo che nasce nella periferia di Konigsberg nel 1734 .Egli visse tra due importantissimi periodi storici , L'illuminismo e il Romanticismo , avverte dunque e i turbamenti del suo periodo storico e anche per questo decide di avvicinarsi alla vita politica e il suo ideale politico quale egli lo delineò nello scritto per la pace perpetua .Un progetto filosofico , era quello di una costituzione repubblicana.

La sua attività letteraria può essere divisa in tre periodi:
• Il primo periodo va fino al 1760 dove prevale l'interesse per le scienze naturali .
• Il secondo periodo fino al 1781 anno in cui viene pubblicata la critica alla ragion pura , qui prevale l'interesse filosofico .
• Il terzo periodo che va dal 1781 fino alla sua morte , si delinea la filosofia trascendente.

Gli scritti del primo e del secondo periodo sono raggruppati come scritti del periodo Precritico

Primo Periodo
Gli scritti del primo periodo rispondono agli interessi naturalistici ,la sua opera più importante in questo periodo è Storia universale e teoria dei cieli , dove descrive la formazione dell'intero sistema cosmico a partire da una nebulosa primitiva, ciò corrisponde all'antica teoria del big bang , questa anticipazione prende il nome di Kant la place . Un altra opera che appartiene al periodo è alcune considerazioni sull'ottimismo , parla del poema sul disastro di Lisbona e affronta ciò con un ottimismo radicale, immagina il mondo nella sua assoluta totalità e Kant afferma che dio non avrebbe potuto scegliere un mondo migliore .

Secondo Periodo
Nel secondo periodo vediamo emergere l'interesse filosofico e inoltre delinea i temi e i motivi che confluiranno nel Criticismo . Nei suoi scritti Kant ci fa capire che egli è un sostenitore dell'applicabilità del metodo matematico alla filosofia ma vede anche le differenze che intercorrono tra l'una e l'altra disciplina . Grazie ai vari critti presenti in questo periodo possiamo vedere che egli si avvicina al allo spirito della ricerca e all'empirismo dei filosofi Inglesi documento di ciò è lo scritto sogni di un visionario chiariti con i sogni della metafisica in questa opera sono già presenti i capisaldi dell'indirizzo critico . Kant sostiene che la metafisica sia la scienza dei limiti delle ragione umana .Al secondo periodo appartiene anche la dissertazione del 1770 anno in cui Kant fu nominato professore di logica e metafisica nell'università di Konigsberg , nella dissertazione Kant getta le basi per la critica alla ragion pura , in questa opera si occupa dei problemi dello spazio e del tempo e osserva come lo spazio è il tempo siano soggettivi e non oggettivi inoltre si concentra anche sulla conoscenza sensibile e razionale.

Terzo periodo
Il terzo periodo è quello della filosofia trascendente ovvero le proprietà che tutte le cose hanno in comune egli elabora una distinzione tra fenomeno e noumeno il fenomeno è l'apparenza di un oggetto ovvero come ci appare a noi , invece il noumeno è l'oggetto in sé, dunque quello che noi vediamo è il fenomeno invece quello che non vediamo è il noumeno. il pensiero di Kant è definito criticismo , la parola critica deriva dal greco Crino significa criticare sottoporre al giudizio , con la parola critica Kant si allontana dai Dogma del passato e vuole cercare di scoprire quali sono i limiti le possibilità e la validità della ragione umana. Kant si propone di portare davanti al tribunale della ragione la ragione stessa per chiarire in modo esauriente strutture e possibilità.

Critica della Ragion Pura
Quest'opera è un opera che va a criticare i fondamenti del sapere. Al tempo di Kant i pilastri del sapere erano due : La scienza vista come un sapere in continuo progresso e la metafisica, in declino, poichè questa non riusciva a trovare un cammino sicuro e fondato. Nella prima metà del 700 Hume aveva sostenuto che non era possibile stabilire se un genio maligno non ci stesse ingannando, mettendo in crisi la stessa scienza. Kant si rende conto che è necessario effettuare un esame globale della struttura e della validità della conoscenza . Nasce dunque la critica della ragion pura . Il suo primo passo era quello di delineare i Giudizi sintetici A Priori. Kant dice che la scienza si basa sull'esperienza , però è anche vero che questa si basa su dei pilastri certi, su principi immutabili ovvero i giudizi sintetici a priori

Giudizi : perché consistono nell'aggiungere un predicato al soggetto.
Sintetici :perché il predicato dice qualcosa di nuovo .
A priori : Perché essendo universali e necessari non possono derivare dall'esperienza .
Kant arriva a questi giudizi sintetici a Priori partendo dalla critica fatta ai razionalisti e agli empiristi.

Razionalisti Essi formulano giudizi Analitici A priori
Cartesio ,Leibnitz
Analitici perché analizzano, A priori poiché prima dell'esperienza . i Giudizi analitici non accrescono il sapere. I razionalisti, infatti, non si basano sull'esperienza bensì sulla ragione. Tuttavia questi giudizi sono necessari e universali . Esempio di Cartesio( Cogito ergo sum, il fatto che penso non accresce la conoscenza ma senza dubbio questo è un dato universale).

Empiristi Essi formulano giudizi sintetici A posteriori
Locke Hume
Sintetici poiché la conoscenza è limitata quindi basata sui sensi, a posteriori poiché dopo l'esperienza . I giudizi sintetici accrescono il sapere ma sono particolari e contingenti tali giudizi basandosi sull'esperienza, raccolgono dati e questa è una cosa positiva .Ma per Kant gli empiristi hanno il limite di formulare leggi particolari e contingenti , e quindi non universali .

Kant Formula Giudizi Sintetici A priori
Kant unisce il positivi degli empiristi e dei Razionalisti . Da ciò si arriva ai Giudizi sintetici a priori. Tali giudizi accrescono il sapere e sono universali e necessari. Essi servono a rifondare la filosofia e a risolvere il problema posto da Hume, che metteva in dubbio anche la scienza.

Rivoluzione Copernicana
Per Kant la conoscenza è sintesi di materia e forma, dove per materia si intende l'insieme dei dati percepiti dai sensi e per forma la mente, che elabora i dati raccolti attraverso questi . Kant operò in filosofia "la rivoluzione copernicana" . Cosi come Copernico egli per spiegare i moti celesti , i rapporti tra terra e sole, sposta l'asse dell'interesse gnoseologico soggetto all'oggetto. Prima dell'avvento di Kant era la mente dell'uomo ad adeguarsi al mondo esterno con Kant è invece l'oggetto che deve aggirarsi intorno al soggetto , non è quindi più la mente che si modella passivamente alla realtà.
Fenomeno e cosa in sé
La nuova ipotesi gnoseologica comporta la distinzione kantiana tra fenomeno e cosa in sé il fenomeno , è la realtà che ci appare ciò che noi possiamo vedere. Esso dunque non è un apparenza illusoria poiché è un oggetto reale però è reale soltanto nel rapporto con il soggetto conoscente ed è oggettivo . La cosa in sé è la realtà considerata indipendentemente da noi e dalle forme mediante le quali la conosciamo in altre parole quella comunemente chiamata sostanza.
La critica della ragion pura si bifolca in due tronconi principali che sono : la dottrina degli elementi e la dottrina del metodo . La dottrina degli elementi si propone di mettere in luce le forme A priori della conoscenza , mentre la dottrina del metodo si propone di chiarire l'uso degli elementi a priori della conoscenza, e vuole dunque determinare il metodo della conoscenza .
La dottrina degli elementi
Si divide in :

Estetica Trascendentale

Riguarda la sensibilità e studia le forme a priori della sensibilità che sono Spazio e tempo.

Logica trascendentale


Analitica trascendentale Dialettica trascendentale

Riguarda l'intelletto e studia Riguarda la ragione e studia
Le forme a priori le idee di : Anima mondo e
Dell'intelletto che sono: Dio
Le Categorie

Per trascendentale Kant intende ogni conoscenza che non parte ne dal soggetto ne dal oggetto ma dal loro venire in rapporto . Per Estetica si intende intuizione e la parola veniva dal greco Estenoma.

L'estetica trascendentale
si occupa delle funzioni a priori che operano nella nostra conoscenza . Quindi in Kant in trascendente non esprime una proprietà Ontologica della realtà in se , ma solo una condizione gnoseologica che rende possibile la conoscenza della realtà fenomenica. Inoltre egli studia la sensibilità e le sue forme a priori ( Spazio e Tempo) . Per Kant la sensibilità è recettiva in quanto non genera i propri contenuti ma li coglie. Tuttavia per Kant la sensibilità non è soltanto recettiva ma è attiva in quanto organizza il materiale delle sensazioni tramite lo spazio e il tempo dunque, Spazio e tempo costituiscono le forme a priori della sensibilità. Lo spazio è la forma del senso esterno del disporsi delle cose l'una accanto a l'altra. Il tempo è la forma del senso interno del disporsi delle cose l'una dopo l'altra. Ma l'aspetto più innovativo è che lo spazio anziché essere dedotto dall'esperienza rende possibile l'esperienza è ciò che rende possibile il rapporto tra il soggetto e l'oggetto. Quindi in Kant prima l'esperienza grazie all'Io conoscente ed infine l'oggetto conosciuto. Per Kant lo Spazio e il Tempo sono come un paio di occhiali da solo che l'uomo porta fin dalla nascita e attraverso essi l'uomo deve tutta la realtà del colore degli occhiali , ma di che colore è effettivamente la realtà l'uomo non lo scoprirà mai, quello che noi vediamo è " questo è ora". Kant afferma che spazio e tempo non sono contenitori in qui si trovano gli oggetti , ma quadri mentali a priori entro cui connettiamo i dati fenomenici.
Nell'estetica trascendentale in fine è quello di dimostrare che la matematica e la geometria sono delle scienze . Per Kant la geometria è la scienza che sinteticamente dimostra a priori le proprietà delle figure mediante l'intuizione pura di spazio, senza ricorrere all'esperienza del mondo esterno ,Analogicamente l’ aritmetica è la scienza che determina sinteticamente a priori la proprietà delle serie numeriche basandosi sull'intuizione pure di tempo.
Analitica Trascendentale
L'analitica trascendentale è una parte della logica trascendentale . La logica tradizionale ( ovvero quella di Aristotele), è una logica formale in quanto è la scienza dell'intelletto in generale poiché studia i principi e le leggi dell'intelletto. La logica di Kant è una logica trascendentale cioè si occupa degli oggetti della conoscenza A priori , in quanto possono essere pensati a priori medianti i concetti puri o categorie .Infatti per Kant Grazie alla sensibilità gli oggetti ci sono dati , ma non ancora pensati ,pensarli è compito dell'intelletto . Sensibilità ed intelletto hanno uguale importanza nel processo conoscitivo per Kant. Infatti senza sensibilità nessun oggetto ci sarebbe dato e senza intelletto nessun oggetto pensato. L'intelletto opera mediante concetti a priori questi sono le categorie : Kant ordina le categorie in 4 gruppi : Quantità, qualità , relazione e modalità.

Deduzione Trascendentale
Kant afferma che noi possiamo essere sicuri della sensazione, dello spazio e del tempo, per quanto riguarda le categorie invece occorre giustificare la validità del loro uso .Questa Giustificazione viene definita Deduzione Trascendentale . Secondo Kant a giustificare e a legittimare le categorie è L'IO. Per Kant l'io penso è la suprema unità fondatrice della conoscenza è ciò che rende possibile l'oggettività del sapere.
L'io penso
• è il principio di ogni sintesi conoscitiva
• accompagna tutte le nostre rappresentazioni
• è unita della conoscenza
• fonda la validità oggettiva delle rappresentazioni
• è Appercezione pura cioè autocoscienza o unità del pensare in generale
• ed è al centro del processo conoscitivo ed è il legislatore della natura e per natura Kant intende l'insieme di tutti gli oggetti dell'esperienza
Dunque l'uomo è legislatore perché da alla natura le leggi universali da cui è determinata , ma la natura è il mondo per noi, il mondo cosi come appare a noi La Realtà fenomenica.

Lo schema trascendentale
Lo schema trascendentale è la rappresentazione intuitivo-temporale di un concetto . Lo schematismo trascendentale non è altro che le categorie in rapporto al tempo, indaga come i concetti si possono applicare hai fenomeni. Secondo Kant l’intelletto attraverso l’ immaginazione produttiva (che è la capacità di rappresentare un oggetto, anche senza la sua presenza nell’ intuizione) determina la rete del tempo secondo degli schemi che corrispondono ognuno a delle categorie. Per esempio: quando io vi dico di pensare ad un cane voi pensate ad un cane in generale, con quattro zampe, un busto, un muso, questo è uno schema di cane, voi non pensate al cane particolare, ma ad un cane generico.
Dialettica trascendentale
Lo scopo della dialettica trascendentale è quello di tentare di dimostrare se la metafisica possa essere una scienza. Per quanto riguarda la matematica e la fisica il discorso è diverso perché quest'ultimi si basano su dati fenomenici. La metafisica che si occupa dell'ontologia , della cosmologia e della Teologia è una disciplina astratta e quindi su di essa non abbiamo dati fenomenici . La dialettica trascendentale tende dunque all'analisi e allo smascheramento dei ragionamenti fallaci della metafisica . Nonostante questa sia fondata su concetti astratti ed infondati la natura umana è spinta sempre verso una realtà sconosciuta verso dei concetti astratti e questo deriva dalla nostra innata tendenza all’ incondizionato ed alla totalità . I campi su cui opera la metafisica sono : Anima Mondo e Dio , secondo Kant l'errore della metafisica sta nel voler trasformare questi, in dati della realtà (scienza ) ,dimenticando che noi non abbiamo a che fare con la cosa il se ma con il fenomeno. Inoltre Kant ritiene che la metafisica si fondi su dei paralogismi . I paralogismi sono dei ragionamenti sbagliati e consistono nell'applicare le categorie di sostanza all'io penso trasformandolo in una realtà permanente che chiamiamo anima. L'io penso non è un concetto concreto ma astratto , quindi non è possibile applicare a esso nessuna categoria. Anche la cosmologia secondo Kant è destinata a fallire poiché l'idea di mondo va al di là di ogni esperienza , l'idea essendo qualcosa di astratto non può essere sperimentata. Kant parla anche di Antinomie ( affermazione e negazione di qualcosa allo stesso tempo) , quest'ultime sono quattro e smentiscono la possibilità della metafisica come scienza. Secondo Kant anche la Teologia che si occupa della questione di Dio risulta priva di valori conoscitivi . La tradizione ha elaborato 3 tipi di prove:
Ontologica : afferma che Dio essendo perfetto non può che non esistere, poiché l’esistenza è condizione di perfezione. Kant afferma però che non si può passare dal piano della possibilità logica a quella ontologica , cioè non si può dimostrare che quello che si pensa è condizione di esistenza, cosa diversa è pensiero ed essere, quindi smentisce la prova ontologica.
Cosmologia: Il mondo è perfetto è necessario, quindi che deve essere stato per forza creato da Dio che è perfetto e necessario. La prova cosmologica fa per Kant un uso illegittimo del principio di causa, perché partendo da un dato contingente( il mondo e perfetto e necessario) pretende di dimostrare il necessario ( che deve essere stato creato da Dio, perfetto e necessario).Anche la prova cosmologica pertanto per Kant può essere smentita .
Fisico-teologica: afferma che la natura è in continuo divenire e poiché tutto muove verso un fine, il fine ultimo non può che non essere Dio. Se c’è un orologio deve per forza esserci un orologiaio, sostengono i fautori della teoria fisico- teologica, ma ciò può essere facilmente smentito secondo kant, perchè anche questa dimostrazione dell'esistenza di Dio si basa su una serie di forzature logiche e assurde pretese ontologiche.
La critica della ragion pratica
Una delle frasi più celebri di Kant recita cose "Due cose riempiono di ammirazione l'animo dell'uomo :il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me". Kant descrive dunque un uomo a cavallo tra due mondi :da un lato un uomo visibile dall'altro l'io che rappresenta la coscienza. Kant opera una rivoluzione copernicana anche in campo etico .Tale rivoluzione consiste nell'aver posto al centro del mondo l'uomo e la sue ragione al fine di salvaguardarne la sua libertà .Il compito della critica della ragion pratica è quello di delineare le regole secondo cui un uomo deve agire, regole che è egli stesso a darsi. L'uomo non è più legislatore della natura, ma legislatore della morale. Kant distingue una ragion pura pratica, che opera indipendentemente dall'esperienza e dalla sensibilità, da una ragione empirica pratica, che opera sulla base dell'esperienza e della sensibilità. Il motivo che sta alla base della critica della ragion pratica è la convinzione da parte di Kant che esista nell'uomo una legge morale a priori valida per tutti e per sempre ,una legge capace di svincolarsi dalla sensibilità e di guidare in modo stabile la condotta dell'uomo. Tale tesi implica la libertà dell'agire e la validità universale e necessaria della legge.
La critica della ragion pratica si divide in :dottrina degli elementi, che tratta gli elementi della morale e si divide in analitica e dialettica ,e dottrina del metodo ,che mette in luce il metodo con il quale le leggi entrano all'interno dell'animo umano.
Nella dottrina degli elementi Kant divide i principi pratici che regolano la nostra volontà in massime ed imperative.
la massima: è una prescrizione di valore soggettivo
l'imperativo : è una prescrizione di valore oggettivo
A loro volta gli imperativi si dividono in categorici ed ipotetici
Gli imperativi ipotetici prescrivono i mezzi in virtù di un fine e si dividono in regole dell'abilità e consigli della prudenza.
Gli imperativi categorici ordinano il dovere in modo incondizionale e hanno i connotati della legge.


La critica del giudizio
In questa parte viene analizzato il sentimento, che poggia sulla facoltà di giudizio che a sua volta si posa in una posizione intermedia tra l'intelletto e la ragione pratica. Per giudizio si intende la capacità di pensare il particolare come contenuto dell'universale.
Esistono inoltre due tipi di giudizio quello riflettente e quello determinante.
Riflettente : Riflette sul fenomeno al fine di trovare un accordo con il soggetto
Determinante : va a determinare l'oggetto attraverso giudizi conosciutivi e scientifici illustrati nella critica della ragion pura come ( spazio tempo e categorie)
I giudizi riflettenti si dividono a loro volta in Estetico ( Bellezza ) e teologico ( Fine della Natura )
Entrambi sono dei giudizi sentimentali puri derivati a priori dalla nastro mente.
• il giudizio è estetico quando riguarda il rapporto di armonia che si istaura tra il soggetto e la rappresentazione dell'oggetto
• il giudizio è teologico quando invece riguarda un ordine finalistico interno alla natura.


La critica del giudizio si divide in Critica del giudizio estetico critica del giudizio teologico e a sua volta la critica del giudizio estetico si divide in analitica e dialettica.

Critica del giudizio estetico
Nella critica del giudizio estetica viene analizzato il bello , il termine estetico si riferisce infatti all'arte e alla bellezza , Kant da una definizione di bellezza secondo le 4 categorie ed i caratteri estetici di questo giudizio sono il disinteresse, e la pretesa di universalità . Nel giudizio estetico la bellezza è vista come qualcosa di universale e condivisa da tutti e Kant dice inoltre che il piacere estetico è dato dalla contemplazione della forma.

Rivoluzione copernicana nell'estetica.
legittima la volontà universale del giudizio estetico sostenendo che il giudizio di gusto si basa su quella facoltà di giudizio che accomuna ogni uomo. la struttura della mente umana accomuna tutti gli uomini , ciò spiega la presenza comune del gusto è l'universalità dell'estetica il bello è dunque qualcosa che nasce in in rapporto con la mente e la bellezza esiste saltando in virtù del soggetto che la conosce. Kant distingue il bello di natura dal bello artistico , la natura è bella quando ha l'apparenza dell'arte è l'arte è bella quando ha la spontaneità della natura . Il genio è colui che produce l'opera d'arte le sue caratteristiche sono :
• la creatività
• la capacità di produrre opere esemplari
• l'incapacità di mostrare scientificamente come sia riuscito a creare la sua opera d'arte .

Giudizio Teologico

Secondo Kant nella nostra mente c'è una tendenza a pensare finalisticamente cioè a ricercare nella natura le cause finali. Kant ritiene che il giudizio teologico è privo e privo di valore teoretico conoscitivo e dimostrativo . il suo punto di partenza è la finalità che non è un dato di fatto ma soltanto un nostro modo di percepire la realtà.

La Storia
A livello storico Kant nega la possibilità di poter scoprire un ordine armonico e progressivo , comunque sia la storia per Kant è comunque progresso ed inoltre la società dovrebbe auspicare al Cosmopolitismo.

Religione
L'uomo essendo un essere tollerante dovrebbe rispettare tutte le altre religioni . Kant mette alla base delle 3 critiche la libertà proprio perché l'uomo è libero e razionale dovrebbe indirizzarsi verso la pace che è il fondamento degli stati.

La critica della ragion pratica
Una delle frasi più celebri di Kant recita cose "Due cose riempiono di ammirazione l'animo dell'uomo :il cielo stellato sopra di me e la legge morale in me". Kant descrive dunque un uomo a cavallo tra due mondi :da un lato un uomo visibile dall'altro l'io che rappresenta la coscienza. Kant opera una rivoluzione copernicana anche in campo etico .Tale rivoluzione consiste nell'aver posto al centro del mondo l'uomo e la sue ragione al fine di salvaguardarne la sua libertà. Il compito della critica della ragion pratica è quello di delineare le regole secondo cui un uomo deve agire, regole che è egli stesso a darsi. L'uomo non è più legislatore della natura, ma legislatore della morale. Kant distingue una ragion pura pratica, che opera indipendentemente dall'esperienza e dalla sensibilità, da una ragione empirica pratica, che opera sulla base dell'esperienza e della sensibilità. Il motivo che sta alla base della critica della ragion pratica è la convinzione da parte di Kant che esista nell'uomo una legge morale a priori valida per tutti e per sempre, una legge capace di svincolarsi dalla sensibilità e di guidare in modo stabile la condotta dell'uomo. Tale tesi implica la libertà dell'agire e la validità universale e necessaria della legge.
La critica della ragion pratica si divide in :dottrina degli elementi, che tratta gli elementi della morale e si divide in analitica e dialettica ,e dottrina del metodo , che mette in luce il metodo con il quale le leggi entrano all'interno dell'animo umano.
Nella dottrina degli elementi Kant divide i principi pratici che regolano la nostra volontà in massime ed imperative.
la massima: è una prescrizione di valore soggettivo
l'imperativo : è una prescrizione di valore oggettivo
A loro volta gli imperativi si dividono in categorici ed ipotetici
Gli imperativi ipotetici prescrivono i mezzi in virtù di un fine e si dividono in regole dell'abilità e consigli della prudenza.
Gli imperativi categorici ordinano il dovere in modo incondizionale e hanno i connotati della legge.
Gli imperativi
Secondo Kant gli imperativi più importanti sono quelli categorici ,ovvero quelli validi per ogni uomo ,in ogni tempo e in ogni luogo. Precisamente i più importanti sono 3,ovvero quelli che rispondono al carattere di finalità, universalità e autonomia.
Il primo imperativo recita così
Agisci unicamente secondo quella massima, in virtù della quale ,tu vuoi volere che essa diventi nello stesso tempo una legge universale.
Questo primo imperativo risponde al carattere di universalità, perché ogni uomo deve sempre chiedersi se la massima secondo cui sta agendo potrebbe valere per tutti,in ogni tempo e luogo.
Il secondo imperativo recita così
Agisci in odo da considerare nello stesso tempo ,l'umanità nella tua persona e nella persona di ogni altro, sempre come fine e mai come mezzo.
Questo secondo imperativo risponde al carattere di finalità. Ogni uomo deve essere, infatti, considerato come fine e mai come mezzo, inoltre, alla base dell'azione morale deve sempre esservi il rispetto della dignità umana.
Il terzo imperativo recita così
Agisci in modo da considerare la volontà di ogni essere come una volontà legislatrice in senso universale.
Questo terzo imperativo risponde al carattere di autonomia. L'uomo deve infatti essere visto come principio e fine della legge morale.
La morale di Kant si distingue per la sua formalità ,essa infatti non ci dice cosa dobbiamo fare ma come dobbiamo fare Se, infatti, tale norma prescrivesse delle norme perderebbe di libertà e universalità. Da ciò il rigorismo kantiano ,che esclude dall'etica ogni sentimento ed emozione. Per Kant non è morale ciò che si fa ma l'intenzione con cui lo si fa. Kant auspica alla felicità dell'uomo ma dice che felicità e libertà non possono mai coincidere, l'unico modo per fare coincidere tali cose è postulare un mondo dell'aldilà, in cui appunto tale equazione possa coincidere.

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