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Kant, la teoria della conoscenza

Kant rappresenta il culmine dell’Illuminismo e pone i presupposti del Romanticismo e dell’Idealismo (che si rifà al Platonismo e al Neoplatonismo).
Costituisce, in contraddizione all’epoca, un sistema per risolvere i problemi del pensiero filosofico precedente e della degenerazione della metafisica (che non teneva più conto dell’ordine sensibile delle cose).
Nacque, visse e morì in Prussia, a Königsberg, durante l’invasione e la presa napoleonica della Germania. Figlio di genitori di origine scozzese, ricco, entrò in collegio e fu lì educato al Pretismo (Luteranesimo radicale, simile al puritanesimo calvinista, ma con ideologia e fondamenti differenti) dal direttore Shultz. Uscito, studiò filosofia, matematica e teologia all’Università di Königsberg, capoluogo della Russia orientale.

Qui tenne corsi liberi per 10 anni, poi divenne professore ordinario di logica e metafisica. -> Egli non volle insegnare cosa dicevano i filosofi, ma voleva tenere incontri e esporre stili di vita. Amava insegnare anche i valori e le scoperte della rivoluzione scientifica.
Il tutto evidenziava in Kant l’interesse verso il mondo naturale e l’importanza per l’essere umano del valore morale -> Questo venne messo anche in rilievo, sia nella Critica della ragione pratica che infine sulla sua stessa tomba, con il celebre aforisma: “Il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me”.
Egli comprese che necessariamente qualcosa esisteva oltre la conoscenza sensibile. Ogni uomo, in quanto tale, ne varca i confini definendo una divisione della conoscenza , e concependo la metafisica come una ricerca oltre i margini del sensibile.
Kant mette in discussione il dogma metafisico dando il proprio contributo al dibattito tra l’Innatismo (deduttivo; Cartesio) e l’Empirismo: Sostenendo che entrambi cadono in errore, afferma che il primo si basa troppo sulle conoscenze innate e che il secondo conferisce troppa importanza al valore dell’ esperienza nella conoscenza. Comunque individua nell’esperienza sensibile qualcosa di necessario alla conoscenza -> conoscenza sensibile.
La sua forma di conoscenza, però, dà importanza sia ai sensi sia all’intelletto -> Newton.
La sua intuizione/tesi venne esposta per la prima volta come tesi di laurea.
La conoscenza attraverso i sensi viene riformulata attraverso l’intelletto seguendo dei passaggi:

1)I sensi captano l’oggetto , che è ciò che ad essi appare(non filtrato dall’intelletto, non è ancora esperienza), e può essere falso (= la conoscenza sensibile degli empiristi): la conoscenza sensibile si basa sul fenomeno / apparenza che è ancora qualcosa di opinabile e superficiale. 2) Il fenomeno, una volta captato dai sensi, viene proiettato verso l’intelletto (= l’intelletto degli innatisti), e la conoscenza sensibile a questo punto diventa riflessa (riflessione su ciò che appare) e si trasforma in esperienza ( contrasto con Hume -> secondo Kant dentro di noi c’è qualcosa di innato cui vengono trasmesse le nostre sensazioni ovvero le categorie / concetti -> legame aristotelico: esiste un patrimonio innato da attivare tramite l’ esperienza). A questo punto si è affermato che la conoscenza si basa su due componenti:

• materiale -> legata agli oggetti;
• formale -> immateriale, nella nostra mente, conoscenza pura e sostanziale, di ordine metafisico (conoscenza dell’essere in profondità). Questa è estremamente importante poiché è formata sia da concetti che da intuizioni (=Newton -> qualcosa che appartiene alla nostra mente, innata, ci permette di andare avanti nella conoscenza; a posteriori / puro dell’esperienza)
Intuizioni fondamentali sono quelle di spazio e di tempo -> strutture mentali innate che si attivano attraverso il fenomeno -> dimensione soggettiva dello spazio e del tempo (diverso da Newton: spazio e tempo sono elementi oggettivi, univoci per tutti).

Criticismo -> pur sostenendo che senza attività razionale non vi può essere conoscenza (carattere illuminista), pone dei limiti (es. razionalità nell’emotività) -> per Kant porre dei limiti significa trovare il significato di qualcosa e darle un valore.

Verso il 1790 scrisse un testo Sulla religione, nei limiti della ragione -> non piacque alla società puritana e politica, venne censurato.
L’esperienza è il limite della conoscenza -> Galileo.
Sondare la conoscenza / noumeno vuol dire attivare l’intelletto, cioè analisi e ragionamenti che portano a una critica / giudizio. Un’altra funzione mentale è quella trascendentale che permette la conoscenza tramite l’analisi delle forme pure, sondando i limiti, i campi etici, metafisici e scientifici -> necessità dell’esperienza che ha a sua volta necessità della conoscenza a priori.

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